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Invasione topi Belluno. «Dalle analisi non sono emersi pericoli»

«Abbiamo fatto analisi di tutti i tipi per vedere se c’erano possibili problemi con batteri o virus, in occasione della situazione di Longarone, dove erano stati ritrovati molti topi morti. Dovevamo verificare se ci fossero rischi di trasmissibilità di eventuali malattie e questo non è risultato. Tutto va ricondotto a una dinamica della popolazione dei roditori, nè terremoti nè altro»: così Gianluigi Zanolla, del settore veterinario della Usl 1 di Belluno.

La anormalità è iniziata a Longarone, poi è continuata nello Zoldano, Agordino, Erto e Casso. Ma ora si va normalizzando. «È iniziata a Tarvisio, da quel che sappiamo, la riproduzione smisurata di roditori» continua Zanolla «si tratta poi di topolini di campagna, specie Apodemus: non ratti. Noi come settore veterinario siamo stati investiti subito del caso Longarone: i prelievi fatti sono stati spediti a Padova e Roma (all’istituto superiore di sanità) ma ci hanno risposto che non ci sono problemi di natura sanitaria e neanche tossicologica. Escludiamo quindi collegamenti con malattie. Un simile proliferare è legato a dinamiche di popolazione e disponibilità alimentare». Il settore igiene pubblica della Usl ha anche spedito volantini un po’ in tutti i Comuni dove nei mesi scorsi era stata segnalata una presenza abnorme di roditori. «Mi risulta che la situazione si stia abbastanza normalizzando » spiega il responsabile Fabio Soppelsa «Abbiamo avvisato i sindaci, abbiamo ricevuto le segnalazioni di una grande presenza di topi. Abbiamo mandato i depliant ai Comuni della Usl che erano particolarmente interessati: da Longarone a Ospitale a Soverzene, Zoldo Alto e Forno di Zoldo, Castellavazzo, poi anche in Agordino per avvertire la popolazione del comportamento da tenere. La presenza di topi in questa maniera l’abbiamo analizzata anche con gli esperti veterinari dell’Istituto zooprofilattico di Padova e si spiega con un’abbondanza di cibo e la diminuzione dei predatori. Anche lo stesso tempo ha influito. È comunque un fenomeno che si autolimita ma non c’è da avere preoccupazione di carattere sanitario: certo la cittadinanza va informata su come comportarsi. Non è che possa toccare i roditori o fare come chi l’ha ritrovato nel vischio ed è stato morso perchè l’ha preso con le mani». (cri.co.)

La gente è in allerta: «Invasione di topi»

Topi???? «Tantissimi, zampettano ovunque» dicono alcuni agordini che hanno telefonato in redazione per raccontare quello che sta accadendo. Topi vivi, non morti come a Longarone. E così si scopre che ci sono piante ritrovate senza radici nell’orto delle zie del sindaco di Taibon, torsoli di pannocchie ripuliti sulle piante e lì lasciati nel campo di mais del sindaco di La Valle, mentre le gatte del sindaco di Cencenighe «portano sulla porta di casa più carcasse di topolini del solito». E poi c’è chi è stato morso dal topo catturato, oltre a carcasse in strada e buchi nelle baracche d’attrezzi. Unico indiziato: il topo. Rimedi: predatori sguinzagliati senza pietà, vischio in ogni angolo del giardino o di casa (con il rischio è di finirci in pantofole), formaggio che se ne va per le trappole, non ultima la botta di scopa se si ha una buona mira. E di questi tempi va bene pure al commercio: la vendita di trappole di ogni genere registra delle impennate. Tant’è: una vera e propria caccia al topo s’è scatenata in Agordino nell’ultimo periodo, sostenuta pure dal fiorire di leggende di vallata che narrano di non identificati sacchi trovati o buttati dall’alto da un fantomatico elicottero che giorni addietro ha sorvolato la zona. Ma non è il caso di scomodare Albert Camus e le sue storiche pagine, e allarmarsi a dismisura. La cosa certa è l’aumento importante della popolazione di topolini dovuto a dinamiche di specie: non pantegane o ratti. Topolini. E vivi, non morti come quelli di Longarone. Hanno prolificato in maniera inverosimile a causa di un parallelo aumento di disponibilità alimentare al punto che non gli stanno più dietro neanche i predatori, mici, serpenti e rapaci che siano. Per la Usl 1, non ci sono motivi di allarme: il caso di Longarone (furono ritrovate decine di topi morti) ha aperto la strada agli esami delle carcasse all’Istituto zooprofilattico di Padova, e all’Istituto superiore di sanità a Roma: tutto negativo. Prima ancora degli abitanti, in Agordino sono stati i sindaci a chiedere lumi all’ufficio igiene Usl 1. Come il sindaco di Taibon Loretta Ben che ha scritto. «Io l’ho sentito dire dalle mie zie che avevano l’orto improduttivo perchè c’erano i topi, poi qualche altra segnalazione di abitanti: ho voluto capire se vi fossero problemi di igiene per la comunità e ho scritto al settore igiene pubblica della Usl. La risposta» spiega il sindaco Ben «è stata tranquillizzante: la spiegazione di questo strano proliferare sta in una stagione particolarmente calda e nella enorme disponibilità di alimenti che i topolini hanno in questo periodo. Problemi di trasmissione di malattie non ce ne sono: la Usl ha parlato dell’esito negativo delle analisi. Quindi mi hanno spedito dei manifestini da appendere nelle bacheche per avvertire la popolazione e offrire un decalogo di comportamento da seguire». Già, perchè non è il caso di farsi mordere dal topo rimasto invischiato, come è pure accaduto. Tiziano De Col, sindaco di La Valle dice di aver «notato un incremento di roditori quest’anno: mi hanno spolpato le pannocchie di mais, poi me ne hanno segnalati 2 o 3 morti per strada. Come Comune facciamo comunque derattizzazioni e sfalci dei prati, puntualmente». «Qualcosa c’è» dice il sindaco di Falcade, Costa «e me ne accorgo dal mio campo, ma segnalazioni finora non ne ho ricevute». Anomalie anche a Cencenighe ma nessun allarme sociale: «Le mie due gatte hanno un gran daffare e mi portano più topi degli anni passati sulla porta» ammette il sindaco William Faè.

Corriere delle Alpi – 27 agosto 2012

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