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In Cina è emergenza peste suina africana: già morti almeno 50 milioni di maiali. Si rischia una crisi alimentare globale

Nell’ambito del quadro di sicurezza alimentare già da tempo al centro della collaborazione tra le autorità di Italia e Cina Paesi è stato firmato il protocollo che consentirà l’accesso al mercato cinese di carne suina congelata dall’Italia. Già, perché la Cina ha un grosso problema con i suoi maiali, a loro volta piatto forte dell’alimentazione di circa un miliardo di persone.E se non si troverà risposta in fretta, quel problema potrà tramutarsi nella prima, seria crisi alimentare a livello globale. Un qualcosa che in tempo di migrazioni di massa e fenomeni climatici sempre più estremi in alcune parti del mondo, nessuno può augurarsi.

Nel silenzio più totale, infatti, dall’agosto 2018 quando si registrarono i primi casi, la Cina ha vissuto l’esplosione di ben 116 focolai di peste suina di origine africana, malattia non pericolosa per l’uomo ma spesso e volentieri letale per i maiali. E l’allarme non è rimasto circoscritto alla Cina ma negli ultimi mesi ha visto l’epidemia toccare le nazioni asiatiche vicine, come Cambogia e Vietnam, a loro volta altri grandi consumatori di carne di maiale. E che la questione sia decisamente seria, lo conferma il fatto che in Cina esista un misuratore dell’inflazione reale che fa riferimento proprio alle variazioni del costo dei prodotti suini, ridenominato a tal fine porkflation.

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