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La fretta non fa l’etichetta. Nuovi dati fra tre-cinque anni

Nuova etichettatura per gli alimenti, ma non da subito, come sostenuto da alcuni organi di stampa. Gli operatori avranno tre anni di tempo per adeguare etichette e strategie di comunicazione, cinque anni nel caso delle dichiarazioni nutrizionali.

La nuova disciplina, prevista da un regolamento pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione (si veda ItaliaOggi del 6/7/2011), riguarda sia i requisiti obbligatori per le comunicazioni commerciali relative ai prodotti alimentari, sia l’architettura istituzionale per l’adozione di discipline nuove o attuative della Commissione. Leggibilità. Il regolamento prevede nuovi requisiti di leggibilità delle etichette: dimensione minima di 1,2 mm per i caratteri di tutte le informazioni obbligatorie, con riduzione a 0,9 mm nel caso di confezione con superficie inferiore a 80 cm2. E nel novero delle pratiche fuorvianti espressamente vietate viene introdotta anche la pratica di suggerire la presenza di un ingrediente particolare, mentre in realtà un ingrediente normalmente utilizzato è stato sostituito. Un ulteriore onere per l’industria deriverà dal dover dare chiara indicazione al consumatore che l’ingrediente, normalmente impiegato nel prodotto, è stato sostituito con un componente diverso, oltre che indicare il componente nuovo nella lista ingredienti. La nuova disciplina renderà obbligatorie, poi, tutta una serie di informazioni con le relative modalità di fornitura. Indicazione origine. Alla regola già vigente, che prevede l’obbligo di indicazione se l’omissione può causare inganno nel consumatore, si aggiunge l’obbligo di indicazione dell’origine per carni suine, ovine, caprine, e del pollame, fresche, refrigerate o congelate. Questo vincolo è, però, subordinato (e, quindi, rinviato) all’adozione di specifici atti di esecuzione da parte della Commissione. Lo stesso vale per l’altra disposizione relativa alla dichiarazione di origine dell’ingrediente primario. Cioè l’ingrediente che rappresenta più del 50% dell’alimento finale o abitualmente associato a tale alimento. Il regolamento, comunque, apre a una fase di valutazione sull’estensione dell’obbligo dell’origine ad altri prodotti, come il latte (sia prodotto finale, sia ingrediente di prodotti lattiero-caseari), le carni usate come ingrediente, gli alimenti non trasformati, i prodotti mono-ingrediente e gli ingredienti che rappresentano più del 50% di un alimento. Informazione nutrizionale. La dichiarazione nutrizionale diventerà obbligatoria per tutti gli alimenti preconfezionati, destinati al consumatore finale, allineando così l’Ue agli Usa, Australia, Brasile, Canada e altri. La dichiarazione consisterà nell’indicazione del valore energetico e della quantità di grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale. Ammessa, a discrezione dell’operatore, l’indicazione delle quantità di acidi grassi monoinsaturi e o polinsaturi, polioli, amido, fibre, sali minerali o vitamine ammessi. Il tutto espresso per 100 g o 100 ml, ma è concessa l’indicazione anche per porzione. Per le bevande, con contenuto alcolico superiore a 1,2%, la dichiarazione può limitarsi al solo valore energetico. Deroghe anche per i prodotti pre-incartati sul punto vendita e gli alimenti sfusi. Nanomateriali. Tutti gli ingredienti alimentari presenti sotto forma di nanomateriali ingegnerizzati dovranno essere indicati chiaramente nell’elenco ingredienti attraverso la menzione -nano-, tra parentesi, che deve seguire la denominazione di tali ingredienti. Ristorazione collettiva. Il regolamento prefigura novità anche per la ristorazione collettiva che, insieme ai -servizi di ristorazione forniti da imprese di trasporto”, entrano a pieno diritto nel campo di applicazione del provvedimento Efficacia. Il regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta. L’efficacia (effettiva applicabilità), tuttavia, scatterà decorsi tre anni da questa data (fine 2014). Per la dichiarazione nutrizionale è previsto un termine più ampio: 5 anni dalla data di entrata in vigore (fine 2016). Lo smaltimento delle scorte è stato ampiamente autorizzato.

ItaliaOggi – 22 novembre 2011

 

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