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La riforma della Pac incassa l’accordo dei ministri Ue. Contributi ai giovani e il 20% degli aiuti diretti concessi solo a chi è green

Il Sole 24 Ore. Micaela Cappellini. Almeno il 20% della dotazione nazionale degli aiuti diretti, il cosiddetto primo pilastro della Pac, la Politica agricola comune, dovrà essere dedicato a incentivi per pratiche agronomiche verdi, come la riduzione dei pesticidi e dei fertilizzanti o l’agricoltura biologica. I ministri europei dell’agricoltura ieri hanno raggiunto l’accordo sulla riforma della Pac e questa è una delle novità più importanti. L’intesa raggiunta, frutto di due anni di confronto, dovrà ora essere negoziata in trilogo con la Commissione e con il Parlamento Ue. L’entrata in vigore della nuova Pac è prevista per il 1° gennaio 2023, al termine dei due anni di transizione.

Per la prima volta, i fondi europei all’agricoltura saranno assegnati in base ai risultati raggiunti anziché al mero rispetto delle norme di conformità. L’accordo prevede che ogni stato membro presenti un Piano strategico nazionale per la definizione e attuazione di tutti gli interventi, a seguito di un’analisi dei fabbisogni. Le Regioni potranno invece continuare ad attuare gli interventi inerenti lo sviluppo rurale. Inoltre, una percentuale minima del 30% delle spese del II pilastro – quello dedicato allo sviluppo rurale – dovrà essere destinata a misure agro-ambientali.

Particolare attenzione viene poi dedicata ai giovani agricoltori e ai piccoli agricoltori: i primi potranno beneficiare di un contributo fino a 100mila euro per avviare una attività, mentre per i secondi è prevista maggiore semplificazione e l’esonero da eventuali tagli dei pagamenti diretti necessari per costituire una riserva anticrisi. Su richiesta italiana si prevede, inoltre, la possibilità di destinare una piccola percentuale dei pagamenti agli agricoltori per costituire un fondo con funzioni assicurative nel caso di eventi avversi.

La ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, si è detta soddisfatta: «Saremo finalmente in grado di attuare interventi di investimento e ristrutturazione nel settore dell’olio di oliva, a beneficio anche dei produttori danneggiati dalla xylella, così come di continuare a sostenere il settore vitivinicolo, ad esempio finanziando l’impianto di nuovi vigneti». Per il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, quella raggiunta ieri è «una decisione positiva nell’ottica della flessibilità nell’applicazione del nuovo modello di gestione della Pac, anche se la strada verso l’intesa finale è ancora lunga e incerta. Per noi il traguardo è chiaro: assicurare che la maggiore sostenibilità ambientale risulti compatibile con la salvaguardia dei livelli di produzione e della competitività delle imprese». Per il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, il tema sono piuttosto le risorse sul piatto: «Serve una Pac forte, semplice ed efficace e con risorse adeguate. Occorre salvaguardare un settore chiave per la sicurezza e la sovranità alimentare ea questo obiettivo può essere raggiunto solo garantendo un budget adeguato a sostegno degli agricoltori». Della stessa idea il presidente della Copagri, Franco Verrascina: «La priorità resta quella di lavorare per salvaguardare il capitolo agricolo del bilancio Ue, garantendo al settore primario i fondi necessari e adeguati a far sì che le sfide ambientali e climatiche non vadano a gravare sulle spalle degli agricoltori».

 

Micaela Cappellini

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