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La manovra. L’emendamento del governo sulla previdenza. Ape sociale in stand by al Senato, 15mila esentati da «quota 67»

L’allargamento della platea dell’Ape sociale non fa parte dell’emendamento sulle pensioni del Governo alla manovra oggi all’esame della commissione Bilancio del Senato. Un passaggio di fatto obbligato visto che l’Esecutivo dovrà attendere dicembre per conoscere l’esatto “tiraggio” dell’Anticipo social nel 2017 e con i risparmi avviare per il prossimo anno l’allargamento del bacino. Che sarà espressamente previsto da un altro ritocco al disegno di legge di bilancio da presentare però alla Camera insieme a quello sulla Commissione tecnico scientifica chiamata a occuparsi della separazione tra previdenza e assistenza. L’altra Commissione (che dovrà misurare l’aspettativa di vita in base alle mansioni) è invece già inclusa nell’emendamento che sarà votato al Senato, insieme alle misure sull’esenzione di 15 categorie di lavori gravosi dall’aumento automatico dell’età pensionabile a 67 anni nel 2019. Secondo le stime definitive del Governo la platea degli esentatati è di circa 15 mila lavoratori nel 2018 (anche a causa delle domande già presentate per l’Ape sociale e per l’uscita dei “precoci”) e di circa 20mila lavoratori l’anno dal 2019. Un bacino molto più vasto di quello ipotizzato dalla Cgil.
In attesa di confrontarsi sul pacchetto di emendamenti del Governo, di cui fa parte anche la riforma delle Agenzie fiscali, in commissione è proseguita la partita sulla Web tax. La riformulazione dell’emendamento presentato da Massimo Mucchetti (Pd) introduce alcuni ritocchi: servizi digitali da indicare nello spesometro; “chiamata” del Fisco per verificare la presenza di una stabile organizzazione per le big straniere dell’economia digitale; credito d’imposta per le imprese della digital economy che effettuano «prestazioni di servizi tramite mezzi elettronici» (sul perimetro della definizione dovrà poi intervenire un decreto del Mef entro il prossimo 30 giugno) direttamente o tramite stabile organizzazione.
Alla valutazione del ministero dei Trasporti ci sarebbe anche un “emendamento Amazon”, a firma Simona Vicari (Ap), che punta ad agevolare il trasporto e la consegna dei pacchi in città da parte dei piccoli furgoni.
Come ha ribadito anche il presidente della Commissione, Giorgio Tonini (Pd), il Senato correggerà anche altri capitoli della manovra. Anzitutto il pacchetto famiglia facendo leva su emendamenti già presentati da Ap e Pd per rifinanziare il bonus bebè e alzare la soglia per beneficiare delle detrazioni per i figli a carico (attualmente a 2.840 euro, si salirà sicuramente abbondantemente sopra i 3mila euro ma probabilmente senza arrivare a quota 5mila euro). Probabile anche l’ok a un correttivo Pd che prevede una cedolare secca del 15% per i piccoli negozi dei centri storici sfitti da almeno due anni e destinati a nuove locazioni.
In rampa di lancio anche alcuni ritocchi parlamentari riguardanti il personale delle province e i comuni in dissesto. Sempre a palazzo Madama dovrebbe ottenere l’ok qualche ritocco sulla sanità: finanziamento ai farmaci innovativi facendo leva su una tassa maggiorata sul fumo o in alternativa il superamento graduale del superticket.
La commissione sarà chiamata a votare anche gli emendamenti parlamentari segnalati tra cui quello di Ala orientato ad allargare le maglie del vecchio condono edilizio prevedendo che per gli «immobili ad uso non residenziali» non valgano i paletti sulle cubature previsti per le abitazioni. Ma il primo firmatario, Antonio Milo, ha precisato che il suo emendamento non dà via ad alcuna estensione della sanatoria.
Nutrito anche il pacchetto sportivo. Un correttivo prevede un bonus fiscale per le spese che le società sportive sostengono per procuratori e consulenti impegnati nel tesseramento degli atleti e per i rinnovi dei loro contratti. Lo sconto potrebbe essere utilizzato anche per i premi promessi agli atleti per il raggiungimento di determinati obiettivi sportivi (ad esempio la vittoria in campionato). Questo bonus costerebbe allo Stato, sulla base dei ritocchi presentati, 430 milioni di euro nel prossimo triennio. Nel pacchetto dei ritocchi del Governo c’è un correttivo del ministero dello Sviluppo economico che irrobustisce i finanziamenti agli Its, gli Istituti tecnici superiori, che si attesterebbero a 13 milioni nel 2018 e altri 90 milioni nel biennio successivo.
Il Sole 24 Ore – 23 novembre 2017

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