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Inquinamento ambientale. Gli animali come “indicatori biologici”. Dalla Simevep una proposta per la tutela della salute

L’obiettivo del progetto, presentato in Basilicata, è quello di è promuovere un monitoraggio dello stato di salute di aria, suolo e acqua della regione attraverso indagini di elevato livello scientifico sulle specie animali selvatiche e domestiche, con particolare attenzione per i territori interessati dall’estrazione petrolifera.

Gli animali come indicatori biologici dell’inquinamento ambientale. A prima vista potrebbe sembrare un’ipotesi curiosa, in realtà si tratta di una proposta molto seria lanciata dalla SIMeVeP, la Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva, assieme ai Veterinari del servizio sanitario della Basilicata nel corso di un Convegno svoltosi in Provincia di Potenza alla presenza del Sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo. Obiettivo del piano è promuovere un monitoraggio dello stato di salute di aria, suolo e acqua della regione attraverso indagini di elevato livello scientifico sulle specie animali selvatiche e domestiche, con particolare attenzione per i territori interessati dall’estrazione petrolifera. 

“Le sostanze che tendono ad accumularsi nei tessuti degli animali – spiega Aldo Grasselli, Presidente SIMeVeP – sono dei validi indicatori della qualità dell’ambiente circostante. Dal monitoraggio di diverse specie animali selvatiche ed allevate possiamo conoscere indicatori utili per indirizzare e potenziare le politiche di tutela ambientale nel nostro Paese. La professione veterinaria ha enormi potenzialità ancora inespresse e può contribuire in maniera decisiva a tutelare l’ambiente e a proteggere la salute umana”.

Il progetto presentato in Basilicata potrebbe fare da apripista per la costituzione di un sistema integrato di biomonitoraggio continuo nel tempo, riconoscendo ai veterinari un ruolo importante nel controllo delle patologie animali (soprattutto degenerative e neoplastiche) causate dall’inquinamento ambientale. Ipotesi che deve fare naturalmente i conti con la sostenibilità da parte del Servizio sanitario nazionale. Per il segretario SIVeMP Basilicata Rocco Martoccia, “i professionisti che operano nella sanità pubblica hanno il dovere mettere in campo tutto ciò che è possibile per prevenire casi come l’aumento dell’incidenza tumorale. Questo si può fare istituendo strutture dipartimentali di medicina veterinaria ambientale che si occupino degli ‘animali sentinella’”.

Tra i relatori del Convegno promosso dai veterinari pubblici Gianfranco Brambilla, direttore di Ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), che ha sottolineato alcuni limiti dell’attuale approccio normativo, da correggere se si vuole “superare la dicotomia conforme/non conforme”, altrimenti si continueranno a sfornare diagnosi tardive. Il progetto di verifica dello stato di salute di aria, suolo e acqua della Basilicata non partirebbe da zero, ma può contare sull’esperienza pluriennale del monitoraggio sanitario degli ovini lucani. Ne hanno dato conferma Enrico Cariati, presidente dell’Ordine dei Veterinari di Potenza e Orlando Paciello del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università Federico II di Napoli. La Basilicata è stata divisa in 100 quadranti, all’interno dei quali sono selezionati 600 animali considerati per età e per caratteristiche di permanenza sul territorio. Dopo la macellazione, i loro organi e i tessuti sono stati analizzati dagli esperti del Dipartimento dell’ateneo campano in collaborazione con gli Istituti zooprofilattici di referenza e sottoposti agli esami tossicologici.

Nel Corso del Convegno, ospitato nel Convento Santa Maria de Plano di Calvello, sono stati presentati anche i dati di un studio condotto dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Puglia-Basilicata sulle condizioni del lago Petrusillo, bacino artificiale situato nel territorio di Potenza, già interessato dal fenomeno della moria di pesci. Una ricercatrice dell’IZS, Rita De Pace, ha esposto i risultati dello studio sulla contaminazione da cianotossine. Le istituzioni – secondo i veterinari della SIMeVeP – non possono ignorare l’importanza del monitoraggio degli indicatori di salute animale se vogliono prevenire gravi e costose patologie all’uomo. Si dichiarano molto motivati a mettere in atto modalità e tecniche innovative e coinvolgendo sulla Basilicata le migliori e più articolate competenze oggi disponibili. All’evento promosso da SIVeMP e SIMeVeP in collaborazione con il Comune di Calvello, sede di nuovi giacimenti petroliferi, hanno preso parte anche il i responsabili della sanità della Asl di Potenza e della Regione Basilicata in rappresentanza dell’Assessore regionale alla persona, Flavia Franconi.

Le conclusioni del Convegno, affidate al Presidente della SIMeVeP Aldo Grasselli, hanno prefigurato un approccio multidisciplinare e multicentrico comprendente Ministero della salute, Regione, Comuni, Asl, Università e Izs, Arpa e Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva. Il Presidente Grasselli ha sollecitato le istituzioni a dare coerenza al progetto con l’obiettivo, di rilevanza non trascurabile, di presentare il piano di sorveglianza e monitoraggio alla prossima assemblea della World Veterinary Association. 

Quotidino sanità – 8 giugno 2015

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