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La grande fuga dei babbuini, allarme a Parigi. Polizia e pompieri in azione per catturare 52 animali che scappavano dallo zoo

Cinquantadue babbuini sono scappati dal grande recinto del Parco zoologico di Vincennes, ma neanche stavolta i visitatori sono riusciti a vederli da vicino.

A metà giornata un inserviente ha notato un esemplare nel corridoio di servizio usato dal personale dello zoo, e ha dato immediatamente l’allarme. Sono scattate le misure di sicurezza, lo zoo è stato chiuso ed evacuato. C’è stata grande agitazione tra personale del parco, pompieri e agenti, che temevano che gli animali potessero riuscire a lasciare lo zoo e andare per strada.

«Ma i babbuini non sono mai venuti a contatto con il pubblico», ha precisato la direzione. Come del resto accade più o meno sempre: il Parco zoologico di Vincennes ha riaperto nel 2014 dopo anni di lavori che hanno portato a un completo rifacimento, tenendo al massimo conto le esigenze degli animali. Spazi molto vasti senza sbarre, delimitati da pareti di vetro o fossati. Alla riapertura molti visitatori si sono lamentati, e dopo qualche giorno il numero di ingressi era inferiore alle aspettative: in certe giornate è impossibile vedere i felini o gli altri animali esotici, che preferiscono riposare lontano, dietro i cespugli. In questo modo però vengono rispettati orari e abitudini degli animali, che hanno più libertà e infatti non hanno sviluppato i tic tipici degli esemplari in gabbia. Lo zoo di Vincennes cerca un difficile compromesso tra intrattenimento, divulgazione scientifica, e soprattutto attenzione al benessere dei circa 2.000 animali, per quanto questo sia possibile in cattività. Nel 2016 il parco ha ricevuto 750 mila visitatori.

La visita di solito si svolge con ritmi calmi, senza strappi o emozioni forti. Ieri la routine è stata spezzata dall’insubordinazione dei babbuini. «È scattato il piano di soccorso — spiega la direzione — allarme della compagnia dei pompieri, polizia e prefettura, visitatori e personale confinati in spazi protetti, avvio della procedura di cattura».

I babbuini sono primati molto forti che in qualche caso possono portare rischi all’uomo, ma nessuno è stato attaccato. Una volta messo in sicurezza, il pubblico è stato evacuato dalla polizia.

Il parco è rimasto chiuso per il resto della giornata, gli animali sono stati ricondotti dentro il loro recinto tranne quattro, che si sono rifugiati sulla grande roccia centrale, chiusa al pubblico, destinata al materiale di servizio. Alla fine anche gli ultimi 4 sono stati catturati e ricondotti nel recinto. Non è ancora chiaro come siano potuti fuggire.

Il parco è nato dopo l’esposizione coloniale del 1931, quando venne aperto uno spazio provvisorio per mostrare ai francesi gli animali esotici catturati nel mondo. Visto il successo, il Comune si associò al Museo di Storia naturale per costruire un grande zoo nella foresta di Vincennes, alle porte della capitale. Venne seguito il modello dello zoo di Amburgo, con la piccola montagna centrale che già allora serviva per decoro e per nascondere i locali tecnici. Dopo vari rinnovamenti, nel 2008 il parco zoologico è stato chiuso e completamente ripensato. Ha riaperto nell’aprile del 2014, su un aerea di 15 ettari e con una serra di 4.000 metri quadrati, organizzato secondo una suddivisione in cinque grandi zone che corrispondono agli habitat principali degli animali: Patagonia, Sahel, Europa, Guyana e Madagascar.

Il Corriere della sera – 28 gennaio 2018

 

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