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L’assalto alle cattedre dei prof del Sud e il Nord protesta: “Ci tolgono il posto”. Rabbia da Firenze a Torino

In migliaia migrano nelle zone con più richiesta di insegnanti. Rabbia da Firenze a Torino: “Sempre scavalcati, ora basta”. Supplenti delle scuole del Nord sul piede di guerra: dicono no all’invasione dei colleghi del Sud nelle loro graduatorie per le immissioni in ruolo e per le lunghe supplenze.

E lanciano su Facebook il profilo “Ora basta!!!” che ha già migliaia di adesioni. Lo scorso aprile, le graduatorie ad esaurimento – utilizzate per reclutare metà degli immessi in ruolo e i supplenti annuali – delle regioni padane sono state letteralmente invase da precari del Sud in cerca di una cattedra fissa. L’esodo ha determinato lo scavalcamento di migliaia di colleghi del luogo che a settembre rimarranno senza assunzione né supplenza. Una situazione che sta scatenando una vera e propria guerra tra poveri Nord-Sud in cui si intrecciano mille drammi umani.

Domenica Tusa, 47 anni, dopo una quindicina d’anni da supplente di scuola elementare in provincia di Palermo, lo scorso aprile ha deciso di trasferirsi in provincia di Firenze. Lascerà il marito a Palermo “per chissà quanti anni”, sradicando “la figlia diciassettenne dal suo ambiente”. Storie di precarietà che combaciano con quelle degli insegnanti settentrionali. Ilaria Tovani, prima della migrazione di massa, era in buona posizione nella lista della scuola dell’infanzia della provincia di Lucca. «La nostra provincia – spiega l’insegnante – è stata la più colpita d’Italia: la collega che si trovava al primo posto è scivolata al 155°. Così vediamo sfumare l’immissione in ruolo e anche la possibilità di ottenere le supplenze, rischiando a settembre la disoccupazione».

I numeri chiariscono bene la situazione. Il 53 per cento delle oltre 28mila cattedre messe a disposizione dal ministero per le assunzioni di quest’anno andranno a scuole del Nord. Ma il grosso sarà appannaggio di docenti meridionali trasferitisi di recente. Nella lista della primaria di Firenze e provincia, le prime 55 posizioni (quelle utili per le immissioni in ruolo di quest’anno) sono occupate da altrettante new entry: 16 siciliani, 33 campani e 2 calabresi. Due aspiranti maestre di ruolo sono nate all’estero e altre due, le più “settentrionali” di tutte, sono originarie di Frosinone. Stesso discorso in provincia di Prato e in provincia di Lucca, ma per la scuola dell’infanzia: quasi tutti i posti andranno a docenti meridionali. Le graduatorie dei grossi centri sono state prese d’assalto dai siciliani in fuga dalla regione con la disoccupazione più alta d’Italia. In provincia di Milano saranno 245 le assunzioni a titolo definitivo per la scuola primaria. Nelle prime posizioni troviamo ben 241 trasferiti da altre province: 116 siciliani, 54 campani, 21 pugliesi e 18 calabresi. In totale, 209 meridionali, il 93 per cento. Anche la provincia di Torino è terra di conquista per i siciliani. A determinare la fuga al Nord dei precari meridionali i tagli della Gelmini, che hanno colpito soprattutto le regioni del Sud, e il calo della popolazione scolastica nel meridione che hanno ridotto le opportunità per tutti. Così, in aprile, scatta l’esodo verso il settentrione e le graduatorie delle province meridionali si svuotano. Nella scuola primaria si registra un meno 21 per cento di iscritti a Palermo, un meno 23 a Napoli e 12 per cento in meno di aspiranti in provincia di Bari e Reggio Calabria. Di contro, sempre alla primaria, a Firenze la graduatoria si è allungata del 26 per cento, a Milano del 15 e a Prato addirittura del 57. Ma il record spetta alla graduatoria di scuola dell’infanzia di Lucca – da dove è partita la protesta – che, nel giro di un anno, ha visto crescere gli iscritti del 181 per cento. Ma il balzo da guinness dei primati è di Rosaria Mallardo. Nel 2013, si trovava al 1.622° posto della graduatoria ad esaurimento della scuola primaria in provincia di Napoli. Spostandosi a Prato si ritrova adesso al 18° posto. Un balzo di 1.604 posti. Da record.

Repubblica – 11 agosto 2014 

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