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La Rai come la Bbc, rivoluzione nei Tg e meno poltrone per tagliare i costi. Il piano oggi in consiglio. Il via libera arriverà entro l’estate

Rivoluzionare le «news» e portare in pareggio il bilancio, sfruttare le sinergie, tagliare le poltrone, creare due super redazioni per l’informazione. La Rai punta a realizzare il “modello Bbc” con un piano in due tappe che il direttore generale, Luigi Gubitosi, ha presentato ieri al pre-consiglio d’amministrazione.

Oggi se ne discuterà nel cda ufficiale, anche se il progetto non sarà ancora messo ai voti. Ma le linee guida del piano, che tante tensioni ha già scatenato in via Mazzini, avrebbero incontrato il consenso dei consiglieri, sia per gli obiettivi di razionalizzare le risorse dell’azienda, sia perché la spingerebbe a trasformarsi nel segno dell’innovazione. Gubitosi punta in realtà ad ottenere il via libera al suo progetto già dal prossimo consiglio, l’ultimo prima della pausa estiva, in calendario per il 31 luglio. E il cda, che dopo aver riassestato i conti vorrebbe ora lasciare la sua firma sul progetto editoriale, potrebbe accontentarlo, anche se si teme un percorso non facile: le proteste interne del sindacato potrebbero saldarsi con i veti politici al piano e metterne a rischio la realizzazione.

Il progetto, anticipato in un’intervista di Gubitosi all’ Espresso domani in edicola, ha un nome: «15 settembre», data in cui, 35 anni fa, nacquero Tgr e Tg3. Da allora il mondo e la tecnologia sono totalmente cambiate e il digitale, ha fatto notare il direttore generale, permette sinergie prima impossibili: «Le redazioni sono intercambiabili e organizzate sulla stessa piattaforma digitale». La rivoluzione, fissata in due tappe (la prima fra il 2015 e il 2016), prevede la nascita di due «news room». La numero 1 accorpa Tg1, Tg2, Rai Parlamento. La 2 sarà formata da Tg3, Rai News, Tgr, Ciss, meteo e Web. Newsroom 1 sarà generalista e avrà anche un canale istituzionale. Newsroom 2 porterà un’evoluzione dell’«all news» integrando offerta nazionale, internatutti zionale e locale. Ma i marchi dei tre Tg resteranno, ha precisato Gubitosi, apparentemente non cambierà nulla: l’accorpamento riguarderà la produzione. Per spigare la Rai che verrà il direttore generale ha raccontato al settimanale un caso: poco tempo fa quattro troupe (i tre Tg più Rai news) si sono trovate a seguire l’assemblea Anci a Firenze, ma altri due eventi non sono stati coperti per mancanza di operatori disponibili.

Il nuovo piano editoriale dovrebbe favorire ulteriormente i conti dell’azienda: l’obiettivo di andare in equilibrio entro la fine dell’anno è più vicino, ha affermato Gubitosi in una audizione in Commissione Trasporti alla Camera. Certo, ha precisato, «potremmo tranquillamente ridurre il canone se lo pagassero », ma «nel primo semestre del 2014 abbiamo già tagliato 40 milioni, quindi siamo in linea ». Conti a parte, ha detto, per rinnovare la Rai «serve un discorso etico». «Il danno della politica è che se un direttore viene nominato per motivi di affinità, questa persona chiamerà intorno a sé persone che gli vengono suggerite, ma che magari non hanno la competenza necessaria ». «Tempo fa – ha raccontato ho premiato un giornalista di 29 anni del Financial Times al top, ma se volessi assumerlo in Rai non potrei». Quanto alla quotazione di Ray Way «saremo pronti in autunno»: ma contro la vendita della quota di minoranza che gestisce la rete trasmittente i sindacati hanno dato il via alle procedure di sciopero.

Repubblica – 24 luglio 2014

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