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In Gran Bretagna si va verso via libera al consumo di uova crude o poco cotte, purché certificate. Ridotto di molto il rischio della Salmonella. Consultazione pubblica

Roberto La Pira. In Gran Bretagna, la Food Standards Agency (FSA) ha avviato una consultazione pubblica che scadrà il prossimo 16 settembre, sulla decisione in vigore dal 1988 che sconsiglia il consumo di uova crude o poco cotte a gruppi di persone vulnerabili, come donne incinte, bambini e anziani. La decisione della FSA fa seguito ad un rapporto di esperti sul rischio microbiologico degli alimenti secondo cui la sicurezza delle uova è notevolmente migliorata, per quanto riguarda il rischio di Salmonella, rispetto all’ultimo rapporto  del 2001, che ribadiva il consiglio di non consumare uova crude o poco cotte.

Il miglioramento della sicurezza delle uova in Gran Bretagna, secondo gli esperti, riguarda la presenza di marchi come  “Lion Code” e altri sistemi di certificazione equivalenti. Il “Lion Code”, introdotto diciotto anni fa è un codice di condotta in materia di igiene, tracciabilità, benessere degli animali e refrigerazione delle uova durante il trasporto, che prevede anche la vaccinazione contro la Salmonella e test di controllo. Il 90% delle uova prodotte in Gran Bretagna ha il marchio “Lion Code”.

Nel 1988, durante il governo di Margaret Tatcher, il Paese fu colpito da un’epidemia di salmonella e l’allora Ministro della sanità  Edwina Currie, denunciò le responsabilità degli allevatori di galline. Il consumo di uova crollò dell’80%, milioni di animali furono soppressi e le proteste degli allevatori costrinsero il Ministro alle dimissioni.

Fatto alimentare – 2 agosto 2016 

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