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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Indicazione origine carni, ok del Comitato permanente catena alimentare Ue. Le reazioni in Italia
    Notizie ed Approfondimenti

    Indicazione origine carni, ok del Comitato permanente catena alimentare Ue. Le reazioni in Italia

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche6 Dicembre 2013Nessun commento5 Minuti di lettura
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    A comunicare per primo la notizia dell’approvazione del Regolamento da parte del Comitato veterinario il Ministero della Salute. In una nota si afferma: “Alla fine di un lungo iter negoziale, l’ Unione Europea si è dotata di un Regolamento della Commissione, approvato  a maggioranza qualificata al Comitato Permanente per la Catena Alimentare, che stabilisce che gli operatori del settore alimentare dovranno indicare sulle etichette delle carni fresche, refrigerate o congelate di suino, ovino, caprino e pollame destinate ad essere commercializzate il Paese di origine o il luogo di provenienza in cui gli animali sono stati allevati e macellati”. Leggi l’articolo sulle nuove norme Ue su questo sito

    “Tale risultato rappresenta un primo passaggio positivo a beneficio dei consumatori  che consolida l’obiettivo prioritario per l’ Italia di poter rafforzare il principio di una maggior chiarezza e trasparenza sull’origine dei prodotti alimentari.  E’ con soddisfazione –  ha detto il Ministro della salute Lorenzin – che accogliamo il conseguimento di tale obiettivo che testimonia l’impegno del Ministero della salute e rappresenta un traguardo importante per garantire alimenti sicuri, promuovere la corretta informazione dei consumatori, difendere il loro diritto a poter compiere scelte alimentari informate e nello stesso tempo per contrastare la diffusione delle frodi relative ai prodotti alimentari”. 

    Il ministro De Girolamo, soddisfazione per decisione Ue. In vigore dal 1 aprile 2015

     “È una decisione che accolgo con estrema soddisfazione. Si tratta di un risultato a lungo cercato dall’Italia che è stata sempre in prima fila nella battaglia per la trasparenza delle informazioni in etichetta. Ovviamente ci adopereremo immediatamente per rendere questa nuova norma operativa al più presto nel nostro Paese. Quello di oggi è un successo che però non rappresenta un punto di arrivo: dobbiamo continuare a mantenere alta l’attenzione, soprattutto a livello comunitario, sull’importanza della tutela dei consumatori”.

    Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, commentando la decisione assunta in sede comunitaria di introdurre una nuova etichetta per fare chiarezza sull’origine o sulla provenienza di carne fresche, refrigerate o congelate, di maiale, pecora, capra e pollame. In particolare tengo ad evidenziare che sono state recepite talune nostre osservazioni sull’allungamento del periodo minimo di allevamento per l’indicazione del Paese di origine. Ciò rappresenta una favorevole opportunità per i nostri operatori del settore. La proposta sarà ufficialmente varata dalla Commissione Ue nei prossimi giorni per entrare in vigore il primo aprile 2015.

    De Castro, nuove regole su origine ed etichettatura carni risposta concreta da parte dell’Europa

    “I temi della trasparenza e della sicurezza alimentare trovano ancora una volta risposte concrete da parte dell’Europa. Un risultato importante per la tutela dei nostri cittadini”. Con queste parole il presidente della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, Paolo De Castro, commenta la notizia odierna dell’approvazione delle regole esecutive in materia di etichettatura delle carni fresche, refrigerate e congelate suine, caprine, ovine e di pollame.

    “L’ennesima misura concreta che dimostra l’attenzione dell’Europa alla corretta informazione del consumatore, che deve essere tutelato nelle sue scelte di acquisto e protetto da fenomeni di contraffazione – sottolinea De Castro. Le nuove regole che danno esecuzione al regolamento sulle informazioni alimentari ai consumatori del 2011 prevedono infatti – prosegue il presidente Comagri – l’esplicitazione, a livello comunitario, delle voci “origine”, “allevato ” e “macellato”. Questa esplicitazione si tradurrà – spiega De Castro – in un sistema di etichettatura obbligatorio che stabilisce un nesso tra una particolare carne e il luogo di provenienza dell’animale, incluse distinzioni opportune tra prodotti comunitari ed extra-Ue. Gli animali nati, allevati e macellati nello stesso Stato membro potranno essere etichettati con la definizione “Origine: e il nome dello Stato membro o del paese terzo”, mentre negli altri casi saranno indicati obbligatoriamente sull’etichetta sia il luogo di allevamento che quello di macellazione. Un provvedimento importante – conclude De Castro -, frutto dell’impegno del Parlamento europeo nell’ambito del Regolamento per le informazioni alimentari ai consumatori 1169/2011 che dimostra, giorno dopo giorno, il ruolo centrale dell’Europa a tutela e garanzia dei cittadini. Un risultato che deve rappresentare un’opportunità per aprire la strada all’etichettatura obbligatoria anche di altri prodotti alimentari”.

    Coldiretti: bene etichetta carne, ma deve essere indicata origine prodotti trasformati. La protesta continua

    “Allevato” e “Macellato” seguiti da nome dello Stato vanno in etichetta. Coldiretti continua la battaglia anche per il “Nato”.

    Dopo la protesta degli allevatori in Italia per la carne di maiale, di pecora, di capra e di pollo sia fresca, refrigerata o congelata diventa obbligatorio indicare dal primo aprile 2015 il luogo dell’allevamento e della macellazione. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che la “Battaglia di Natale: scegli l’Italia” continua per accorciare i tempi e introdurre l’obbligo di indicare il luogo di nascita degli animali “nato in”, dopo che il Comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali dell’Unione Europea si e’ espresso sull’etichettatura della carne suina, ovicaprina e di pollame in merito all’indicazione obbligatoria “allevato in” e “macellato in” con riferimento allo Stato membro e al Paese terzo dove avvengono queste procedure. E’ certamente un primo passo importante – sottolinea la Coldiretti – che pero’ deve essere necessariamente completato con l’indicazione obbligatoria dell’origine per quanto riguarda tutti i prodotti trasformati che la Coldiretti ritiene fondamentale per garantire la trasparenza indispensabile per mettere il consumatore in condizione di fare scelte consapevoli e i nostri allevatori di differenziare e valorizzare il proprio prodotto.

     La mobilitazione continua con l’arrivo a Roma dei giovani agricoltori e allevatori della Coldiretti per difendere il vero Made in Italy il prossimo mercoledi’ 11 dicembre a partire dalle ore 9,30 in via XXIV Maggio 43.

    Fonti: Minsalute, AgenParl e Agi – 6 dicembre 2013 

     

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