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Latte d’asina per “fortificare” i bimbi prematuri. L’esperimento con 150 neonati portato avanti dalla Città della salute: “E’ più simile al latte materno”

Centocinquanta bimbi piemontesi nati prematuri saranno alimentati con un latte nuovo: materno in parte, ma con l’aggiunta di un “fortificatore” brevettato con latte d’asina.

“Sono piccoli fragilissimi, molto più soggetti a malattie gravi. Siamo convinti che si rivelerà migliore dal punto di vista nutrizionale e questo può fare la differenza per la qualità della vita futura dei piccoli”, spiega Enrico Bertino, direttore della neonatologia universitaria della Città della Salute. La sfida dei medici torinesi è lanciata: fra un anno, a ricerca conclusa, si saprà se l’intuizione era corretta. “E una volta testato tutto il mondo potrà beneficiarne”.

Un rimedio antico, in realtà, il latte d’asino era considerato una cura preziosa e la vera difficoltà era averne abbastanza. “Per i bimbi prematuri il latte materno non è sufficiente, dev’essere potenziato con vitamine, proteine e sali minerali, il latte d’asina le ha, è il più simile a quello materno e ha molte più probabilità di non causare allergie”, dice ancora il neonatologo. La scommessa è possibile grazie ad un finanziamento della Compagnia di San Paolo che ha stanziato 250 mila euro in due anni per una ricerca che coinvolge anche il Cnr e l’associazione Piccoli Passi di Claudio Fabris. Sono 400 i bimbi che nascono prematuri in Piemonte, 5 mila in tutta Italia.

Repubblica – 10 settembre 2014 

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