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La meningite fa paura, corsa al vaccino. Raddoppiate le richieste in Lombardia. Prenotano soprattutto i giovani tra 14 e 25 anni. A Roma lo fanno intere famiglie

Da un eccesso all’altro. Da vaccinazione trascurata al boom di richieste. Dopo la morte delle due studentesse milanesi e le ripetute piccole epidemie in Toscana, sull’onda dell’emotività gli italiani si mettono in coda per difendersi dalla meningite. Le prenotazioni riguardano per la maggior parte adolescenti e giovani adulti, tra 14 e 25 anni, ma ci sono anche i più grandi.

Una popolazione rimasta fino a questo momento indifferente al rischio di un’infezione che colpisce di rado ma con conseguenze mortali e danni gravi. Molte Asl non erano preparate al grande impatto. Anche per la scarsezza di dosi, in attesa di potenziare le scorte, hanno dovuto programmare appuntamenti al 2017. Centrato in pochi mesi il risultato cercato per anni attraverso campagne di sensibilizzazione partite quando sono entrati in commercio l’antimeningococco C e B, il più recente. Due germi che si annidano in modo benigno nella gola di portatori sani e sporadicamente contagiano chi ha con loro contatti ravvicinati. Ecco come mai adolescenti e giovani che si ritrovano insieme per studio o svago sono i più esposti.

L’aumento della domanda di profilassi oscilla tra 10 e 80%. La stima è preliminare, svolta a campione in alcune Regioni. Migliaia le telefonate alle aziende sanitarie milanesi che danno la precedenza nell’agenda di appuntamenti alla fascia 0-18 anni. «Siamo al doppio delle richieste — afferma Maria Gramegna, direttore prevenzione della Regione Lombardia —. Stiamo decidendo le modalità di offerta».

In Toscana dall’inizio della campagna vaccinale, nell’aprile 2015, sono stati già protetti in circa 800 mila, aggiorna l’assessore alla Sanità Stefania Saccardi. La gratuità è stata protratta fino all’aprile 2017. Comprati in farmacia, i due vaccini costano anche 400 euro. «La spesa è stata superata in ogni Usl rispetto alle attese — dice Francesca Russo, responsabile prevenzione del Veneto —. Noi siamo già avanti anche con la campagna per raccomandare il meningococco B». Le percentuali sono condizionate dalla strategia sanitaria delle singole amministrazioni. Dove l’antimeningite C, da solo o in combinazione, veniva proposta senza ticket, come in Liguria, l’aumento è stato meno significativo. «Si partiva da una solida base di immunizzati. La domanda è concentrata a Chiavari e La Spezia, la curva si va abbassando», spiega Giancarlo Icardi, coordinatore della commissione vaccini ligure.

Mobilitazione anche a Reggio Calabria col più 25% calcolato da Sandro Giuffrida, direttore igiene pubblica della Asl. A Roma, in uno dei servizi di prevenzione più vivaci della città, registrata un’affluenza superiore del 40% rispetto allo scorso anno. «Genitori che portano i figli e si fanno vaccinare tutti insieme — racconta Roberto Ieraci, responsabile del centro al quartiere Prati —. Speriamo che il fenomeno non si spenga con il ritorno alla normalità. Sono venuti giovani che non avevano mai fatto una dose di niente».

Nelle Marche Massimo Agostini, dipartimento igiene pubblica, fa il punto: «Ora si preoccupano solo della meningite. Ma la guardia dovrebbe restare altissima anche per poliomielite e morbillo». Per il presidente uscente della società di igiene e prevenzione, Carlo Signorelli «l’immagine dei vaccini è stata rivalutata. Era scaduta inspiegabilmente agli occhi della gente. Non dobbiamo perdere terreno».

Margherita De Bac – IL Corriere della Sera – 5 dicembre 2016 

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