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Inquinamento da Pfas nelle acque, il Veneto ha approvato le procedure regionali di indirizzo e il piano di monitoraggio

LeoneVenezia2E’ stata pubblicata sul Bur n.105 del 31 ottobre la delibera n. 1874 del 14 ottobre con cui la giunta regionale ha approvato il Documento contenente le procedure regionali di indirizzo e il Piano di monitoraggio regionale relativi alla presenza delle sostanze perfluoro alchiliche (Pfas) nelle acque ad uso potabile. Come si ricorderà nel maggio scorso la Regione del Veneto è stata informata dal ministero della Salute della presenza di PFAS nelle acque superficiali e potabili in diversi Comuni veneti in concentrazioni definite “preoccupanti” in punti di erogazione pubblici e privati.  Da qui la richiesta di “effettuare gli accertamenti necessari all’individuazione delle fonti di immissione delle sostanze Pfase all’attivazione delle conseguenti iniziative di tutela delle acque”.  Ad oggi, la normativa nazionale non ha ancora individuato parametri limite, né linee guida in ordine alle sostanze Pfas nelle acque.

Nelle more della definizione di valori di riferimento a livello nazionale, il Ministero ha incaricato l’Iss di predisporre un rapporto tecnico sui livelli di riferimento provvisori che garantiscano la salute della popolazione.

Nell’ambitodelle attività svolte per il presidio sanitario relativo al ritrovamento di sostanze Pfas in alcune aree del territorio regionale ed al controllo delle acque potabili distribuite in rete, la Regione Veneto ha costituito e convocato dei Gruppi di lavoro, a cui hanno preso parte i Servizi Igiene degli alimenti e nutrizione delle Ulss interessate dalla presenza delle acque da sostanze Pfas ( Ulss 5, 6, 17, 20 e 21), l’Osservatorio Acque Interne e il Dipartimento regionale laboratori di Arpav, in collaborazione con il Dipartimento Ambiente della Regione del Veneto e il Dipartimento provinciale Arpav di Vicenza.

L’obiettivo era la definizione di procedure regionali di indirizzo per la tutela della salute pubblica dai rischi derivanti dal consumo di acque fornite da pubblici acquedotti e da approvvigionamenti autonomi destinati a scopo potabile ed alimentare, non conformi agli standard di qualità fissati dalle vigenti norme. In particolare, per il giudizio di idoneità relativo alle acque dei pozzi privati, è stata adottata la delibera n. 618 del 29 aprile 2014, con la quale è stato preso formalmente atto dei livelli di performance indicati e sono stati approvati i “Primi indirizzi operativi per l’utilizzo dei pozzi privati ai Comuni delle Province interessate dalla presenza di sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) nelle acque destinate al consumo umano”.

E’, inoltre, emersa la necessità di avviare una revisione della rete regionale di monitoraggio per le acque potabili (Dlgs n. 31/2001), in fase iniziale limitatamente alle aree interessate all’impatto, per una maggiore razionalizzazione della numerosità e dei costi dei campionamenti.

Tale revisione è stata sviluppata con il supporto tecnico specialistico esperto di Arpav e l’impiego di un applicativo webgis predisposto da Arpav, che ha permesso di definire l’ambito territoriale dell’impatto, di identificare le principali fonti di pressione e di fornire una rappresentazione grafica georeferenziata della distribuzione ambientale dell’inquinante degli aggiornamenti continui sul rispetto dei livelli di performance (obiettivo) fissati dal Ministero della Salute per i tre parametri Pfoa, Pfos e altri Pfas.

Pertanto, con la nuova delibera la Regione Veneto ha approvato il Documento contenente le procedure regionali di indirizzo e il Piano di monitoraggio regionale, contenuti rispettivamente all’Allegato “A” e all’Allegato “B”. Le indicazioni contenute in tali documenti saranno applicabili fino a nuova diversa indicazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, a cui la Regione del Veneto si adeguerà tempestivamente.

A cura Ufficio stampa Sivemp Veneto – 1 novembre 2014 

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