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Pfas. La Miteni sapeva dall’Arpav che i controlli erano in arrivo. A dirlo è una relazione del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Treviso

I controlli in merito alla produzione nella fabbrica dei Pfas, la Miteni spa di Trissino (Vicenza), di una sostanza perfluoro-alchilica di nuova generazione che poi è stata trovata all’esterno dell’azienda – si tratta del GenX – erano stati “preannunciati” dall’Arpav e alla fine l’azienda è risultata pulita. A dirlo è una relazione del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Treviso che è divenuta conoscibile solo ora, a tre anni e mezzo di distanza dai fatti a cui essa si riferisce. Si tratta di un documento che costituisce il risultato di un’attività integrativa delle indagini preliminari condotte dai sostituti procuratori di Vicenza Barbara De Munari e Roderich Blattner, sulla base delle quali è stato istruito il maxi processo sull’ inquinamento in corso nel tribunale berico (anche per ieri era prevista un’udienza, ma è stata rinviata a causa della positività di uno dei giudici popolari componenti la corte d’assise).

Il procedimento giudiziario, è noto, è volto a stabilire le responsabilità dell’inquinamento riguardante le acque, l’ambiente e centinaia di migliaia di cittadini del territorio posto a cavallo fra le province di Verona, Vicenza e Padova. Vi sono imputati per una lunga sequela di reati dirigenti e manager di Miteni. La relazione dei Noe, che entrerà nel processo e che è stata acquisita da alcuni avvocati delle parti civili, getta una luce nuova, e per niente tranquillizzante, sulla vicenda. Rivela che a metà del 2018 un dirigente di Vicenza dell’Agenzia regionale per l’ambiente del Veneto aveva agito in maniera da far capire a Miteni che c’erano delle verifiche in previsione per quanto riguarda il GenX. Il fatto che poi i controlli non abbiano dato gli esiti attesi, secondo l’allora direttore generale di Arpav e commissario governativo all’emergenza Pfas, Nicola Dell’Acqua, che ha presentato per questo una denuncia, sarebbe stato dovuto a una fuga di notizie, che sono finite su alcuni organi di stampa. In realtà, secondo i Noe, Miteni sapeva più di due mesi prima dell’ispezione grazie alla stessa Arpav. Per l’attività sui Pfas, secondo quanto è emerso dall’ attività della Commissione parlamentare di inchiesta sulle Ecomafie, la stessa Arpav è già stata oggetto di un’indagine giudiziaria poi archiviata. .

Luca Fiorin – L’Arena

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