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L’Intramoenia perde colpi. Ecco i dati sulla libera professione: incassi in calo di 119 milioni. Però il Ssn ne guadagna 94,5

intrmoeniadi Paolo Del Bufalo. La “prima volta” dei medici: dopo anni di incassi in aumento per la libera professione intramoenia, nel 2012 il trend si inverte, le compartecipazioni scendono da 1,054 miliardi a 935,5 milioni. E chi invece raddoppia i “guadagni” sono le aziende del Ssn che passano da poco più di 81 a oltre 176 milioni. In tutto anche l’incasso generale flette di poco più di 24 milioni: i cittadini – probabilmente per colpa della crisi – chiedono alle aziende meno prestazioni “private”.Sono questi alcuni dati contenuti nella Relazione sulla situazione economica del Paese 2012 che il ministero dell’Economia ha da poco pubblicato sul suo sito. Relazione che conferma in generale un disavanzo in calo del 17,3% nel 2012 rispetto al 2011 con l’asticella, come anticipato già dalla Corte dei conti, a quota -1,043 miliardi (senza manovre locali). Relazione Generale sulla situazione economica del Paese 2012

Di questi oltre 880 milioni sono nelle sole Lazio, Molise, Campania, Calabria e Sicilia, mentre tra le Regioni in piano di rientro Piemonte, Abruzzo e Puglia sono in attivo.

L’intramoenia. Per la prima volta c’è un’inversione di tendenza e le compartecipazioni al personale sanitario calano. In parole povere ai medici e, in piccola parte alle équipe che li supportano nella libera professione, vanno 119,141 milioni in meno dell’anno precedente (-11,3%). Il calo maggiore si ha in Lombardia dove la riduzione nel 2012 rispetto al 2011 è di -26,16%, quello minore in Sicilia con il -0,02%. Ma ci sono anche cinque Regioni in cui il guadagno in salita del personale tiene duro: Bolzano +4,58%, Friuli +1,32%, Abruzzo +4,10% e Sardegna +5,54 per cento.

In generale poi gli incassi per l’intramoenia si riducono del -2,17% (24,6 milioni in meno), ma confermando l’andamento in controtendenza rispetto agli anni precedenti, il “guadagno” per le aziende del Ssn è più che raddoppiato rispetto al 2011, aumentando di ben 94,5 milioni rispetto al guadagno 2011 di 81,44 milioni (+116,06%).

Il saldo negativo – quello cioè che rappresenta il guadagno delle Regioni/aziende – ce l’hanno nel 2012 otto Regioni, anche se in realtà la Lombardia riduce gli incassi, ma il calo frena rispetto alla riduzione dell’anno precedente e, quindi, il saldo è paradossalmente positivo e, anzi, porta la Regione al top degli incassi con una differenza positiva di oltre 60 milioni.

Le cause? Non sicuramente cambiamenti nell’organizzazione della libera professione, visto che la legge Balduzzi è entrata in vigore proprio alla fine del 2012 e che in molte Regioni, soprattutto del Sud, deve ancora essere applicata. Sicuramente la minor spesa è legata alla crisi economica che ha portato i cittadini a cercare di spendere meno di tasca propria. E il guadagno maggiore delle Regioni potrebbe essere collegato anche con una minore richiesta di intramoenia d’azienda, la cui spesa è tutta a carico delle strutture Ssn.

Le voci di spesa. Nel 2012 a ridursi di più è quella riferita a “costi straordinari e rimanenze”, legata a ricavi di esercizi precedenti come le fatture, che crolla del -28,9% anche per la forte razionalizzazione di spesa del sistema. A seguire c’è con -8,6% la farmaceutica convenzionata, seguita dall’assistenza integrativa e protesica (-4,9%), dalla riabilitativa (-2,9%) e dalla spesa per il personale (-1,4%).

Sul versante opposto l’aumento maggiore (+4%) è quello per “altra assistenza” (assistenza integrativa e protesica, termale, psichiatrica residenziale e semiresidenziale ecc.), ma è una voce di spesa che comunque nel 2012 ha assorbito circa 6,6 miliardi. Mentre al secondo posto c’è il +1,7% dei beni e servizi che di miliardi nel 2012 ne valgono oltre 36. E che con aumenti più o meno contenuti negli anni non hanno mai frenato la loro crescita (si veda articolo a pagina 3).

In genere comunque la spesa 2012 diminuisce. E quella per le voci di spesa definite scende del -0,8% con il picco massimo del -3,9% in Liguria, ma anche qualche aumento: a Bolzano la spesa cresce del +2,5 per cento. Aumenti di spesa, ma al massimo dello 0,4%, si registrano anche in Valle d’Aosta, Trento, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Sardegna.

Seconda spesa per entità complessiva (dopo beni e servizi) è quella per il personale che però è in calo del -1,4%. Chi “taglia” di più è la Campania (-4,3%), seguita dalla Puglia (-3,2%). Al contrario spendono più del 2011 Bolzano (+4,2%) e Trento (+2,3%).

l’articolo in pdf con le tabelle

* Dal Sole-24 Ore Sanità n. 11/2014 

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