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Inquinamento Pfas, caratterizzazione del terreno sottostante il sito Miteni: botta e risposta tra genitori e azienda

In questi giorni, scrivono StopPfas Genitori Attivi Zona Rossa,Mamme no PFAS e Coordinamento acqua libera dai PFAS, a cui a seguire risponde la Miteni stessa,  si rincorrono notizie inerenti le metodologie che si intendono adottare per la caratterizzazione del sottosuolo del sito Miteni. Da quattro anni si sarebbe dovuto procedere alla caratterizzazione del sito, nei fatti, ad oggi se ne è esplorato forse il 10% e intanto la contaminazione della falda continua inesorabile e inarrestabile. Si ipotizza un ampliamento della maglia dei carotaggi da attribuirsi a quanto mai pretestuose difficoltà tecniche e/o logistiche.

Riteniamo che nulla debba ostacolare la massima rigorosità nell’eseguire nel più breve tempo possibile, e con l’utilizzo di tutte le risorse necessarie, la caratterizzazione del sottosuolo del sito Miteni, in quanto solo così si potranno mettere in atto le protezioni necessarie al fine di impedire il continuo propagarsi della contaminazione.
L’avvelenamento della falda rappresenta un danno incommensurabile e un debito insanabile nei confronti delle future generazioni, ecco perché l’impegno deve essere totale e prioritario.
Gli esperti fin d’ora consultati si esprimono unanimemente sulla necessità di adottare una maglia di carotaggi non superiore a 10×10 ml., poiché solo con questa frequenza di prelievo si sarà in grado di ottenere una mappatura certa delle aree contaminate. Solo un maggiore impegno nella fase di elaborazione della caratterizzazione del sito potrà portare ad una progettazione mirata, più efficace e priva di rischi della messa in sicurezza.
Chiediamo che la fase di studio sia completata in tempi brevissimi e che le azioni di messa in sicurezza della falda siano altrettanto veloci.
Chiediamo al Ministro dell’Ambiente di incaricare uno staff tecnico che partecipi alla fase di studio delle operazioni di caratterizzazione e bonifica.
Chiediamo la massima pubblicità e trasparenza dei seguenti dati:
? pubblicazione del cronoprogramma non derogabile di tutte le attività di bonifica;
? pubblicazione dei Verbali delle conferenze dei servizi con oggetto le operazioni di cui sopra;
? pubblicazione delle analisi dell’acqua prelevata dalla barriera idraulica messa in opera all’interno della Miteni spa.

Stop Pfas Genitori Attivi Zona Rossa, Mamme no PFAS, Coordinamento acqua libera dai PFAS

 

Ecco la replica dell’azienda di Trissino

Miteni: efficienza barriera falda ha superato il 99%. Nessun indicatore di altri rifiuti nello stabilimento

Comprendendo la legittima preoccupazione delle “mamme” anti Pfas è bene fare il punto sulla bonifica che riguarda Miteni. La falda sotto Miteni è intercettata e depurata prima di andare a valle in misura superiore al 99%. Per la precisione la quantità di inquinanti intercettati ha raggiunto il 99,98% di massima e il 99,14% di minimo.
Gli scarichi della Miteni inoltre rispettano i limiti per le acque potabili. Nel contempo il sistema di filtraggio sta togliendo i Pfas dalla falda. Questo ci consente di affermare che già oggi Miteni ha un bilancio ampiamente positivo per l’ambiente, sta risolvendo il problema dei Pfas in falda, non lo sta aggravando.

Riguardo alla caratterizzazione dei terreni, sono stati realizzati centinaia di campionamenti, lunghe trincee nei luoghi in cui, secondo alcuni, si sospettava fossero sepolti dei rifiuti. E’ stato addirittura detto che lo sapevamo e li abbiamo nascosti. Non è stato trovato nulla.

Come noto, all’esterno dello stabilimento un anno fa sull’argine del torrente Poscola, i nostri tecnici ambientali hanno trovato dei rifiuti e li abbiamo rimossi insieme a 300 tonnellate di terreno. Rimossa quella fonte non ci sono oggi dati che indichino la presenza di altri rifiuti. Siamo disponibili a continuare a cercare ma è bene dire che non c’è motivo di ritenere che ci sia qualcos’altro da trovare. Questo, in combinazione con i dati di efficacia del barrieramento e depurazione della falda (tutti dati verificati da Arpav) ci pare una buona notizia.

Concordiamo pienamente con la richiesta di trasparenza e chiarezza. Auspichiamo che quanto prima siano disponibili i dati sul censimento delle fonti di inquinamento della zona, così come disposto da una sentenza del tribunale Superiore delle acque pubbliche. Ci si è concentrati su Miteni da sempre, per motivi comprensibili, ma la realtà siamo convinti sia ben diversa. La falda di Miteni non va a Sud dove c’è l’inquinamento maggiore, ma a Est. Da sei anni non produciamo più Pfos e Pfoa eppure la concentrazione nel territorio non diminuisce. Noi che lavoriamo in Miteni siamo parte della popolazione del vicentino e anche noi vogliamo trasparenza e chiarezza, mettendo al bando le strumentalizzazioni.

– 22 ottobre 2017

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