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Relazione situazione economica Paese 2011 conferma: la spesa sanitaria migliora

Il disavanzo del Ssn nel 2011 è stato di 1,779 miliardi, di cui 0,134 miliardi di utili e 1,913 miliardi di euro di perdite (registrate dalle regioni Liguria, Lazio, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna).

Il dato – che corrisponde come anche quelli sulle singole voci di spesa a quello della Corte dei conti senza considerare i disavanzi delle Regioni che li hanno coperti con proprie risorse – è contenuto nella Relazione sulla situazione economica del Paese 2011, appena pubblicata sul sito del ministero dell’Economia.

Anche la relazione evidenzia un miglioramento dei risultati di gestione a livello nazionale per il 2011 rispetto al 2010, in cui il disavanzo sanitario nazionale era stato di 2,206 miliardi. Il miglioramento è valutabile anche rispetto all’incidenza percentuale del disavanzo sanitario rispetto al finanziamento complessivo, circa il 3% nel 2008-2009 e 1,6% nel 2011.

E anche secondo l’Economia la migliore performance dei risultati di gestione a livello nazionale è legata al Patto per la salute e ai piani di rientro.

La spesa del Ssn nel 2011 ha raggiunto i 112,889 miliardi di euro (nell’ultima relazione presentata al Parlamento a fine anno da Mario Monti dal presidente del Consiglio aveva già raggiunto la cifra record di 111,333 miliardi di euro). Con un rapporto tra spesa complessiva del Ssn e Pil pari al 7,1% (era del 7,2% nel 2010) e un incremento percentuale della spesa complessiva rispetto al 2010 dell’1,4% (nel 2010 era cresciuta dell’1,1% e nel 2009 del 2,8%). Ma considerando che a partire dal 2011 sono stati contabilizzati i costi relativi agli ammortamenti degli investimenti, la variazione di spesa tra il 2010 e il 2011 è dello 0,1%.
Una dinamica di spesa contenuta, quindi, frutto sia delle misure di contenimento sul personale (blocco dei Ccnl) e la farmaceutica, sia delle azioni messe in atto dai Piani di rientro.
Il disavanzo del Ssn nel 2011 si attesta così sui 1,779 miliardi, di cui 0,134 miliardi di utili e 1,913 miliardi di euro di perdite (registrate in Liguria, Lazio, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna). Un disavanzo che segna un meno 19,3% rispetto al 2010.
 
Lo rileva la Relazione generale sulla situazione economica del Paese 2011, esaminata dal Consiglio dei Ministri il 15 giugno e pubblicata ora sul sito del ministero dell’Economia.
 
La spesa media pro capite nazionale nel 2011 è stata di 1.862 euro. Mentre il valore medio a livello regionale è di 1.851 euro. E come sempre si riscontra un’ampia variabilità, passando dal valore minimo di 1.704 euro della Calabria ai valori massimi, oltre i 2mila euro di Bolzano, Valle d’Aosta, Trento, Friuli Venezia Giulia, Liguria e nel meridione del Molise.
 
Le voci di spesa
 
Il personale. La spesa ammonta a 36,149 mld con un decremento dell’1,4% (nel 2010 era a 36,618 miliardi, pari al 33,1% del totale, con un incremento dell’1,3% rispetto al 2009. Un risultato sul quale ha pesato l’incidenza degli oneri per il rinnovo contratti relativi al biennio 2008/2009 e l’erogazione a tutto il personale Ssn dell’indennità di vacanza contrattuale 2010 con riferimento al biennio 2010-2012). La spesa del ruolo sanitario continua ad assorbire circa l’80% della spesa complessiva per il personale.
 
Beni e altri servizi. La spesa è stata di 34,095 miliardi di euro, con un incremento del 3% rispetto al 2010 (quando la spesa aveva registrato rispetto al 2009 un incremento dello 0,8%).
In particolare i beni crescono del 2,4% rispetto all’anno precedente che registrava invece un incremento del 4,7% rispetto al 2009. Sul contenimento della spesa per l’acquisto dei beni hanno inciso positivamente oltre le procedure di acquisto mediante le centrali d’acquisto regionali, l’ottimizzazione per l’acquisto dei farmaci (gare centralizzate gestite da centri di riferimento regionali e aziendali) e la distribuzione diretta dei farmaci.
 
Medicina generale convenzionata. La spesa è stata di 6,625 mld con un incremento dell’1,3% nel 2011 (nel 2010 si era di 6,538 miliardi con un incremento del 2,8% rispetto al 2009, legato ai rinnovi contrattuali).
 
Farmaceutica convenzionata. Il livello di spesa si assesta a 9,930 miliardi di euro, con una diminuzione del 9% a fronte del leggero decremento del 2010 e pari allo 0,8%.
Una consistente riduzione di spesa determinata soprattutto dal potenziamento della distribuzione diretta, ed anche dal monitoraggio del livello di appropriatezza delle prescrizioni terapeutiche e da tutte le altre misure di legge messe in atto nel 2010 (extra sconto a carico del farmacista dell’1,82%, del pay-back dell’1,83% a carico del produttore, ecc).
 
Specialistica convenzionata e accreditata. La spesa di quest’area, che comprende assistenza specialistica da convenzionati Sumai, da ospedali classificati, Irccs privati, policlinici privati e da altri operatori accreditatati, è stata di 4,654 mld con un incremento percentuale inferiore (3,3%) rispetto al 2010, pari al 10,4%.
 
Riabilitativa accreditata. La spesa è stata di 1,972 miliardi, pari allo 0,1% a fonte della leggera flessione (-0,3% registrata nel 2010 e nel 2009).
 
Integrativa protesica convenzionata e accreditata. La spesa è di 1,922 miliardi di euro con un incremento dello 0,4% rispetto al 2010 che aveva fatto registrare un aumento del 2,6%, a conferma, sottolinea la relazione delle politiche di contenimento messe in atto dalle regioni in questo settore.
 
Altra assistenza convenzionata accreditata. In questa voce ritroviamo le cure termali, la medicina dei servizi, l’assistenza psichiatrica, agli anziani, ai tossico dipendenti, agli alcolisti, disabili e comunità terapeutica. La spesa è stata di 6,413 miliardi di euro, con un incremento dell’1,9% (ma nel 2010 era stato pari all’5,1%). Una cifra che sconta alcune riclassificazioni contabili operate in alcune regioni a partire dal 2008.
 
Ospedaliera accreditata. Comprende gli acquisti di assistenza ospedaliera da ospedali classificati, Irccs privati, policlinici universitari privati e case di cura private. La spesa totale è stata di 8,891 miliardi, con una crescita pari allo 0,5% e sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente.
 
Intramoenia. Il saldo rappresentato dalla differenza tra i costi per la compartecipazione al personale che svolge l’attività libero professionale in regime di intramoenia, derivati dalla compartecipazione all’intramoenia pagata ai cittadini ammontano a 1,136 miliardi di euro.
 
Il finanziamento del Ssn.
Il finanziamento complessivo nel 2011 ammonta complessivamente a 111,110 miliardi di euro, di cui 110,469 riferiti alle regioni e 0,641 agli altri enti del Ssn finanziati direttamente dallo Stato.
Il rapporto con il Pil si è attestato al 7% in linea con quello del 2010. A livello pro capite il finanziamento medio è stato di 1.833 euro.

25 giugno 2012

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