Breaking news

Sei in:

Sicilia «riflette» e non decide sui costi della politica

Il Ddl che taglia un po’ di auto blu e consulenze è all’esame dell’assemblea da nove mesi, ma il parto non è riuscito con tutti i crismi. Meglio pensarci su

«Affrettati, ma con calma». Il motto dell’imperatore Augusto è stato capito a fondo dall’Assemblea regionale siciliana, che visto l’impegno corale della politica nazionale a ridurre i propri costi (a parole, tranne il Quirinale) si sta affrettando a razionalizzare anche le proprie uscite: con calma però. Il Ddl che taglia un po’ di auto blu e consulenze è all’esame dall’assemblea da nove mesi, ma il parto non è riuscito con tutti i crismi. Meglio pensarci un po’ di più, hanno convenuto gli «onorevoli» dell’assemblea regionale (lì si chiamano così), e rinviare il tutto all’autunno. L’ironia non sfugge agli stessi interessati: «Questa è la legge più costosa nella storia del Parlamento siciliano – riconosce Mimmo Cracolici, del Pd, partito nella variegata maggioranza che sostiene il governatore Raffaele Lombardo -, visto che le ore di confronto e di discussione sono state interminabili. Audizioni, confronti, condivisioni…».

Ma non basta. I temi all’ordine del giorno (si fa per dire), del resto, sono delicati: c’è (ci sarebbe) da adeguarsi al comportamento dei parlamentari nazionali, che nel 2010 si sono ridotti del 10% l’indennità (senza toccare le altre voci “accessorie”, ma tant’è), c’è da ridurre del 5% la quota sopra i 90mila euro e del 10% quella sopra i 150mila nei vitalizi, come da lunedì 1° agosto accadrà ai pensionati d’oro di tutta Italia, ma non solo. Il disegno di legge scritto dall’assessore al Bilancio Gaetano Armao si occupava anche delle indennità nei Comuni dell’Isola, che essendo a Statuto speciale non seguono le regole nazionali, e ottengono indennità più generose di quelle del resto d’Italia.

Indennità e prebende, intanto, si affacciano anche negli ordini del giorno della politica calabrese, finora tra le più generose d’Italia con i suoi “eletti”. Per lunedì 1° agosto il presidente del Consiglio regionale, Franco Talarico, ha convocato la conferenza dei capigruppo per cominciare a ragionare sulla dieta alla politica locale: «Ci sentiamo impegnati nell’avviare un percorso di analisi e approfondimento», ha dichiarato con una buona dose di prudenza Talarico, e il Pd, dall’opposizione, si dice disponibile a intervenire «con determinazione» purché, non sia mai, «si proceda senza spinte in avanti, alla condizione di non fare da sponda ai talebani dell’antipolitica».

In Calabria, in realtà, i numeri dicono che c’è molto da ridurre senza scomodare madrasse e fondamentalisti. Sui vitalizi, per esempio, che per chi esce dalla politica calabrese sono più ricchi rispetto a quelli che attendono ex deputati ed ex senatori di Roma: dopo tre mandati, si arriva a 9.733 euro netti al mese, contro i 7.200 lordi massimi di chi è stato in Parlamento. Non c’è partita.

Le «analisi» e gli «approfondimenti» evocati dal presidente del Consiglio regionale, comunque, si possono appuntare più o meno su tutte le voci del bilancio personale di presidente, assessori, capigruppo e consiglieri della Regione. Con due milioni di abitanti, per esempio, la Calabria ha la metà dei residenti rispetto alla Toscana, ma l’indennità-base del suo presidente arriva a 9.842,26 euro netti al mese (secondo i dati dell’assemblea dei consigli regionali si tratta del primato nelle Regioni a Statuto ordinario), mentre il suo collega di Firenze si ferma a 4.913,15. Anche per i consiglieri “semplici” i valori in gioco sono di tutto rispetto (8.508,05 euro netti al mese, primato italiano, contro i 3.245,38 della Toscana), mentre indennità aggiuntive sono previste per i segretari delle commissioni permanenti, i presidenti e i loro vice nelle «commissioni speciali», e via elencando. Il risultato è semplice: secondo i dati della Copaff, la commissione che ha messo a confronto i bilanci regionali del 2008, in Calabria gli organi istituzionali costano ogni anno 38 euro a cittadino, contro i 7,5 euro pagati ogni anno da chi abita in Piemonte e in Lombardia, e i 14 euro che toccano annualmente ai residenti della Campania

ilsole24ore.com – 31 luglio 2011

Leave a Reply
 

Your email address will not be published. Required fields are marked (*)

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

site created by electrisheeps.com - web design & web marketing

Back to Top