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Incubo Super-Lumache: una minaccia per l’agricoltura UE? La loro voracità può mettere a rischio la biodiversità

L’autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ha iniziato a valutare le possibili conseguenze dell’introduzione sul suolo europeo della “Lumaca Mela”, che ha il potenziale di devastare i raccolti di riso

Grandi come una mano, sembrano uscite da un libro  fantasy: ma rappresentano una potenziale minaccia per l’agricoltura: sono le “lumache mela” (apple snail), Pomacea Maculata e Pomeacea Canaliculata. Enormi lumache di acqua dolce, possono addirittura devastare la flora e la fauna dei intere zone lacustri. La loro voracità infatti sarebbe in grado di mettere a rischio la biodiversità e gli ecosistemi europei attuali, le specie minori a rischio (piante e animali rari), in particolare anfibi, pesci e uccelli.

E pensare che .. native del Sud America, furono introdotte a Taiwan negli anni ’80 come potenziale fonte alimentare. Presto divenute “infestanti”, si sono diffuse in Tailandia, Filippine, Giappone, Cina, Cambogia. E non si sono più arrestate. Nel 2010 infatti le lumache giganti hanno fatto la loro comparsa in Europa, nel delta del fiume Ebro-Spagna.

L’inizio di un incubo?

Da 4 anni quindi le lumache si stanno diffondendo nella regione, e questo nonostante le misure di controllo ed eradicazione messe in atto dalle autorità, nelle risaie. Efsa ha iniziato allora a valutare il rischio costituito da tali specie. “Eventi climatici estremi come alluvioni e precipitazioni elevate aumentano la diffusione delle lumache. La diffusione si avvantaggia inoltre delle attività di trasporto umano e di irrigazione –acquacultura. Ma dal 2012 vi è un bando nell’Unione circa l’immissione del genere Pomacea sul suolo comunitario”, dichiara Joop van Lenteren, portavoce di EFSA e vice presidente del Panel sulla Salute Vegetale.

La grande capacità di diffusione delle lumache, unita alla grande varietà di piante di cui possono nutrirsi, costituisce quindi una minaccia reale per gli ecosistemi umidi (wetland) europei. Il clima mediterraneo, in base agli esperti di EFSA, sembra inoltre molto simile a quello delle zone in cui attualmente le lumache già si sono stabilite.

 “In base ad un modello climatico sviluppato da EFSA, le zone potenzialmente a rischio in Europa sono rappresentate dalle risaie e dagli ecosistemi umidi del Sud Europa, fino ai Balcani e fino al Danubio”, chiarisce Van Lenteren.  I risultati di una valutazione del rischio ambientale verranno messi a disposizione entor Marzo 2014 da EFSA.

 “Oltre all’impatto sulla fauna, le lumache possono avere un ancora più sostanziale impatto sulla flora e sulla qualità delle acque. Nutrendosi di microfite acquatiche infatti, deputate al ciclo di depurazione delle acque e veri e proprio “filtri biologici” le lumache possono creare un cortocircuito favorendo la proliferazione di alghe tossiche.

Non è certo la prima volta che spcie alloctone diventano invasive una volta introdotte in ecosistemi cui sono storicamente estranee. Un caso precedente e molto simile è rappresentato dalla chiocciola gigante africana (Achatina Fulica), introdotta nelle isole del Pacifico per scopi alimentari e ben presto riprodottasi in modo incontrollato.

Italia, le specie alloctone fonte di rischio per l’agroalimentare sono diverse, e costituiscono una minaccia costante alle nostre produzioni. Tali specie invasive costituiscono inoltre oggetto di monitoraggio preventivo da parte del Gruppo “Rischi Emergenti” dell’Authority Europea, cui Coldiretti partecipa fornendo il proprio supporto.

Nutrie: furono introdotte dall’uomo per scopi di allevamento (animali da pelliccia): non a caso dette anche “castorini”.(Myocastor poycus), si sono insediate e riprodotte senza temibili rivali naturali nella catena alimentare. Creando gravi dissesti idrogeologici e danni per le campagne, mettendo a dura prova la tenuta degli argini entro cui scavano gallerie.

Zanzara tigre: introdotta in Europa negli anni’90, probabilmente da copertoni usati (larve nascoste) in alcune navi, rischia di portare diverse malattie (febbre gialla e chykungunya o “febbre spaccaossa”)

Scoiattolo grigio: dove arriva, lo scoiattolo rosso autoctono scompare. Nonostante alcuni progetti di eradicazione è una specie che si sta diffondendo in almeno 3 regioni italiane (Lombardia, Piemonte, e Liguria)

Pesce siluro: Superpredatore senza rivali, dotato di grande prolificità, è diventato infestante praticametne in tutti i fiumi e bacini d’acqua d’Italia, mettendo a serio repentaglio le popolazioni ittiche locali

Punteruolo rosso del legno: arrivato dal Nord America, dove ha decimato le foreste di conifere, il punteruolo ha raggiunto l’Europa, dove si è diffuso senza incontrare resistenze e distruggendo le piante. Non vi sono attualmente rimedi in grado di contrastarlo, anche se sono allo studio antagonisti biologici

Calabrone cinese: da molti considerato una piaga prossima ventura per l’Europa, dove la popolazione delle api è già stata fortemente ridimensionata dalla moria degli ultimi anni. Tale specie  (Vespa Velutina) si pone infatti a diretto contrasto con l’apis mellifera provocandone la scomparsa.

Sicurezza Alimentare Coldiretti – 22 febbraio 2014 

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