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India, Italia nell’impasse sui marò per via di interessi economici. Ecco perché il nostro governo resta nel guado

MAROSul sito dell’ambasciata italiana a New Delhi c’è un documento che celebra la crescita degli scambi commerciali tra i due paesi. E che spiega, molto più delle dichiarazioni di indignazione di Letta e Bonino sull’imputazione di terrorismo, perché in realtà il nostro governo resta nel guado rispetto alla vicenda di Latorre e Girone. “L’India rappresenta oggi un mercato dalle straordinarie potenzialità, forse unico, a livello globale”. Se la vicenda dei due marò Latorre e Girone è delicata e costellata di passaggi complicati, brilla per chiarezza – appena a latere della controversia giuridica – ciò che compare sul sito dell’ambasciata italiana a New Delhi, rimasto online anche adesso che la Suprema corte indiana ipotizza l’accusa di terrorismo contro i due fucilieri, e il premier Letta protesta, e il ministro Bonino non esclude il ricorso all’Onu e Tajani invoca il ricorso alla Ue.

Illuminanti excursus sulle relazioni economiche tra i due paesi, nella sezione apposita: “Negli ultimi 20 anni, dal 1991 al 2011, l’interscambio commerciale Italia-India è cresciuto di 12 volte, passando dal 708 milioni di euro a 8,5 miliardi di Euro” si legge ancora nell’outlook. “Nell’anno 2011 (fonte ISTAT) l’interscambio complessivo è aumentato del 18,2% confermando l’Italia quale 4° partner commerciale dell’India tra i Paesi UE, dopo Germania, Belgio e Gran Bretagna”. E ancora: “I Governi dei due Paesi si sono dati un obiettivo di 15 miliardi di Euro di intercambio entro il 2015”; “sulla base di fonti Eurostat  l’Italia ha investito 694 milioni di Euro in India nel 2011, quasi il triplo rispetto al 2010”. (il documento completo è qui).

Discorso parallelo, e in parte identico, si ritrova su infoMercatiEsteri, piattaforma in partnership con il ministero degli Esteri. Dove si spiega, fra l’altro, che nel 2012 l’export verso l’India valeva oltre tre miliardi di euro (3.383,2) l’ import quasi quattro (3.752,1). Oltre quattrocento imprese presenti in loco: dalla Fiat alla Ferrero, dalla Piaggio alla Luxottica, Assicurazioni Generali, Bauli, e via dicendo. La lista completa è qui, e il colpo d’occhio vale la pena.

Terzi: “Errore vergognoso di Monti istigato da Passera”.

La situazione in cui si trovano oggi i marò sono frutto di “un vergognoso errore di Monti su istigazione di Passera” che hanno rimandato i fucilieri di marina in India dopo che erano rientrati in Italia. È l’accusa è dell’ex ministro degli Esteri del governo Monti, Giulio Terzi di Sant’Agata.

Terzi ricorda di essersi dimesso dopo quella decisione e racconta le reazioni del premier e del ministro dello Sviluppo economico di allora: “Le motivazioni che mi vennero vibratamente rappresentate da Monti e Passera per ribaltare la decisione di trattenere i marò in Italia erano fondate su motivazioni di natura economica, dei danni che avrebbero subito le nostre imprese e dalle reazioni indiane”. Terzi spiega anche che quando lasciò l’esecutivo era stata avviata la procedura di arbitrato internazionale che poi fu “inspiegabilmente” lasciata cadere. “Ci si è affidati interamente agli indiani e questa decisione è stata confermata dal governo Letta”.

L’Espresso e Ansa – 11 febbraio 2014 

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