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La Regione: «No all’embargo. Il Veneto tratterà con Putin». Zaia ha avuto il mandato formale dalla giunta. Il governo: pura propaganda, non ha questo potere

Luca Zaia dice e ripete che diplomazia e indipendenza sono affari molto diversi. Ma, a tutti gli effetti, la decisione assunta ieri (con tanto di documento ufficiale approvato all’unanimità dal governo di palazzo Balbi) di convocare l’avvocatura per ricorrere contro le sanzioni europee alla Russia e provare ad andare a trattare direttamente con il presidente Vladimir Putin per allargare le maglie dell’embargo è un po’ un segnale della voglia della giunta regionale di svincolarsi dalle decisioni di politica estera prese da Roma.

«L’embargo russo (deciso in risposta alle sanzioni europee per l’intervento di Mosca in Ucraina, ndr ) per noi è una tragedia – è intervenuto Zaia -. E visto che Roma e Bruxelles non fanno niente ho chiesto agli avvocati se ci sono gli estremi per fare ricorso contro l’Europa e sono pronto a trattare con tutti i canali diplomatici possibili direttamente con Putin». E del fatto che la politica estera sia una prerogativa degli Stati Nazione e dell’Unione europea «chissenefrega». «L’agroalimentare in Veneto vale sei miliardi di euro e non faccio fatica a quantificare nel cinque-dieci per cento di questa cifra il valore delle merci che vanno in Russia – continua Zaia – Roma e Bruxelles non ci hanno chiesto nulla quando hanno deciso questo embargo inutile che sta riducendo sul lastrico decine di aziende, quindi noi non dobbiamo chiedere nulla a nessuno. Questo è il semestre europeo dell’Italia ma evidentemente Renzi ha barattato l’interesse delle aziende italiane con il posto della Mogherini (Federica, responsabile della politica estera europea, ndr ). Siamo di fronte alla sindrome del chihuahua che è piccolo, abbaia tanto, ma, nel confronto fisico, viene subito sbranato».

E anche se in fin dei conti Zaia ieri ha semplicemente adottato la risoluzione del consiglio regionale di qualche giorno fa (il presidente dell’Aula Valdo Ruffato e il presidente della commissione esteri Nereo Laroni hanno dato mandato alla giunta regionale di fare pressioni sugli organi competenti per limitare i danni dell’embargo subiti dal settore agroalimentare veneto), la dichiarazione di voler tentare l’approccio diretto con il governo russo ha fatto saltare sulla sedia i consiglieri regionali dell’opposizione. «Se Zaia va avanti così saranno lui e soprattutto la nostra regione a fare la fine del chihuahua, sbranati dal dobermann tedesco», sbotta il capogruppo del Pd a palazzo Ferro Fini Lucio Tiozzo. «Sono dichiarazioni inaudite – continua Tiozzo -: si tratta di una fuga in avanti dal sapore indipendentista ed elettoralistico, ma che in barba al ruolo del governo, dell’Ue e degli accordi e delle relazioni diplomatiche, rischia di isolarci e di far saltare ogni rapporto commerciale con gli altri Paesi provocando un danno ben maggiore all’economia veneta». Ancora più tranciante è la reazione del governo nelle parole del sottosegretario agli affari regionali Gianclaudio Bressa: «Finché Zaia si limita a dire boiate propagandistiche intervenendo su cose che non competono ai presidenti di Regione invece che occuparsi del Veneto non succede nulla. Al massimo possiamo farci due risate amare perché purtroppo Zaia non sta facendo quello di cui il Veneto avrebbe veramente bisogno».

Fatto sta che i danni della reazione russa alle sanzioni europee si fanno sentire pesantemente sul settore primario e iniziano a toccare anche le altre aziende trascinate dai risultati dell’agroalimentare. Al momento in appena un mese di blocco delle esportazioni, il solo consorzio del Grana Padano ha perso due milioni di euro a cui si devono aggiungere un’altra decina di milioni dell’ortofrutta. «Zaia fa benissimo a voler trattare con la Federazione russa – conclude il capogruppo della Lega a palazzo Ferro Fini Federico Caner – Visto che Renzi cala le braghe davanti alla Germania, qualcuno deve pur intervenire a difesa dei nostri imprenditori e dei nostri lavoratori».

Alessio Antonini – Il Corrriere del Veneto – 7 ottobre 2014 

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