Close Menu
Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Facebook X (Twitter) RSS
    Facebook X (Twitter) RSS
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    ISCRIVITI
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
      • Attività Sindacale
        • Dalla convenzionata
        • Segreteria regionale
      • Formazione
        • Eventi E.C.M SIMEVEP
        • Appuntamenti
      • Novità normative
        • Contratto
        • Dal Ministero
        • Dalle ULSS
        • Dall’Europa
        • Dalla Regione
        • Sentenze
      • Temi
        • Lavoro
        • Professione
        • Previdenza
        • Politiche sanitarie
        • Sicurezza alimentare
        • Sanità animale
        • Anagrafe degli animali
        • Malattie trasmissibili
        • Allevamenti
        • Benessere Animale
        • Biosicurezza
        • Farmaci veterinari
        • Contaminanti e residui
        • Mangimi e sottoprodotti
        • Igiene urbana
      • Dicono di noi
      • La nostra vetrina
    • Contatti
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Home»Notizie ed Approfondimenti»La tredicesima, il mese in più. Dallo shopping di Calvino alla «riserva» per il mutuo
    Notizie ed Approfondimenti

    La tredicesima, il mese in più. Dallo shopping di Calvino alla «riserva» per il mutuo

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche17 Settembre 2013Nessun commento4 Minuti di lettura
    Facebook Twitter LinkedIn Telegram Pinterest Tumblr Reddit WhatsApp Email
    Condividi
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    Da «bonus» per i regali di Natale a ultima risorsa per pagare tasse e mutui. La percezione della tredicesima è cambiata parecchio negli anni ma ogni volta che si parla di possibili provvedimenti su questa fetta di retribuzione aggiuntiva, la più diffusa fra lavoratori dipendenti e pensionati, viene scossa la sensibilità collettiva: del resto Riccardo Bacchelli ne scrisse come «ebbrezza nazionale». Non stupisce perciò che resti nel cuore di tutti nonostante l’entusiasmo si sia attenuato fino a perdersi nelle preoccupazioni.

    Così le indiscrezioni che circolano su una detassazione che, secondo alcune stime, potrebbe far lievitare nel 2014 la «busta in più» di 100 o anche 300 euro (secondo i redditi), hanno alimentato nuove speranze. Forse più che per il valore dei soldi attesi, per molti destinati a volar via in fretta e non certo in euforici colpi di shopping, per il sapore natalizio ancora attribuito alla tredicesima.

    Nata appunto come gratifica elargita liberamente dal datore di lavoro in occasione delle festività, diventa elemento significativo del welfare fascista nel 1937 quando viene introdotta nelle retribuzioni degli impiegati dell’industria. Nel ‘46 viene estesa agli operai e, ancora prima che nel ‘60 diventi “patrimonio” di tutti, entra già nelle mire di chi cerca risorse: nel luglio 1948 il ministro del lavoro Amintore Fanfani presenta un disegno di legge che dispone l’accantonamento («risparmio») di una parte delle tredicesime per finanziare il piano casa.

    Fonte a cui attingere nella Ricostruzione, la busta aggiuntiva che Luigi Einaudi definisce «uno stipendio comico e immaginario», diventa con la validità «erga omnes» il simbolo del boom economico. Italo Calvino racconta di Marcovaldo che, facendo conto «di quanto gli spettava a fine mese tra tredicesima mensilità e ore straordinarie, immagina di poter correre anche lui «per i negozi a comprare comprare comprare per regalare regalare regalare».

    Sono ricordi lontani. Già negli anni Settanta il vento è cambiato e da allora l’austerità si accanisce sulla tredicesima con ripetute voci di tassazione, abolizione, riduzione, compressione e solo qualche volta il destino appare generoso con l’amata gratifica. Ma non sono solo i rumor (nella maggior parte dei casi destinati a restare tali) a infastidire chi attende la busta di Natale. Inflazione, fisco, erodono redditi e risparmi e si mangiano ciò che lo Stato non divora per provvedimento. Già nei primi anni Novanta di parla di «tredicesima da dimenticare» e consumi-extra per regali in calo ogni anno in percentuali a due cifre. Nel 1997 la distribuzione della «gratifica» ai dipendenti pubblici è salvata in extremis dalla revoca di uno sciopero in Bankitalia, programmato proprio per il 18 dicembre.

    Con la crisi recente, che vede le piazze infiammarsi in Grecia e Spagna anche sul caldo tema delle tredicesime pubbliche (e private), tremano più volte i 18-20 milioni di lavoratori e pensionati italiani che incassano con la tredicesima oltre 40 miliardi. Nel luglio 2010 Silvio Berlusconi ha dovuto smentire «nella maniera più assoluta» il taglio della tredicesima a polizia, carabinieri, magistrati, professori universitari, prefetti e diplomatici. E nel luglio 2012 anche il governo Monti deve assicurare pubblicamente che non è previsto il congelamento delle tredicesime per i dipendenti pubblici. Nel frattempo però nuovi pericoli arrivano da recessione e credit crunch: per poterle pagare a Natale si moltiplicano le richieste di prestiti da parte delle piccole imprese, ma le banche tirano il freno. E le stime sulla loro destinazione diventa meno «gaia»: secondo Confesercenti in un solo anno sono stati sottratti ai «regali» 700 milioni, mentre sono aumentati di oltre 600 i milioni utilizzati per pagare conti in sospeso e mutui. Quel che si può va infine a rimpiazzare risparmio perduto. Marcovaldo oggi non correrebbe per negozi. Andrebbe in banca.

    Sergio Bocconi – Corriere della Sera – 17 settembre 2013 

    Post Views: 159
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    SeguenteConti pubblici, priorità al taglio del debito. Il programma di riforma punta sulla riduzione del cuneo fiscale
    Precedente Corruzione nella costruzione della Tav, Lorenzetti (Pd), ex presidente Umbria, ai domiciliari
    pecore-elettriche

    Potrebbe interessarti anche

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Registro Italiano Sindrome Emolitico Uremica, nella seconda metà del 2024 crescono i casi rispetto all’anno precedente

    23 Febbraio 2025

    Alla sala Orus dell’ IzsVe, il 22 febbraio verrà eletta la nuova Segreteria regionale del SIVeMP Veneto

    6 Febbraio 2025
    Scrivi un commento
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Residui di farmaci veterinari negli alimenti: la non conformità rimane bassa nel 2023

    5 Marzo 2025

    Fuga medici all’estero. “In Italia non solo stipendi più bassi, ma anche pressione fiscale eccessiva”

    5 Marzo 2025

    Aviaria ad alta patogenicità, il Ministero istituisce la zona di attenzione fino al 15 marzo

    5 Marzo 2025

    Antibiotici, in Italia aumentano consumi e uso improprio. Il report Aifa

    5 Marzo 2025

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Il SIVeMP (Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica) propone per i propri iscritti: la tutela sindacale sul piano morale, formativo, professionale, giuridico ed economico; la promozione e l’aggiornamento scientifico, tecnico, organizzativo e gestionale; la consulenza in materia di tutela assistenziale, previdenziale e pensionistica integrativa.

    Chi Siamo
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
    • Contatti
    Contatti - SONIA LAVAGNOLI
    • segretariofvmveneto@sivempveneto.it
    • certificata@pec.sivempveneto.it
    • +39 339 2538475
    • Via Danilo Preto, 1B - 37133 Verona (VR)
    Facebook
    X (Twitter)
    RSS
    © 2026 Sivemp Veneto - CF 97611610581
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.