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Isi Coppola deve lasciare il Consiglio. Martedì il voto sulla decadenza, la maggioranza spinge perché si dimetta da assessore

Dopo quindici anni di onorato servizio in consiglio regionale, di cui dieci trascorsi come assessore al Bilancio e cinque come assessore allo Sviluppo economico, Maria Luisa «Isi» Coppola si prepara ad abbandonare Palazzo Ferro Fini.

Forte di un corposo parere del professor Raffaele Bifulco, professore di diritto costituzionale della Luiss di Roma, l’Ufficio di presidenza del consiglio ha infatti deciso ieri di tirare dritto lungo la strada che porta alla decadenza del consigliere di Forza Italia (orgogliosamente proveniente dalla storia aennina), condannato il 19 novembre scorso dalla Corte d’appello per aver superato nella campagna elettorale del 2010 i tetti di spesa imposti dalla legge. Il voto dell’aula è stato calendarizzato per martedì, primo giorno della sessione dedicata all’assestamento di bilancio, e in quella data gli ormai ex colleghi provvederanno anche alla surroga nel ruolo, che a questo punto spetta a Renzo Marangon, ex capogruppo di Forza Italia ed ex assessore all’Urbanistica (dunque ex compagno di giunta, oltre che di partito, della Coppola). Una vittoria di principio o poco più, la sua, dal momento che la legislatura volge ormai al termine: ben che gli vada, se si farà l’election day resterà a Palazzo per 5 mesi.

La vicenda è nota, perché la battaglia legale tra i duellanti polesani va avanti praticamente dal giorno della vittoria di Luca Zaia: Coppola, nella rendicontazione depositata proprio in Corte subito dopo il voto, aveva dichiarato di aver speso 39 mila 579 euro e 17 centesimi, giusto pochi spicci sotto la soglia fissata per legge a 40 mila euro. Una cifra inverosimile per Marangon che tramite un amico, Luca Rossetto, ha presentato ricorso ai giudici dando il via ad un tourbillon di sentenze contraddittorie, culminate nella condanna della Coppola a 110 mila euro di multa, con conseguente decadenza. Per i periti della Corte, infatti, l’assessore avrebbe speso in realtà 208 mila euro. «Non è finita qui» ha sempre avvertito lei, preannunciando nuovi ricorsi e nuove impugnazioni, ma nell’attesa il consiglio non può far altro che «eseguire la sentenza», come si legge nel parere della Luiss, «procedendo alla surroga del candidato».

Resta ora da capire cosa intenda fare Zaia, che pure potrebbe trattenerla in giunta come «assessore esterno» dopo la fine dell’esperienza consiliare. Antonino Pipitone dell’Idv lo attacca: «Il suo silenzio è indice di debolezza. Non affrontando un caso politicamente delicato dimostra di fare ancora parte di un sistema di potere che non sa percepire il rinnovamento. Sono i legami creatisi in questi 20 anni con Galan e Forza Italia». Anche per questo nella maggioranza in molti si attendono che Coppola dia spontaneamente le dimissioni da assessore, così da levare alle truppe di centrosinistra un’arma facile da utilizzare nell’imminente campagna elettorale.

Ma.Bo. – Il Corriere del Veneto – 12 dicembre 2014

 

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