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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Notizie»Istat: divario salario-prezzi al record dal ’95. Retribuzioni ai minimi da 12 anni. Variazioni addirittura nulle nella Pa
    Notizie

    Istat: divario salario-prezzi al record dal ’95. Retribuzioni ai minimi da 12 anni. Variazioni addirittura nulle nella Pa

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche26 Gennaio 2012Nessun commento2 Minuti di lettura
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    1a1a15_manovra-busta-paga-operai-258Gli stipendi sono cresciuti dell’1,8% nell’ultimo anno: crescita tornata ai minimi dal 1999. Con riferimento ai principali macrosettori, rileva Istat, a dicembre le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale del 2% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che a dicembre presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: gomma, plastica e lavorazioni minerali non metalliferi e attività dei vigili del fuoco (per entrambi +3,1%). Rispetto al 2010, quando la crescita delle retribuzioni contrattuali orarie si era attestata al 2,2%, la frenata registrata nel 2011 è forte.

    Per tutti i comparti della pubblica amministrazione, a eccezione dei vigili del fuoco, come pure per quello del credito e assicurazione si registrano, invece, variazioni nulle. E le variazioni più contenute interessano proprio Ministeri e scuola (per entrambi l’aumento è dello 0,2%), Regioni e autonomie localì e servizio sanitario nazionale (0,3% in ambedue i casi).

    Nel mese di dicembre, per l’insieme dei contratti monitorati dall’indagine, non è stato ratificato alcun accordo. Alla fine di dicembre 2011 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al 68,6% degli occupati dipendenti e al 63,1% del monte retributivo osservato. La quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 31,4% nel totale dell’economia e del 10,7% nel settore privato. L’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è, in media, di 24,9 mesi nel totale e di 27,6 mesi nell’insieme dei settori privati.

    Nel 2011 la forbice tra l’aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,8%) e l’inflazione (+2,8%) ha raggiunto un divario pari a 1 punto percentuale, il più alto dal 1995. A dicembre il divario tra l’aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,4%) e l’inflazione (+3,3%) su base annua, ha toccato una differenza pari a 1,9 punti percentuali. Si tratta del divario – comunica l’Istat – più alto dall’agosto del 1995, quando aveva toccato 2,4 punti percentuali.

    26 gennaio 2012

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