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Latte-contaminato, quintali prodotto da buttare. Allevatori friulani nei guai

Inchiesta Cospalat, sospensione del centro di raccolta. Il liquido con le aflatossine non è finito nel Montasio

UDINE – Quintali di latte a rischio. Il decreto di temporanea sospensione del riconoscimento quale centro di raccolta del Cospalat Friuli Venezia Giulia, al centro della bufera giudiziaria sulla contaminazione da aflatossine, bloccherà i camion del consorzio e i produttori rischiano di dover buttare via tutto il latte, anche se in regola.

«Di fatto il provvedimento andrà a colpire esclusivamente i produttori che già da stasera (ieri, ndr) non vedranno passare i camion per il ritiro del latte. Fino a che non si risolverà la cosa il latte, che è sicuramente genuino, dovrà essere eliminato», commenta l’avvocato del consorzio, Luca Francescon, sollevando quella che definisce una «anomalia» del decreto. «L’atto amministrativo è stato emesso dalla Regione in autotutela. Su richiesta formulata dai carabinieri del Nas con un numero di rubrica del 2012. Non si capisce in autotutela di cosa, su una richiesta datata 2012. È un mistero». L’imperativo del consorzio è fare in fretta. «I tempi della giustizia non sono compatibili. Abbiamo deciso di nominare un altro laboratorio chimico di fama nazionale che verificherà la bontà del nostro latte».

Nessun provvedimento di sequestro penale è stato emesso a seguito dell’inchiesta, che nel frattempo prosegue con l’analisi della documentazione acquisita nel corso delle 86 perquisizioni effettuate in tutta Italia. Tra i documenti di maggior interesse per gli inquirenti ci sono le analisi di laboratorio conservate alla Microlab di Amaro, comprese quelle dei campioni di latte che sforavano il tetto di aflatossina. Il latte con valori fuori norma non è mai finito nei caseifici produttori di Montasio, che «è e rimane una grande eccellenza del territorio», come ha specificato già venerdì il direttore Loris Pevere. Ai caseifici sarebbe stato portato solo latte proveniente da stalle non certificate, peraltro per «la produzione di sole 48 forme del 2012».

Intanto i parlamentari del Friuli Venezia Giulia promuovono interrogazioni al Governo. «Chiarisca subito dove è stato venduto il latte tossico», ha chiesto il deputato del Movimento 5 Stelle Walter Rizzetto. «Siano effettuati gli accertamenti più opportuni e quanto prima», il senatore Pd Francesco Russo si rivolge al ministro dell’agricoltura, Nunzia De Girolamo.

Gazzettino – 23 giugno 2013 

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