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La Regione Veneto «ritrova» un miliardo di euro. Patto sbloccato, il Pd chiede alla giunta di pagare tutti gli arretrati. Forcolin: «Ecco come li spenderemo»

Astutamente, la nota diramata nel primo pomeriggio di ieri dal senatore Giorgio Santini e dal consigliere regionale Claudio Sinigaglia, entrambi Pd, riporta ampi stralci delle dichiarazioni rilasciate a verbale dall’assessore al Bilancio Gianluca Forcolin, nel corso dell’ultima seduta della commissione Bilancio: «La Legge di stabilità 2016 prevede il superamento, e questa è la nota positiva, del pareggio di bilancio delle Regioni (segue spiegazione ultra tecnica, da ragionieri dello Stato, ndr.).

Questo è un tema importante perché ci libera un miliardo e 100 milioni di cassa». E ancora: «È vero che sarà una boccata d’ossigeno importante: un miliardo e 100 per enti, consorzi di bonifica, sociale, paritarie, per tutti questi enti e soggetti che stanno aspettando. Per cui ben venga, se l’avessimo fatto prima forse non sarebbe stato così male; però nelle ristrettezze del Bilancio 2016 almeno ci sarà un po’ di ossigeno che entrerà nelle casse di molti soggetti che hanno operato per conto della Regione e quindi per il bene dei cittadini».

Un’occasione troppo ghiotta per non essere subito sfruttata in chiave politica, costringendo il governatore Luca Zaia e la maggioranza leghista ad abbandonare per un attimo l’eterno ruolo di antagonista ed ammettere, almeno stavolta, il buon operato del premier Renzi. «Matteo Renzi lo aveva promesso proprio a Treviso nel settembre 2015 (in realtà era ottobre, sul palco dell’assemblea annuale degli industriali, ndr .). Il superamento del patto di stabilità avrebbe portato in breve alla liberazione di risorse per le casse degli enti locali, dando la possibilità di effettuare pagamenti ed investimenti. E così stato per la Regione Veneto – dice Santini, capogruppo dem in commissione Bilancio a Palazzo Madama -. Il passaggio dagli stretti vincoli del patto di stabilità al nuovo meccanismo del pareggio di bilancio ha immediate ripercussioni positive per la cassa della Regione che è ora libera di utilizzare 1 miliardo e 100 milioni di euro, che prima erano stati congelati dalla rigida normativa che limitava i pagamenti». Rincara Sinigaglia: «La notizia è stata confermata dall’assessore al Bilancio Forcolin, che ha parlato di una vera e propria boccata di ossigeno, elogiando il governo per la coraggiosa scelta. Non capita tutti i giorni di sentire un assessore leghista che riconosce i meriti del Pd e del governo guidato da Matteo Renzi». Santini e Sinigaglia chiedono ora che la giunta presenti «un piano accelerato di pagamenti, dando massima priorità alle scuole paritarie, agli enti di formazione, alle imprese che hanno partecipato ai progetti del POR, agli enti locali che attendono liquidità a fronte di contributi già deliberati. L’effetto sull’economia regionale sara’ senz’altro positivo – concludono i dem – e favorirà la ripresa grazie ad un’ importante iniezione di liquidità».

Forcolin, dal canto suo, non rinnega quanto dichiarato in commissione ed anzi, lo conferma quasi parola per parola, limitandosi a ricordare che «quel miliardo e cento milioni non è stato generosamente donato da Renzi, erano soldi dei veneti che tornano ai veneti dopo essere stati ingiustamente bloccati da Roma per anni». Tant’è, come saranno utilizzati adesso quei denari? In cima alla lista ci sono i consorzi di bonifica, che attendono 60 milioni, quindi le scuole paritarie, e sono altri 21 milioni. «A cascata liquideremo tutti gli arretrati, specie i contributi attesi dai Comuni per gli investimenti fatti» conclude Forcolin. In ogni caso, trattandosi di cassa e non di competenza, i soldi liberati non potranno essere utilizzati né per nuovi investimenti, né per la spesa corrente.

Ma.Bo.  Il Corriere del Veneto – 10 gennaio 2015 

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