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La previsione di Fauci: solo nella primavera 2022 l’epidemia sotto controllo. L’immunologo Usa: svolta se cresceranno i vaccinati. Garattini: non possiamo sapere quando finirà

Il Corriere della Sera. Con 628 mila morti totali e i contagi in fortissima crescita, gli Stati Uniti sono nel pieno di una nuova ondata. I ricoverati sono oltre 100 mila, la cifra più alta degli ultimi sette mesi. Tra loro anche molti giovani. Nelle ultime sei settimane le vittime quotidiane sono aumentate del 281%. Su 4 milioni e mezzo di decessi complessivi in tutto il mondo, il 14 per cento è avvenuto negli Usa. L’immunologo Anthony Fauci, consigliere dell’amministrazione Biden per le questioni sanitarie, ha parlato in diretta tv sulla Cnn. La svolta nella pandemia — ha detto — non si vedrà prima della primavera 2022, ma per arrivare a questo obiettivo bisogna convincere gli scettici e i contrari a vaccinarsi.

«Se buona parte dei circa 90 milioni di americani che non si sono vaccinati lo farà entro l’inverno, per la primavera avremo un buon controllo della situazione» ha detto nell’intervista. Fauci, che è direttore del National institute of allergy and infectious diseases, si è autocorretto rispetto a una dichiarazione fatta recentemente in cui aveva previsto che l’emergenza sarebbe tornata sotto controllo solo con l’autunno del 2022. «Chiedo scusa, quell’affermazione era erronea», ha ammesso l’immunologo. Dunque non un anno, ma 7-8 mesi per arrivare a dominare un virus che ha cambiato la faccia del pianeta. Fauci ha raccomandato che anche i guariti da Covid si vaccinino: «Questo darà loro una protezione enorme». Il momento è decisivo: nessuno deve restare indietro.

Nel solo Stato di New York i morti per Covid sono finora 55.400. Il dato è stato aggiornato dalla neo governatrice Kathy Hochul, che ha corretto i numeri forniti dal predecessore Andrew Cuomo (43.400). Mancavano all’appello 12 mila vittime: nel conteggio precedente non erano state calcolate le persone anziane che vivevano nei centri di assistenza.

«Potremo tornare a un certo livello di normalità, ovvero a riprendere le cose che speravamo di riprendere a fare, ristoranti, teatri, e cose di questo genere, inoltrandoci nella primavera» ha sottolineato Fauci alla Cnn. Per l’emittente la previsione dell’immunologo rischia di mettere in difficoltà il presidente Joe Biden, che si era insediato alla Casa Bianca con la promessa di risolvere la crisi Covid e di rilanciare l’economia proprio nell’anno delle elezioni di midterm, che è appunto il 2022.

Ad oggi negli Usa è vaccinato con due dosi il 51 per cento della popolazione (il 61 per cento con almeno una dose). «La variante Delta ha una capacità straordinaria di passare da persona a persona — ha detto l’immunologo —. Quindi dipende da noi. Se continuiamo a indugiare senza far vaccinare chi dovrebbe essere vaccinato, la pandemia persiste, portando allo sviluppo di un’altra variante che potrebbe complicare le cose». Non è possibile — ha aggiunto — stabilire una percentuale di persone vaccinate sufficiente a evitare una ripresa dei contagi: «Potrebbe essere il 99 o l’85%, non lo sappiamo. Dobbiamo vaccinare la maggior parte delle persone possibili, è quello l’unico numero auspicabile».

«La vaccinazione è certamente un elemento utile per diminuire le possibilità di contagio e soprattutto la gravità della malattia — conferma Silvio Garattini, presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri —. Penso che l’unica cosa importante sia che ci vacciniamo tutti. Così abbiamo maggiori chance di tornare alla normalità. Quando la pandemia finirà non lo sappiamo. Anche perché, finché non vacciniamo tutto il mondo, il virus continuerà a sviluppare varianti che non possiamo prevedere».

Dal 20 settembre negli Usa oltre 155 milioni di persone potranno ricevere la terza dose di vaccino. Unico requisito richiesto: avere ricevuto la seconda iniezione di Pfizer o Moderna da almeno 8 mesi.

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