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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Inalca fa shopping di aziende in Asia. La multinazionale del gruppo Cremonini ha acquisito distributori in Thailandia e Malesia e ora in dirittura d’arrivo deal in Australia e Canarie
    Notizie ed Approfondimenti

    Inalca fa shopping di aziende in Asia. La multinazionale del gruppo Cremonini ha acquisito distributori in Thailandia e Malesia e ora in dirittura d’arrivo deal in Australia e Canarie

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche12 Maggio 2016Nessun commento3 Minuti di lettura
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    Il gruppo Inalca rilancia sulle acquisizioni e centra l’obiettivo dei 2 miliardi di fatturato. La società della galassia Cremonini completa la filiera della carne con lo shopping di Unipeg e rafforza la piattaforma distributiva mondiale con una raffica di acquisizioni in Thailandia e Malesia mentre altre due operazioni sono in via di perfezionamento in Australia e una nelle Canarie.

    Con l’acquisizione dei rami di azienda dalla cooperativa di allevatori Unipeg (86 milioni l’enterprise value), secondo produttore italiano nel settore delle carni bovine, Inalca diventa leader in Europa nella lavorazione e produzione di carni bovine. «Normalmente le grandi aziende di proteine animali – sottolinea Luigi Scordamaglia, ad di Inalca – sono aziende di produzione o di distribuzione. Nel nostro modello le due anime coincidono».

    Serafino Cremonini, direttore commerciale di Inalca, aggiunge, con orgoglio: «Poter vantare una filiera tutta italiana è un nostro punto di forza. Anche nella nostra carne in scatola c’è solo carne italiana. E non tutti i competitor possono dirlo».

    I consumi di carni rosse risentono del mutamento di alimentazione degli italiani, anche in seguito all’allarme Oms sul presunto legame tra cancro e carne e salumi. Dallo scorso novembre le vendite nella grande distribuzione sono prima scivolate bruscamente e poi hanno manifestato segni di ripresa. Secondo i dati Iri, a marzo le vendite di carne calavano del 7% rispetto al 2015; la carne in scatola del -9,4%, la surgelata del -12% mentre salumi e wurstel accusavano perdite, rispettivamente, del 4 e del 19%. Secondo Scordamaglia «l’uscita dell’Oms è stata quanto meno incauta, anche perchè dopo hanno ammesso che nessun prodotto europeo è rientrato nell’ambito della ricerca scientifica condotta».

    Inalca sostiene che un moderato consumo di carne è fondamentale per la salute umana. Infatti al Cibus di Parma ha presentato i nuovi superburger Montana in skin, con una confezione innovativa che permette di allungare i tempi di conservazione e il proseguimento della frollatura in assenza di ossigeno.

    Sul fronte internazionale, la controllata Inalca Food & Beverage, specializzata nella distribuzione di prodotti tipici del made in Italy, ha raggiunto un accordo con Foodservice Italia, per la distribuzione dei prodotti all’estero. Si tratta di un catalogo di oltre 7mila prodotti disponibili a magazzino.

    Dopo aver avviato sedi negli Stati Uniti e Capo Verde, Inalca Food & Beverage ambisce alla leadership nel frammentato mercato asiatico della distribuzione, posizionandosi nel segmento medio-alto del canale Horeca. In Asia Inalca ha due sedi in Cina, mentre in Thailandia ha acquisito tre imprese specializzate nella distribuzione di food & beverage italiano. In marzo in Malesia è stata acquisita la maggioranza di un distributore mentre ora sono alle battute finali due importanti accordi in Australia con una società specializzata nell’import di formaggi e salumi; un’altra è nelle Canarie con il gruppo leader di mercato nel segmento dell’italian food.

    Il Sole 24 Ore – 12 maggio 2016

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