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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Inps, patrimonio in rosso. Allarme della Corte dei conti. Boeri: il disavanzo da ritardi nei trasferimenti, prestazioni garantite dallo Stato. Poletti: le pensioni non rischiano
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    Inps, patrimonio in rosso. Allarme della Corte dei conti. Boeri: il disavanzo da ritardi nei trasferimenti, prestazioni garantite dallo Stato. Poletti: le pensioni non rischiano

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche16 Febbraio 2017Nessun commento2 Minuti di lettura
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    Il patrimonio dell’Inps segna un disavanzo di 1,7 miliardi, dovuto all’accumularsi negli anni dei deficit d’esercizio, segnala la Corte dei Conti nella relazione sul bilancio dell’ente di previdenza. La notizia suscita scalpore, anche perché i magistrati contabili, scrivono che è «la prima volta dall’istituzione dell’ente» che il conto patrimoniale va in rosso.

    In realtà, è già accaduto in passato, quando l’Inps non era ancora SuperInps, non aveva cioè inglobato Inpdap ed Enpals, cosa avvenuta nel 2012. Da allora, in effetti, il patrimonio era stato sempre in attivo. Ma si è ridotto anno dopo anno, a causa dei deficit del conto economico, che si scaricano sul conto patrimoniale, assottigliandolo e infine mandandolo in rosso. Questa situazione conferma vecchie problematiche del bilancio Inps, nel quale si sommano le spese previdenziali, coperte dai contributi, con quelle assistenziali per le quali l’istituto riceve fondi dal bilancio dello Stato che in parte figurano come prestiti all’Inps anziché trasferimenti. «Nel 1998 – ricorda l’esperto Giuliano Cazzola – l’allora ministro del Tesoro Ciampi azzerò un debito che l’Inps aveva accumulato verso lo Stato di ben 160mila miliardi delle vecchie lire (quasi 80 miliardi di euro) e il patrimonio tornò in attivo. Si tratta di operazioni interne al bilancio pubblico che non hanno conseguenze». Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, assicura che «il sistema è assolutamente sostenibile» e il presidente dell’Inps, Tito Boeri, aggiunge: «La Corte non lancia alcun allarme sui bilanci, si tratta di una questione contabile. Le prestazioni sono garantie dallo Stato e ciò che conta è non è il bilancio dell’Inps, ma dello Stato». Il disavanzo è determinato, dice Boeri, dal solito meccanismo degli anticipi di tesoreria. In realtà pesano anche i deficit annuali di esercizio e il disavanzo patrimoniale ereditati dall’Inpdap. La Corte dei conti, esaminando le previsioni 2016, conclude che con un deficit Inps di 7,6 miliardi il patrimonio scenderà da 5,9 miliardi a – 1,7 miliardi. «In 6 anni sono andati in fumo 50 miliardi di patrimonio- attacca Gian Paolo Patta, membro Cgil del Civ Inps -. A fine 2017 si prevede un disavanzo di 7,8 miliardi». E secondo le previsioni il rosso aumenterà fino a 56 miliardi nel 2023. Ma «il bilancio dello Stato garantisce queste situazioni», assicura Poletti.

    Enrico Marro – Il Corriere della Sera – 16 febbraio 2017

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