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Ipotesi raddoppio Irpef. Redditi oltre 40mila euro: prelievo annuo 1.300

Un raddoppio secco rispetto ai livelli attuali per l’addizionale Irpef delle Regioni. È questo l’asso finito a sorpresa sul tavolo nella bozza di Dl che prova a sbloccare la montagna dei pagamenti pubblici arretrati, e che non rinuncia all’ennesima pessima notizia per i contribuenti. La misura anticipa di due anni una previsione contenuta nei decreti attuativi del federalismo fiscale, e che in quella cornice doveva però accompagnarsi a una riduzione nelle richieste del Fisco statale.

La cornice si è persa da tempo, per cui quello che rimane è solo il rischio di un aumento generalizzato dell’imposta locale: fino al raddoppio, appunto.

Dopo il primo aumento retroattivo previsto a fine 2011, infatti, il livello ordinario dell’Irpef regionale può oscillare oggi dall’1,23% all’1,73%, mentre se passerà la nuova regola potrà volare fino a quota 3,33%: in pratica, un aumento fino al 92 % rispetto ai livelli massimi attuali. Tradotto in moneta, significa che i governatori potranno arrivare a chiedere oltre 660 euro a un reddito da 20mila, oltre 1.320 euro a chi ne dichiara 40mila e così via.

I nuovi livelli, infatti, non dimenticherebbero lo scalone dello 0,33% introdotto a fine 2011. Ed è da vedere come si potrebbero intrecciare con gli aumenti automatici, anche sopra i livelli di legge, che gonfiano l’Irpef e l’Irap nelle Regioni alle prese con il super-deficit sanitario. Una misura che per anni ha gonfiato le imposte locali dei cittadini del Lazio, e che ancora pesa sulle spalle dei contribuenti di Calabria, Campania e Molise.

La geografia delle difficoltà di bilancio, del resto, è sempre la stessa, e concentra il rischio di aumenti nelle Regioni del Sud e in realtà settentrionali come il Piemonte. Nella cornice federalista che si è persa per strada, le raffiche del rischio aumenti avrebbero dovuto escludere chi dichiara fino a 15mila euro l’anno, e quindi si trova nella prima fascia di reddito. Anche questa clausola di salvaguardia, però, rimane ancora in attesa di essere attuata.

Il Sole 24 Ore – 3 aprile 2013

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