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La Camera dice sì al ddl Stabilità. Per la sanità tagli da 1,6 miliardi. Si allarga la protesta. Regioni sul piede di guerra

1a1a1a_0a01aaaaaalegge-stabilita-258Il ddl Stabilità 2012 ha concluso la prima lettura alla Camera. Dopo i tre voti di fiducia espressi ieri sui tre distinti articoli in cui è al momento suddiviso l’articolato approvato dalla commissione Bilancio, l’aula ha espresso il suo voto finale sul provvedimento che passa ora all’esame del Senato. Il voto finale ha registrato 372 sì e 73 no, 16 gli astenuti. Già dalla prossima settimana il Ddl Stabilità potrebbe andare al Senato. Subito dopo si è tenuto il Consiglio dei ministri che ha approvato la nota di variazione al bilancio. «È la prima volta – ha commentato il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani – che si riduce il Fondo sanitario nazionale di ben 2 miliardi. Solo a poche settimane dalla fine dell’anno la riduzione del Fondo è stata di ben 900 milioni. E parliamo ancora dei soldi per il 2012». Tutte le misure

Il premier Mario Monti, presente a Montecitorio per le dichiarazioni di voto, è stato bersaglio di un attacco di Gianpaolo Dozzo, capogruppo della Lega alla Camera. “Qui dentro siete forti nei numeri, li avete, ma fuori c’è un paese allo stremo – ha detto Dozzo in Aula – I dati ufficiali parlano chiaro: non c’è solo un numero positivo dalla vostra parte, partendo dal record storico dei disoccupati”.

E rivolto al premier, gli chiede: “non si sente a disagio a ricoprire questa carica, lautamente retribuita, mentre i nostri giovani non trovano lavoro? Che fa presidente, perde il suo aplomb?”. La Lega accusa Monti di aver portato i cittadini in “un tunnel dove luce non c’è, ma solo buio pesto”.

Prima, il governo era stato battuto, in aula alla Camera, su un ordine del giorno al ddl stabilità che impegna l’esecutivo a ”considerare un ampliamento della base imponibile” della Tobin tax. Il governo è andato sotto anche su un altro odg, che impegna l’esecutivo a promuovere la cultura e la lingua italiane all’estero.

Dopo il ‘sì’ della Camera, il ‘no’ delle Regioni

La legge di stabilità è ”insostenibile su tre punti che riguardano la reale erogazione di servizi: la sanità, il trasporto pubblico locale e i servizi sociali”. ha affermato il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani che, al termine della riunione dei governatori, ha annunciato che ci saranno incontri con i rappresentanti del Senato perché ”per le Regione è indispensabile che ci siano modifiche a quel testo”. Errani ha avvertito: «E’ necessario cambiare questa situazione, Diversamente, iniziative forti riguarderanno non solo i Comuni ma anche le Regioni»

Nel ddl stop all’aumento dell’Iva al 10% e tutela esodati

Molte le misure contenute nel ddl, che fino a qualche tempo fa era meglio noto come Finanziaria: dal blocco dell’aumento dell’aliquota Iva al 10% (che sarebbe dovuto salire all’11% da luglio 2013), all’incremento delle detrazioni per i figli a carico. Il ddl stanzia anche fondi per il credito d’imposta a favore delle pmi e amplia la platea degli esodati, arrivando a tutelare un totale di oltre 130mila lavoratori, grazie all’eliminazione del taglio dell’Irpef, che determina un risparmio di 16,6 miliardi di euro.

Ecco una sintesi delle altre norme di interesse sanitario contenute nella Legge di Stabilità nel testo approvato dalla Camera.
 
Ministero della Salute, Ordini e altre norme nazionali (art.3)
A decorrere dall’entrata in vigore della presente legge la vigilanza sull’Ordine dei biologi, sull’Ordine dei chimici e sull’Ordine dei tecnologi alimentari è assegnata al ministero della Salute.
Il ministero della Salute, poi, attraverso un decreto di natura non regolamentare da emanare entro il 28 febbraio 2013, adotta misure a carattere dispositivo e ricognitivo finalizzate a stabilizzare l’effettivo livello di spesa registrato negli anni 2011 e 2012 relative alla razionalizzazione dell’attività di assistenza sanitaria erogata in Italia al personale navigante, marittimo e dell’aviazione, in modo da assicurare risparmi di spesa derivanti dalla razionalizzazione dei costi dei Servizi di Assistenza Sanitaria.
In conseguenza del trasferimento delle competenze del Sasn alle Regioni viene ridotta di 5 milioni (dal 2013) la spesa per i rapporti internazionali e la profilassi internazionale, marittima, aerea e di frontiera, anche in materia veterinaria; l’assistenza sanitaria ai cittadini italiani all’estero e l’assistenza in Italia agli stranieri ed agli apolidi, nei limiti ed alle condizioni previste da impegni internazionali, avvalendosi dei presidi sanitari esistenti.
A decorrere dal 1° gennaio 2013, le regioni devono farsi carico della regolazione finanziaria delle partite debitorie e creditorie connesse alla mobilità sanitaria internazionale, ferma restando la competenza di autorità statale del ministero della Salute in materia di assistenza sanitaria ai cittadini italiani all’estero, prevista dal Dpcr 618 del 31 luglio 1980, per la parte non abrogata dal comma 6, nonché in materia di assistenza sanitaria transfrontaliera.
A decorrere dal 1° gennaio 2013, sono altresì trasferite alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano le competenze in materia di assistenza sanitaria indiretta.
Dal trasferimento delle competenze del SASN e dal trasferimento delle competenze in materia di assistenza sanitaria indiretta sono previsti risparmi per 22 milioni di euro nel 2013, 30 milioni per il 2014 e 35 milioni per il 2015. In ogni caso, le modalità applicative rispetto a queste misure dovranno essere disciplinate da un regolamento proposto dal Ministro della Salute, di concerto con quello dell’Economia, previa intesa con la Conferenza Stato-Regioni, da emanarsi entro il 30 aprile 2013.

Fondo sanitario nazionale (art.6).
Viene ridotto di 600 milioni di euro per il 2013, mentre per il 2014 la riduzione sarà di 1 miliardo di euro.
 
Beni e servizi (art.6)
Alzata al 10% (era al 5%) la riduzione degli oneri per i vecchi appalti. Le Regioni, al fine di salvaguardare i Lea con specifico riferimento alle esigenze di inclusione sociale, potranno comunque conseguire l’obiettivo economico-finanziario adottando misure alternative purché assicurino l’equilibrio del bilancio sanitario.

Dispositivi medici (art. 6)
Abbassato il tetto per i dispositivi medici. Per il 2013 il tetto scende al 4,8% (oggi è fissato dalla spending review al 4,9% della spesa sanitaria) e nel 2014 scenderà al 4,4% (anziché al 4,8% come previsto dalla spending review).
 
Sla (art. 8)
Per gli interventi di pertinenza del Fondo per le non autosufficienze, inclusi quelli a sostegno delle persone affette da Sclerosi laterale amiotrofica, è autorizzata la spesa di 200 milioni di euro per l’anno 2013.

Sole 24 Ore e Quotidiano sanità – 22 novembre 2012

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