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Influenza, la Regione Veneto blocca le vaccinazioni: circolare ai Dg

Circolare alle Asl: «Ritardate la distribuzione ai medici di base». «Congelate» 172 mila dosi sospette, le scorte non bastano più

La Regione ha bloccato la campagna antinfluenzale. Dopo lo stop, da parte del ministero della Salute, prima dei vaccini «Inflexal» (congelate in Veneto 2300 dosi il 17 ottobre) e poi di quelli Novartis (170 mila dosi di «Agrippal», «Influpozzi sub unità», «Influpozzi» adiuvato e «Fluad» fermate mercoledì), le scorte non bastano più per tutte le Usl, che dunque non possono iniziare a somministrare il farmaco il 5 novembre, come previsto. Bisogna rifare i conti e procedere a un nuovo rifornimento. L’ha comunicato venerdì la Direzione Prevenzione alle aziende sanitarie, con una nota che recita: «Vista la situazione di carenza di vaccino riportata in alcune Usl, si renderà necessaria la ridistribuzione per garantire a tutte l’avvio della campagna. Pertanto, si invitano le aziende a bloccare la distribuzione del vaccino ai medici di medicina generale e a ritardare l’inizio della campagna tra il 5 e il 12 novembre in attesa anche di indicazioni ministeriali circa la rimodulazione dell’offerta. E’ previsto a Roma, la prossima settimana, un incontro al ministero, per ridefinire la campagna e darne comunicazione. Seguirà un incontro con i referenti aziendali».

A loro volta le Usl hanno inviato una circolare ai Distretti e ai medici di famiglia, per avvertirli di «sospendere momentaneamente l’avvio della vaccinazione, in attesa di istruzioni da parte della Regione». Procedura imposta anche alle Usl, come la 16 di Padova, dotate di fornitura completa, per di più già distribuita agli erogatori. «Un bel problema — dice il vicepresidente regionale della Fimmg (medici di base), Domenico Crisarà—, i pazienti sono preoccupati e disorientati, si fidano del loro dottore ma tutti questi contrordini dall’alto li mettono in ansia. La campagna deve partire entro la fine di novembre, poiché i picchi dell’influenza sono previsti a Natale e a marzo». Non va meglio alle farmacie, sulle quali vigilano i Nas. Il nucleo speciale dei carabinieri sta raccogliendo dati sulle dosi di «Inflexal» e Novartis sugli scaffali e su quelle vendute prima dell’alt da Roma. Per evitare perdite di tempo, i militari hanno chiesto l’aiuto di Federfarma, che dopo aver inviato una circolare agli associati per vietare lo smercio dei prodotti in discussione ne ha trasmesso una seconda per «invitare le farmacie a comunicare, con cortese sollecitudine, il numero delle confezioni acquistate e il numero delle confezioni esitate al pubblico prima del provvedimento di ritiro».

L’iniziativa è partita dalla sezione di Treviso, il cui presidente Franco Gariboldi Muschietti, componente anche del direttivo nazionale, spiega: «Il nostro supporto è utile ai Nas per avere il quadro della situazione in tempi rapidi e anche per capire a quante persone sono stati somministrati i sieri poi fermati. Se dovesse arrivare l’ordine di sequestro, i carabinieri sapranno già dove andare, invece di girare farmacia per farmacia». All’erta il Tribunale del malato, che con il presidente regionale Giuseppe Cicciù protesta: «A preoccupare la gente è il messaggio paradossale e ambiguo del ministero, che da una parte blocca i vaccini e dall’altra ci dice di stare tranquilli, perchè non sono pericolosi. Uno non sa più a cosa credere».

Michela Nicolussi Moro – Corriere del Veneto – 27 ottobre 2012

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