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Istat. A marzo la disoccupazione resta al top al 12,7%. Ma c’è un rimbalzo degli occupati: +0,3%

L’Istat diffonde i dati provvisori per marzo, con il tasso di disoccupazione che resta ai massimi delle serie storiche. Rivisti al 12,7% anche i dati di gennaio e febbraio. Tra i giovani quelli in cerca di lavoro sono il 42,7%. Segnale positivo dalla ripresa degli occupati, 73mila in più del mese precedente con un tasso che sale al 55,6%

MILANO – Il decreto legge sul lavoro voluto dal ministro Giuliano Poletti ha iniziato il suo iter parlamentare, non senza giochi di forza all’interno della maggioranza, ad esempio sul tema dei rinnovi per i contratti a termine. Intanto i dati mostrano quanto l’emergenza occupazionale resti a livelli record per l’Italia: secondo l’Istat, il tasso di disoccupazione a marzo è risultato al 12,7%, in calo di 0,1 punti in termini congiunturali ma in aumento di 0,7 punti nei dodici mesi. Al netto degli arrotondamenti decimali, si può affermare che il tasso resta ai livelli massimi sua dall’inizio delle serie mensili (2004) che da quelle trimestrali (1977).

A favore dell’ottimismo gioca invece il fatto che per la prima volta in questa fase della crisi si registra un’inversione di tendenza nell’andamento dell’occupazione. A marzo gli occupati sono infatti 22 milioni 356 mila, in aumento dello 0,3% rispetto al mese precedente (+73 mila), ma pur sempre in diminuzione dello 0,6% su base annua (-124 mila). Il tasso di occupazione, pari al 55,6%, aumenta di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali ma diminuisce di 0,2 punti rispetto a dodici mesi prima. Risalendo le serie storiche, per ritrovare una precedente variazione positiva del tasso di occupazione bisogna arrivare al giugno 2013 (+0,1 punti percentuali), mentre il livello di occupazione aveva rimbalzato l’ultima volta nel febbraio del 2013. Scendono di contro i disoccupati, a 3 milioni 248 mila, in calo dello 0,2% rispetto al mese precedente (-5 mila) ma in aumento del 6,4% su anno (+194 mila).

L’Istituto di statistica, che ha diffuso i dati provvisori, ha rivisto i dati destagionalizzati dei mesi di gennaio e febbraio, portandoli al 12,7% di tasso di disoccupazione, a seguito di una revisione del modello statistico di riferimento. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni – sempre a marzo – è al 42,7%, sostanzialmente stabile rispetto al mese precedente ma in aumento di 3,1 punti nel confronto annuo. Anche nel caso dei giovani, gli economisti hanno rivisto i dati destagionalizzati di gennaio e febbraio, indicando rispettivamente il 42,9% e il 42,8% come tasso di disoccupazione. In cerca di occupazione sono in 683mila, che significa l’11,4% sul totale della popolazione in quella fascia di età.

Segnale positivo anche dal fatto che il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,5% rispetto al mese precedente e dell’1,2% rispetto a dodici mesi prima. Il tasso di inattività, pari al 36,2%, diminuisce di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,3 punti su base annua. Il numero di giovani inattivi è pari a 4 milioni 393 mila, in diminuzione dello 0,6% nel confronto congiunturale (-25 mila) e dello 0,5% su base annua (-21 mila). Il tasso di inattività dei giovani tra 15 e 24 anni, pari al 73,3%, scende di 0,4 punti percentuali nell’ultimo mese mentre sale di 0,1 punti nei dodici mesi.

(30 aprile 2014) – Repubblica

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