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La nuova fase del Covid tutte le contraddizioni degli ultimi divieti. Mascherine, Green Pass e isolamento: le norme creano un cortocircuito. Destra pronta a cambiarle

Repubblica. Vecchie regole che si intrecciano con disposizioni più recenti, creando un cortocircuito. La lotta al Covid è in una fase nuova, con i casiche tornano a crescere (ieri si è registrato il dato di infezioni più alto degli ultimi 5 lunedì con 10 mila casi), mentre negli ospedali cala ancora il numero dei pazienti gravi e mentre la campagna vaccinale per la quarta dose non decolla. Il tutto in attesa che si insedi il governo di centrodestra e cambi le politiche di lotta al Covid.
Dal primo ottobre, primo controsenso, si entrerà in ospedale senza mascherina ma teoricamente bisognerà ancora presentare il Green Pass. Nessuno lo chiede ma il certificato verde è ancora previsto per chi si reca nelle strutture sanitarie. Il governo uscente potrebbe decidere di prorogare la mascherina in ospedali, ambulatori e Rsa ma non è ancora detto. Probabilmente invece non toccherà la questione trasporti, dove quindi si salirà senza protezioni.
Altre norme che cozzano tra loro sono quelle sull’isolamento. Pochissimi rispettano questa disposizione, ma i contatti stretti dei positivi dovrebbero indossare la mascherina per dieci giorni (e questo riguarderebbe anche i compagni di classe di giovani infettati). Chi ha preso il coronavirus, però, può uscire, senza alcuna protezione, dopo cinque giorni dalla positività, se ha un tampone negativo. Poi l’obbligo vaccinale. A tutto il personale sanitario si impone ancora di fare la terza dose, pena la sospensione. Ma chi adesso, ad esempio perché nel frattempo è stato malato, dovrebbe fare il primo richiamo con il booster e si rifiuta, difficilmente va incontro a una segnalazione della sua azienda sanitaria. Questo perché l’obbligo decade il 31 dicembre e avviare un procedimento adesso potrebbe voler dire non concluderlo entro quella data, oppure chiuderlo poco prima.
Con il nuovo governo molte cose sono comunque destinate a cambiare, come spiega il responsabile sanità di Fratelli d’Italia Marcello Gemmato. «Sul Covid ci sono state due tendenze — dice —. Da una parte gli oltranzisti, quelli che vaccinerebbero anche il peluche del figlio, dall’altra gli stupidi secondo i quali il vaccino è acqua o veleno. Noi non siamo iper chiusuristi e nemmeno complottisti. Stiamo nel mezzo, con la scienza». Quella a dir la verità ha sempre sostenuto di seguirla anche il governo uscente. «Intanto siamo contrari al Green Pass, che verrà tolto ». Riguardo ai vaccini, l’esponente di Fdi spiega che «i dati dicono che la mortalità da Covid riguarda persone dai 65 anni in su. Una strategia vaccinale dovrebbe interessare queste persone e chi ha problemi di salute, non i bambini di 6 anni, come è successo». Ora la campagna per la quarta dose coinvolge proprio over 60 e fragili, ai quali il secondo booster è raccomandato. «E infatti va bene ma non deve più esistere l’obbligo. Per come la vediamo noi, l’imposizione deve sparire anche per il personale sanitario». E l’uso delle mascherine «verrà consigliato, valutando la circolazione del virus, in certe situazioni. Certo, chi va in un reparto dove ci sono fragili o in Rsa, sarebbe auspicabile che le indossi».

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