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Ipotesi prelievo di solidarietà dell’1% sui baby-pensionati

Una stretta sui baby pensionati, sotto forma di mini-contributo di solidarietà dell’1%, anche per finanziare, seppure solo in piccola parte, l’alleggerimento della contribuzione per i contratti di apprendistato. Due misure in un unico dispositivo, alle quali stanno lavorando da alcuni giorni i tecnici del Governo con l’obiettivo di inserirle nel decreto sviluppo.

Per il momento di tratta solo di un’opzione, anche se in uno stato di lavorazione molto avanzato. La decisione sul suo convogliamento nel piano per lo sviluppo «a costo zero», sarà presa nei prossimi giorni. Il varo del decreto, tra l’altro potrebbe anche slittare ulteriormente a fine mese.

Il mini-prelievo dell’1% scatterebbe sugli assegni pensionistici di cui beneficiano coloro che sono usciti dal lavoro con meno di 50 anni di età. Anche se si sta valutando anche un criterio aggiuntivo: estensione del mini-contributo di solidarietà a chi è riuscito ad andare in pensione con un’anzianità contributiva inferiore a 25 anni. Non è comunque escluso che si tenga conto anche del reddito familiare: si sta valutando se colpire solo i trattamenti oltre una certa soglia (20mila o 30mila euro).

Un’altra ipotesi (la più gettonata allo stato attuale) è di far scattare il prelievo sulla fetta dell’assegno eccedente l’integrazione al minimo (circa 500 euro mensili).

Al momento sono poco più di 530mila le pensioni che sono state liquidate a lavoratori con un età anagrafica inferiore ai 50 anni e che sono ancora in pagamento. Di queste oltre 105mila sono a carico dell’Inps mentre il grosso è erogato dall’Inpdap. L’Istituto previdenziale dei dipendenti pubblici versa quasi 430mila trattamenti, di cui 239mila a lavoratrici statali e 185mila a dipendenti uomini. Complessivamente le baby pensioni costano 9,5 miliardi l’anno (circa 7,4 miliardi a carico dell’Inpdap). Se tutto il bacino fosse interessato dal mini-contributo di solidarietà, le entrate raggiungerebbero quota 95milioni, e sarebbero in larga parte provenienti dal pubblico impiego. Nel caso in cui il prelievo scattasse solo sulla quota eccedente l’integrazione al minimo “l’incasso” sarebbe molto limitato. Secondo gli ultimi dati del casellario Inps, l’età media di chi percepisce questo tipo di assegno oscilla tra i 63,2 anni (chi è uscito dal lavoro nella fascia d’età compresa tra i 35 e i 39 anni) e i 67 anni (chi è andato in pensione tra i 45 e i 49 anni).

In ogni caso, nelle intenzioni dei tecnici del Governo, alla “dote” di questo intervento si dovranno aggiungere le entrate derivanti dall’estensione del mini-contributo di solidarietà alle aree di privilegio dei fondi speciali Inps. Queste risorse dovrebbero essere utilizzate per coprire in parte la riduzione dei contributi collegati ai contratti di apprendistato alla quale si sta lavorando da tempo al ministero del Lavoro, insieme alla proroga della tassazione agevolata al 10% per i premi di produttività. Una misura quest’ultima destinata a entrare nel decreto sviluppo mentre le risorse per Cig di deroga potrebbero essere contabilizzata nella legge di stabilità.

Immediata la reazione dello Spi-Cgil, che critica duramente le misure alle studio del Governo definendo l’ipotesi del prelievo sui baby-pensionati «inaccettabile e impraticabile». Secondo lo Spi-Cgil si tratta di una intervento che «non ha niente di equo» e che colpisce i pensionati con assegni molto bassi e ormai molto oltre i 60 anni.

Quanto agli altri ritocchi al capitolo previdenziale, la partita resta aperta ma si giocherà solo dopo il varo del decreto sviluppo, ovvero nell’ambito della delega sull’assistenza. Il Pdl cercherà di strappare alla Lega, che si continua a opporre a qualsiasi intervento sui trattamenti di anzianità, almeno l’anticipo al 2012 del meccanismo per alzare gradualmente a 65 anni anni l’età pensionabile delle lavoratrici private, in cambio di un giro di vite sugli assegni di reversibilità. Ma anche sulle anzianità la partita non sembra del tutto chiusa. Non a caso ieri il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, ha nuovamente fatto riferimento all’aumento dell’età pensionabile tra le misure da prendere in considerazione per le prossime settimane

Ilsole24ore.com – 11 ottobre 2011

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