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La Regione Veneto porta a casa 130 milioni per l’edilizia sanitaria. E da venerdì chiude definitivamente l’Arss

1a1a1a_0a00aaa111aaaacolettoIn questi tempi funestati da tagli draconiani, l’arrivo in cassa di nuovi soldi, freschi, per la sanità è accolto a Palazzo Balbi tra gran sorrisi (del governatore Luca Zaia) e pacche sulle spalle (dell’assessore di reparto Luca Coletto), alla stregua di un gol dopo l’infilata nel catenaccio del governo. Si tratta di 130 milioni 295 mila euro utili a finanziare la prima fase dei lavori di costruzione di 19 tra pronto soccorsi, reparti e laboratori autorizzati dal Cipe nell’ormai lontano 2008 e messi in cantiere dalla Regione. «Mancano ancora all’appello 75 milioni – conferma Coletto – contiamo di riuscire ad averli con il finanziamento della prossima tranche, che dovrebbe ammontare a livello nazionale a un miliardo di euro».

Per limitarsi agli importi più consistenti, ci sono 50 milioni per la Cittadella sanitaria di Treviso (un project financing da 224 milioni di euro), 24,5 milioni per il nuovo ospedale di Arzignano e Montecchio, 9,8 milioni per l’area geriatrica di Verona, dove altri 8,2 milioni saranno investiti per acquistare le aree di Riva di Villasanta e Forte Procolo ed avviare i primi interventi per la sistemazione a parcheggio, quindi 7,2 milioni per l’adeguamento dell’ospedale di Chioggia e 4,3 milioni per il restyling del policlinico Borgo Roma. E’ questa, in realtà, solo una prima tranche del finanziamento che in base alla delibera del Cipe lo Stato è tenuto a garantire alla Regione: complessivamente, infatti, le opere programmate superano i 390 milioni e, di questi, 205 milioni dovranno arrivare da Roma. «Mancano ancora all’appello 75 milioni – conferma Coletto – contiamo di riuscire ad averli con il finanziamento della prossima tranche, che dovrebbe ammontare a livello nazionale a un miliardo di euro». In quella sede, a quanto assicura l’assessore, dovrebbero essere stanziati pure i denari utili ad avviare la costruzione del nuovo ospedale di Padova, escluso da questo primo trasferimento perché al momento del via libera del Cipe la progettazione non era ancora terminata.

«L’edilizia sanitaria ha subito un taglio lineare del 20% – continua Coletto – a favore del trasporto pubblico locale e degli ospedali psichiatrici giudiziari. Con questi primi 130 milioni di euro abbiamo dunque finanziato in toto solo la previsione iniziale per l’ospedale di Treviso, mentre per gli altri 18 interventi è stata effettuata una riduzione proporzionale» e questo, si legge della delibera approvata ieri, «anche in considerazione dell’elevato impegno finanziario a carico dei bilanci della Regione e delle aziende sanitarie (174 milioni di euro, pari al 78% del costo complessivo) rispetto al finanziamento statale». L’assessore non ha poi rinunciato a una nota di soddisfazione personale: «Non era facile portare a casa questi soldi in un periodo di congiuntura economica negativa come quello che stiamo attraversando. La nostra Regione, come poche altre, ha sempre portato a termine nei tempi previsti tutte le sue programmazioni ed è sempre riuscita a portare a casa i fondi, evitando di farli rimanere nelle casse dello Stato». Visti i chiari di luna, la Regione prosegue comunque nel progetto di creare un fondo in cui far confluire immobili e terreni oggi «non strumentali» per le Usl, a garanzia di mutui per gli investimenti in sanità (la proposta è al vaglio del consiglio).

In chiusa, la morte definitiva dell’Arss. L’Agenzia regionale socio sanitaria, nata nel 2001 con compiti di analisi dell’efficienza delle prestazioni delle Usl e divenuta in tempi più recenti «null’altro che un centro di produzione di consulenze esterne» (copyright Leonardo Padrin, presidente della commissione Sanità in consiglio regionale), era inserita fin dal 2010 nell’elenco degli enti da «razionalizzare» perché «inutili» ed è stata eliminata con legge regionale dal primo gennaio. Da venerdì tutti i trenta dipendenti a tempo indeterminato verranno trasferiti in parte negli uffici della Sanità in Regione ed in parte nelle Usl mentre le funzioni svolte finora, compresa quella che avrebbe voluto attribuirle il segretario generale Domenico Mantoan di controllo nell’applicazione della spending review, saranno svolte direttamente dalle strutture di Palazzo Balbi.

1a1a1a_0a00aaa111aaaaa30_9_gdv_f1_163Marco Bonet – Corriere del Veneto – 30 gennaio 2013

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