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In Piemonte salta la trattativa sul prezzo del latte

Nemmeno l’indicizzazione riesce a mettere d’accordo allevatori e industrie del settore. L’aumento dei costi di produzione del latte rimette in discussione i parametri per il calcolo del prezzo

Scricchiola il metodo dell’indicizzazione per definire il prezzo del latte, frontiera per il momento conquistata solo dal Piemonte. Già in luglio, come riferito da “Agronotizie”, l’accordo fra allevatori e industrie è stato raggiunto con difficoltà e solo grazie alla mediazione dell’assessore all’Agricoltura del Piemonte, Claudio Sacchetto. Ricordiamo che il prezzo indicizzato viene definito da un “paniere” nel quale rientrano numerosi parametri come i costi di produzione sostenuti dagli allevatori, quelli per la trasformazione del latte, l’andamento del mercato dei formaggi e del latte e altri ancora. Un metodo moderno ed efficace, purché il “paniere” sia equilibrato e sappia rispondere ai cambiamenti di mercato senza privilegiare l’una o l’altra parte, cosa certo non facile. E per superare anche le ultime resistenze ci si era rivolti ad un sistema suggerito da Daniele Rama, dell’Università di Piacenza. A guastare tutto ci si è messa la bolla speculativa sui mercati delle materie prime, che ha fatto schizzare verso l’alto i costi di alimentazione delle bovine. Una tempesta che ha fatto “saltare” i parametri fissati per indicizzare il latte piemontese. Così di fronte ad un costo di produzione che Confagricoltura Piemonte calcola in 42 centesimi al litro, gli industriali corrispondono ai produttori una media di 37 centesimi per litro.

Incontro deserto

Gli allevatori piemontesi stanno dunque producendo in perdita e per rimettere a posto le cose produttorii e industrie avrebbero dovuto incontrarsi il 5 ottobre per ridiscutere il meccanismo dell’indicizzazione. Ma all’ultimo momento le industrie del latte hanno deciso di disertare l’incontro, annullando di fatto la trattativa. Un atteggiamento stigmatizzato da Paolo Rovellotti e Bruno Rivarossa, rispettivamente presidente e direttore di Coldiretti Piemonte, che hanno parlato di “un atto poco responsabile nei confronti delle imprese agricole.” Per il presidente di Confagricoltura Piemonte, Gian Paolo Coscia, siamo di fronte ad un tentativo di allungare i tempi nel riconoscere una giusta remunerazione agli allevatori. Copagri, per bocca del suo presidente regionale, Francesco Carrà, ha dichiarato lo stato di agitazione degli allevatori annunciando probabili manifestazioni di piazza. Si sono fatti sentire anche gli allevatori riuniti nell’associazione produttori latte Piemonte che hanno bollato come incomprensibile la posizione delle industrie, augurandosi che la trattativa possa riprendere al più presto, nell’interesse di tutti.

Riaprire le trattative

Per superare questa fase di stallo tutti i rappresentanti dei produttori hanno chiesto all’assessore Sacchetto di rendersi disponibile per mediare una ripresa delle trattative e se necessario di riprendere la pubblicazione dell’indice storico, primo pilastro sul quale basare la fissazione del prezzo. Pronta la risposta di Sacchetto che ha affidato ad un comunicato il compito di invitare le parti a proseguire il ragionamento legato all’indice. “La pubblicazione da parte della Regione dell’indice storico – ha poi precisato Sacchetto – vuole essere un invito per ritornare ad individuare un indice unico eliminando tutti gli pseudo indici venutisi a creare nel frattempo.”

12 ottobre 2012

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