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Istat, la disoccupazione peggiora ancora. Pil nel 2014 su dello 0,6%, in aumento dell’1% nel 2015

Nel 2014 il Pil in termini reali salirà dello 0,6%, mentre nel 2015 è prevista una crescita dell’1,0%. Lo stima l’Istat nelle nuove prospettive dell’economia italiana. Il governo nelle ultime stime ufficiali indicava +0,8% per il 2014 e +1,3% per il 2015.

Il pil nel 2016 aumenterà ancora, con un rialzo dell’1,4%. Riassumendo, quindi, l’Istituto ricorda come «la caduta congiunturale del Pil italiano iniziata nel terzo trimestre del 2011» si sia «arrestata nell’ultimo trimestre del 2013». Guadando più in là, spiega, «nei prossimi trimestri, l’evoluzione dell’attività economica è attesa proseguire secondo ritmi moderatamente positivi e sarebbe favorita dal graduale venire meno di alcuni principali fattori di incertezza».

La novità è la ripresa della domanda interna, che nel 2014 al netto delle scorte tornerebbe a fornire un contributo positivo (+0,4 punti percentuali). Ciò si accompagnerebbe a un aumento marginale della domanda estera netta (+0,2 punti percentuali), mentre l’apporto delle scorte risulterebbe nullo. E anche nel 2015 il rafforzamento nella crescita del Pil, sottolinea l’Istat, sarebbe «determinato in misura prevalente dal contributo positivo della domanda interna (+0,9 punti)».

Disoccupazione ancora in aumento. Il tasso di disoccupazione aumenterà al 12,7% nel 2014 (5 decimi in più rispetto al 2013). Un lieve miglioramento dell’indicatore è atteso per la seconda metà dell’anno in corso, con il tasso che nel 2015 è previsto al 12,4%.

Le condizioni del mercato del lavoro rimarrebbero quindi, spiega l’Istat, «deboli nel periodo di previsione». Nella media del 2014 l’occupazione, misurata in termini di unità di lavoro standard, continuerebbe a contrarsi (-0,1%), ma in misura nettamente più contenuta dell’anno precedente (-1,9%), per tornare a crescere nel 2015 (+0,6%) e nel 2016 (+0,8%). Ma, aggiunge l’Istituto, «le indicazioni positive sul livello dell’occupazione per il primo trimestre del 2014 non avrebbero impatto immediato sul tasso di disoccupazione a causa del possibile aumento delle forze di lavoro».

Inoltre, rivela, «sulla dinamica del tasso di disoccupazione nel periodo di previsione influisce il fenomeno dei disoccupati di lunga durata (le persone in cerca di occupazione da un anno o più), per i quali sono minori le possibilità di reimpiego». Ecco che nel 2016 il tasso di disoccupazione generale, seppure in diminuzione, risulterebbe comunque al 12,0%.

Aumenta la spesa delle famiglie. Nell’anno in corso la spesa delle famiglie, dopo tre anni di riduzione, segnerebbe un aumento dello 0,2%. È quanto stima l’Istat. Nel 2015 si prevede un ulteriore miglioramento con una crescita dei consumi delle famiglie pari allo 0,5%.

La crescita della spesa delle famiglie è prevista raggiungere l’1% nel 2016. La ripresa dei consumi a partire dal 2014 sarebbe sostenuta, secondo l’Istat, prevalentemente da un incremento del reddito disponibile nominale, in parte alimentato dalle misure fiscali a favore dei redditi da lavoro dipendente. Il reddito disponibile è, infatti, previsto crescere in misura superiore all’inflazione al consumo e «il potere d’acquisto delle famiglie tornerebbe a migliorare per la prima volta dal 2007», sottolinea l’Istituto.

Quanto ai prezzi, nella media di quest’anno l’inflazione risulterebbe inferiore al punto percentuale, con un aumento del deflatore della spesa delle famiglie residenti pari allo 0,7% (in riduzione di 6 decimi di punto percentuale rispetto al 2013). Nel 2015, prosegue, «si dovrebbe concretizzare una ripresa relativamente più significativa della dinamica dei prezzi, con una crescita del deflatore della spesa delle famiglie pari in media d’anno all’1,3%».

Passando al tasso di risparmio, si consoliderebbe intorno ai livelli registrati nel 2013, quando la propensione a mettere da parte per il totale delle famiglie è risultata pari a 12,9% (11,6% nel 2012).

Il Messaggero – 5 maggio 2014 

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