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La scure di Brunetta su permessi e congedi straordinari

Un nuovo, pesante attacco al welfare è quello ideato e realizzato dal ministro Brunetta con un decreto legislativo, previsto dal “collegato lavoro” il cui testo è ora all’esame delle commissioni parlamentari.

Appena entrerà in vigore, sarà ridimensionata la portata dell’articolo 33 della legge 104/92 (tutela dei portatori di handicap), con la conseguenza che i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, potranno prestare assistenza a persone con handicap grave a condizione che si tratti del coniuge o del parente o affine entro il primo grado o entro il secondo, solo se i genitori o il coniuge dell’assistito abbiano compiuto i 65 anni di età o siano essi stessi affetti da patologie invalidanti o, ancora, siano deceduti o mancanti.

Inoltre, se il congiunto assistito è domiciliato in un comune distante oltre 150 chilometri dal luogo di residenza del lavoratore, costui dovrà produrre, per usufruire del permesso, un titolo di viaggio o altra documentazione che attesti il suo spostamento.

Il decreto si occupa anche dei congedi straordinari per i pubblici dipendenti che superano i concorsi per dottorato di ricerca.

L’aspettativa viene estesa a tutto il personale contrattualizzato, ma se il dipendente rinuncia al dottorato nei due anni successivi all’inizio del corso deve rimborsare all’amministrazione di appartenenza tutti gli emolumenti percepiti durante il periodo di aspettativa.

Usirdbricerca.info – 19 aprile 2011

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