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Indebitamento. Corte dei conti: Regioni ed enti del Ssn hanno 54 miliardi di debiti (sanitari)

Mancano ancora i dati 2012 di nove Regioni (Piemonte, Veneto, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata, Sardegna, Bolzano e Calabria), ma l’indebitamento complessivo dal 2009 al 2011 degli enti del Ssn ha raggiunto i 54,4 miliardi, di cui oltre 38 sono verso i fornitori.

E per lo scorso anno, anche se la tendenza delle Regioni che hanno trasmesso i risultati è in calo, tra le amministrazioni che mancano ce ne sono molte con i conti in rosso che fanno ipotizzare un ulteriore ritocco in salita, anche oltre i 40 miliardi.

Nel 2011, ultimo anno “completo”, l’indebitamento complessivo netto degli enti delle Regioni continua ad aumentare, evidenzia la Corte dei conti, che fa il punto sui debiti sanitari e su quelli in genere delle Regioni nella sua relazione 2011-2012 sulla finanza regionale (VEDI).

A livello nazionale l’incremento 2011 è del 3% rispetto al 2010, corrispondente in termini assoluti a 54,25 miliardi contro i 52,65 miliardi dell’anno precedente.

Per il 2012 il dato ancora incompleto non permette, spiega la Corte, una valutazione complessiva, ma i risultati delle singole Regioni registrano una riduzione in Liguria (-11%), Emilia Romagna (-6%), Toscana (-3%), Marche (-13%), Puglia (-l8%), Valle d’Aosta (-5%) e Abruzzo (-1%). Aumentano ancora, al contrario, i debiti della Sicilia (+l7%) e del Friuli Venezia Giulia (+l5%), mentre nel 2011 gli incrementi maggiori sono a Bolzano (+29%) e Trento (+35%).

Nella composizione del debito, le passività verso i fornitori sono la voce di maggior peso in tutti gli anni considerati e toccano nel 2011 i 37,5 miliardi, oltre il 69% del debito totale. I mutui incidono sull’indebitamento 2011 per il 3,l% (quasi solo nelle Regioni a statuto ordinario), mentre le altre tipologie di indebitamento (che dovrebbero essere una voce residuale di stato patrimoniale) valgono 15,2 miliardi, il 27,9% sul totale complessivo netto.

Il debito verso i fornitori è quindi la fetta maggiore. E cresce di anno in anno sul totale al netto dei debiti verso aziende sanitarie extraregionali (66,96% nel 2010; 64,6% nel 2009). Nel complesso, i debiti verso i fornitori nel 2011 rispetto al 2010 aumentano del 6%, passando da 35,3 miliardi a 37,5, con un incremento maggiore nelle Regioni a statuto speciale (+l3%).

Per quanto riguarda invece la situazione complessiva 2012, è quasi di 47 miliardi il debito delle Regioni (erano 48,5 nel 2011) di cui 14,5 in Sanità (erano poco più di 15) e di questi 6,5 a carico dello Stato (ma solo 960 milioni per la Sanità). Secondo la Corte dei contii debiti regionali complessivi si contraggono del -3,5% nel 2012 rispetto al 2011 seguendo un trend riduttivo avviato nel biennio precedente. Ma non in tutte le Regioni: in controtendenza, secondo la relazione, cresce la percentuale di indebitamento di Toscana (ma non per la sanità, dove c’è un calo netto), Marche, Campania, Basilicata e Sicilia.

Particolare è la situazione del Lazio, secondo la Corte. Il suo debito complessivo era nel 2011 di 12,209 miliardi e a fine 2012 di 11,741. Importi superiori rispetto a quelli indicati nelle tabelle della Corte, dovuti alla presenza di «tipologie di debito non annoverabili tra le forme tipiche di indebitamento, ma che, nella sostanza, vanno a incrementare lo stock debitorio della Regione».

Il debito sanitario, spiega la relazione, è quello che scende di più – Campania a parte – in tutte le Regioni. Ma spesso in alcune aumenta comunque il debito totale. A esempio, in Toscana l’indebitamento, al netto della Sanità, continua a crescere (+4% a carico della Regione). Così la media è di un aumento del debito totale dell’1% nel 2012 rispetto al 2011, ma con una flessione del 6% di quello sanitario. Stesso discorso per le Marche: aumenta il debito totale (+4%), si riduce quello sanitario (-3%) e ancora di più (-16%) il debito a carico dello Stato.

Pesa di più, anche se è in diminuzione, il debito sanitario su quello complessivo in Emilia Romagna (75%), in Veneto (34%), nelle Marche (34%), nel Lazio (56%), in Campania (28%), in Puglia (38%), in Calabria (53%), Regioni che presentano riduzioni del debito totale, anche sanitario.

L’Umbria è un’eccezione secondo la Corte con un debito a carico dello Stato maggiore rispetto a quello della Regione: l’incidenza del debito totale sul debito a carico dello Stato, nel 2012 è dell’84%, in diminuzione rispetto al 2011.

Il Sole 24 Ore sanità – 11 settembre 2013

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