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Inflazione. Per la sanità aumento lieve. Ma ticket balza +7%

Secondo i dati diffusi dall’Istat le spese per la salute sono il settore che ha avuto il minor tasso di crescita. Ma secondo l’indice di confronto europeo, che tiene conto solo della spesa sostenuta dai cittadini e dunque anche dei ticket, l’incremento tendenziale per la salute è del 7%.

L’Istat ha diffuso i dati sull’andamento dei prezzi nel mese di dicembre 2011 e dell’intero anno appena chiuso. L’indice nazionale dei prezzi al consumo fa registrare un aumento del 3,3% rispetto al dicembre 2010, che si traduce in un tasso di inflazione medio per il 2011 pari al 2,8%, sensibilmente più alto di quello rilevato lo scorso anno che era dell’1,5%.

Trasporti (+7,1%), energetici e alimentari i settori nei quali i prezzi sono maggiormente cresciuti, mentre i servizi sanitari e le spese per la salute sono la voce di spesa che ha avuto l’incremento più contenuto: +0,3%. In calo, invece, i prezzi per le comunicazioni, ridotti del 2%.

Dati sensibilmente diversi, sempre secondo l’Istat, applicando l’indice IPCA, ovvero l’indice dei prezzi al consumo armonizzato per i Paesi dell’Unione Europea che tiene conto non del costo complessivo per la collettività ma della spesa effettivamente sostenuta dal consumatore. Con questo metodo si pone dunque in evidenza il peso prodotto dall’aumento dei ticket, tanto che l’incremento di spesa per i servizi sanitari, su base tendenziale, si allinea con quello dei trasporti e fa registrare un +7%.

Quotidianosanita.it – 16 gennaio 2012

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