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La strage di pesci a Orbetello, così il clima devasta la natura. Nella laguna perse 200 tonnellate, danni per 10 milioni. A soffrire per il caldo anche vacche e maiali

Un’ondata di caldo ha travolto i pesci di Orbetello. Duecento tonnellate di orate, muggini e anguille della laguna sono morte in tre giorni per effetto delle temperature intense. È un segnale di come i cambiamenti climatici possono già incidere sulla nostra vita e sulla nostra economia, spiegano gli esperti.

Mentre la Coldiretti lancia l’allarme per animali da allevamento come vacche, maiali e galline, incolpevoli vittime di un caldo che li ha resi inappetenti e poco produttivi, con conseguenze sensibili sulla produzione di latte, carne e uova. Ma sulla sofferenza delle vacche questo luglio torrido registra un altro record: un conflitto climatico vero e proprio sta creando imbarazzo nella vecchia Europa. È quello tra Svizzera e Francia ed è stato scatenato da un disinvolto furto di acqua oltrefrontiera con cui gli svizzeri hanno pensato di rimediare agli effetti dell’ondata di calore e della conseguente siccità.

Tutto questo ci ricorda che il problema dei cambiamenti climatici non è un problema lontano che riguarda gli ecosistemi naturali. Non è solo dei trichechi e degli orsi polari che muoiono per lo scioglimento dei ghiacci o di pesci o delfini che migrano verso nord in cerca di temperature migliori, creando problemi ad altre specie esotiche. Qui abbiamo un allarme economico reale, che a Orbetello stimano, al momento, in dieci milioni di euro, pari all’80% della produzione ittica della laguna.

Il danno sarebbe soprattutto legato alla morte di milioni di avannotti, i piccoli dei pesci, che tra un anno e mezzo avrebbero rappresentato il grosso del pescato. Ma le acque della laguna misurano solo un metro di profondità e sono già molto ricche di alghe che riducono l’ossigeno disciolto. E proprio a luglio, proprio nella zona dell’Argentario, si sono registrate le temperature più calde di tutto il Mediterraneo, superiori anche a quelle nordafricane. Per questo la laguna ha raggiunto la temperatura di 34 gradi. Questo ha ridotto ulteriormente la quantità di ossigeno, perché la solubilità dei gas in acqua diminuisce all’aumentare della temperatura. E orate, muggini e anguille, e i loro piccoli, hanno smesso di respirare.

Si è provato a prendere contromisure come l’immissione di acqua fresca. Ma non è bastato. Probabilmente, spiegano oggi gli esperti, sarebbe stato opportuno pompare ossigeno in acqua, come si fa negli allevamenti: un’operazione che non avrebbe modificato la temperatura, ma avrebbe salvato i pesci e preservato la laguna per gli anni a venire.

Così adesso a Orbetello si rimuovono i cadaveri di pesci, per evitare che la putrefazione, oltre al cattivo odore, produca un’emergenza sanitaria con conseguenze a lungo termine sull’ecosistema. Mentre il sindaco ha chiesto il procedimento di calamità naturale e l’intervento del ministero della Economia e del Demanio, proprietari della laguna di Orbetello.

Intanto per gli allevatori di vacche il problema è soprattutto la disidratazione degli animali. Un problema sentito anche nel cantone di Vaud, in Svizzera, dove si sono prese contromisure tali da creare un bel pasticcio diplomatico.

Per risolvere la questione, infatti, ci si è messi nelle mani dell’esercito, che ha pensato bene di andarsi a rifornire d’acqua dall’altro lato della frontiera, nel lago (francese) di Rousses della montuosa contea del Giura. Ma i turisti che si stavano riposando sulle verdi sponde hanno notato gli elicotteri (svizzeri) sulle proprie teste e segnalato l’anomalia. Il furto d’acqua è stato particolarmente sgradito perché anche i laghi francesi stanno soffrendo il caldo, e le autorità del Giura avevano già vietato persino di annaffiare i prati. Gli svizzeri hanno dato spiegazioni maldestre, parlando di problemi di comunicazione. E si sono scusati, con le autorità locali francesi, la popolazione e i turisti. Ma il sindaco della località ha già fatto sapere che non si accontenterà.

Repubblica – 29 luglio 2015 

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