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Lavoratori interinali come dipendenti. Via libera al decreto anti-evasione

Retromarcia del governo sulla riduzione delle tasse: il Consiglio dei ministri di ieri, durante una riunione-fiume durata ben cinque ore, ha deciso di eliminare dal testo il fondo nel quale sarebbero confluiti i proventi della lotta all’evasione e che avrebbe potuto consentire una riduzione delle tasse dal 2014.

Lo stesso presidente del Consiglio Monti aveva dichiarato che le risorse della lotta all’evasione sarebbero stata indirizzate ai contribuenti onesti e il testo entrato ieri in Consiglio dei ministri conteneva la previsione del fondo. La motivazione, emersa in una lunga discussione che si è svolta ieri durante la riunione di governo, è che “promettere” fin da oggi una diminuzione delle tasse sarebbe “prematuro” date le condizioni della finanza pubblica e l’obiettivo del pareggio di bilancio.

Sciolto invece il nodo dell’Imu-Ici sugli immobili della Chiesa: nel pomeriggio di ieri infatti è stato depositato l’emendamento del governo al Senato, dove si sta esaminando il decreto liberalizzazioni. Si pagheranno le tasse sui locali di tutti gli enti commerciali, a partire proprio dalla Chiesa cattolica, quando l’attività non commerciale non è esclusiva. Via libera alle altre misure, dal ritorno dell’elenco clienti-fornitori alle “black list” dei commercianti che non emettono scontrini, dalla cancellazione dei mini-debiti ai nuovi controlli in incognito nelle sale dai giochi. A sorpresa esce dal Consiglio dei ministri anche un provvedimento in base al quale i lavoratori interinali

saranno equiparati ai loro colleghi “dipendenti” all’interno della stessa impresa nella quale prestano il lavoro. L’importante innovazione modifica la legge Biagi sul lavoro interinale: vengono regolamentati orario di lavoro, straordinario, le pause e ferie.

Tracciabilità. Più tempo per la tracciabilità. Slitta dal 7 marzo al primo maggio 2012 l’entrata in vigore della norma sulla tracciabilità di stipendi e pensioni oltre i mille euro. Lo prevede l’articolo 3 del decreto legge sulle semplificazioni fiscali entrata in Consiglio dei ministri. La norma prevede che il pagamento di stipendi e pensioni di importo superiore a mille euro sia effettuata tramite strumenti di pagamento elettronico bancari o postali e costringerà quindi i pensionati ad aprire un conto corrente bancario o postale. Tra le altre novità del decreto fiscale, sempre in tema di proroghe, è prevista lo slittamento al 16 maggio prossimo – peraltro già annunciato da una nota del ministero dell’Economia – per il pagamento della tassa sull’anonimato per chi ha aderito allo scudo fiscale degli anni passati.

Imu. Il decreto fiscale modifica l’Imu a cominciare dall’esenzione per le case all’estero se è inferiore a 200 euro. L’altro chiarimento riguarda lo sconto forfettario di 200 euro per ogni nucleo familiare: sembra confermata la norma secondo cui lo sconto può essere utilizzato per un’unica abitazione. Nel menù anche una proroga dei termini per i Comuni, che saranno in ritardo, per l’approvazione dei propri bilanci al 30 giugno (oggi è il limite è fissato al 31 marzo). Di conseguenza il 16 giugno, data in cui debutterà l’Imu sulla prima casa al 4 per mille e al 7,6 per le seconde case, si pagherà l’acconto del 50 per cento sull’aliquota-base. I Comuni tuttavia avranno tempo fino al 30 giugno per aumentare o diminuire dello 0,2 (prima casa ) e 0,3 (seconda casa) le aliquote Imu e il 16 dicembre, al conguaglio, si applicheranno le nuove aliquote.

Onlus. Occhi puntati sul Terzo settore, nel quale confluiscono molti movimenti cooperativi, cattolici ed ecologisti. Con le norme approvate ieri durante la lunga riunione del consiglio dei ministri sarà possibile all’Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza di mettere in atto blitz anche nei locali delle società Onlus. Per contrastare l’evasione dell’Iva potranno essere fatte ispezioni anche nei centri di queste organizzazione dove si svolgono attività commerciali o di servizio. Sempre in relazione al Terzo settore e alle organizzazioni di volontariato si concede ancora una possibilità a coloro che hanno ritardato la registrazione nelle apposite liste del contributo del 5 per mille: anche se scade il termine saranno inclusi nella lista, per accedere ai contributi, i contribuenti che hanno tutti i requisiti.

Studi di settore. Sotto torchio chi manipola gli studi di settore. Commercianti e altri contribuenti soggetti agli studi di settore dovranno compilare con grande correttezza i questionari e i moduli richiesti per costruire le previsioni di reddito delle varie categorie. Infatti chi falsifica le risposte o si sottrae al questionario non solo subirà una sanzione pecuniaria, già prevista dalla legge, ma finirà in maniera automatica anche nelle liste selettive da cui gli 007 del fisco e la Guardia di Finanza selezionano i soggetti su cui dare la priorità nei controlli sui redditi. Il motivo della misura è che spesso molti esercenti sono perfettamente in regola con gli scontrini e con le fatture emesse ma poi riescono a gonfiare spese e detrazioni grazie alla manipolazione elusiva degli studi di settore.

Riscossione. Una serie di misure ridurranno la morsa di Equitalia e delle pratiche di riscossione delle tasse sui contribuenti. Non ci sarà nessuna iscrizione a ruolo per i debiti nei confronti dell’amministrazione finanziaria inferiori ai 30 euro. Prevista anche l’opzione, vista la crisi economica, della rateizzazione dei debiti con il fisco: per quest’ultima si potrà optare, invece di rate costanti, per rate variabili di importo crescente. Arriva anche un limite al pignoramento degli stipendi: si potrà arrivare al massimo ad un decimo per importi fino a 2.000 euro e a un settimo per importi da 2.000 a 5.000 euro. L’altra novità riguarda i beni strumentali alla produzione delle aziende: questi beni, una volta pignorati, resteranno
affidati in custodia ai titolari dell’azienda debitrice.

Gettito evasione. Salta il fondo, inizialmente previsto nella bozza, che si sarebbe dovuto alimentare con i proventi della lotta all’evasione, da destinare, a partire dal 2014, alla riduzione dell’Irpef per i redditi bassi, soprattutto attraverso l’aumento delle detrazioni per i familiari a carico. La misura è stata considerata prematura e Monti ha preferito rinviarla in assenza di qualsiasi certezza sul quanto e sul quando. Inizialmente il governo aveva addirittura previsto che il fondo si sarebbe potuto destinare anche ad una operazione di riduzione delle tasse una tantum o limitata ad un anno. Il numero dei possibili beneficiari sarebbe stato pari a 3,4 milioni di contribuenti se ci si fosse fermati a 15.000 euro di reddito, a 5,9 milioni se si fosse saliti a 20.000 euro. Il vero nodo restava però il maggior gettito che si sarebbe riusciti a recuperare.

Liste “nere”. Arrivano tempi duri per i furbetti dello scontrino. Chi ripetutamente viene segnalato per non aver emesso ricevuta o scontrino fiscale finirà in una sorta di black list su cui l’Agenzia delle entrate e la Guardia di Finanza potranno concentrare i propri controlli. E’ quanto prevede una norma del pacchetto antievasione contenuta nel provvedimento semplificazioni fiscali. “L’Agenzia delle entrate elabora – si legge nella bozza entrata in consiglio dei ministri – nell’ambito della propria attività di pianificazione degli accertamenti, liste selettive di contribuenti, i quali siano stati ripetutamente segnalati in forma non anonima all’Agenzia stessa o al corpo della Guardia di finanza in ordine alla violazione dell’obbligo di emissione della ricevuta fiscale o dello scontrino fiscale, ovvero del documento certificativo dei corrispettivi”.

Fiamme Gialle.
Maggiori poteri alla Guardia di Finanza che nelle ultime settimane si è messa in luce per una serie di formidabili blitz anti-evasione e contro le frodi carosello, ovvero le triangolazioni internazionali messe in campo per non pagare l’Iva intracomunitaria. Il decreto esaminato dal consiglio dei ministri prevede infatti il potenziamento degli strumenti istruttori della Guardia di Finanza in materia di indagini finanziarie. Le Fiamme Gialle avranno inoltre maggiori poteri in materia di controlli sulle infrazioni alle norme sulla limitazione all’uso del contante. Novità anche per l’Agenzia delle entrate: verrà ridotto il numero dei dirigenti dell’Agenzia in rapporto di 1 a 40 per aumentare il numero del personale destinato alle operazioni dirette. In particolare verrà aumentato il numero di quadri destinati all’analisi delle informazioni tributarie. 

Tasse locali. Ci sarà qualche tassa in più da subito. Il decreto prevede lo sblocco di una serie di imposte comunali e regionali stoppate nel 2008. Da allora sono stati consentiti gli aumenti per le addizionali Irpef, ma ancora restavano ferme una serie tasse locali. Ora le amministrazioni avranno il semaforo verde agli aumenti: si tratta delle imposte su affissioni, pubblicità e occupazione suolo pubblico dei Comuni; Irap, accisa sui carburanti e imposta di consumo sul gas metano per le Regioni. Le Province potranno diminuire l’imposta sui passaggi di proprietà automobilistici. Inoltre dal 2013, con l’entrata in vigore della nuova Tares, la tassa sui rifiuti e servizi, cambierà il calcolo: non si pagherà più in base alla dichiarazione del contribuente, ma sarà l’Agenzia del territorio a fissare l’imponibile (sulla base dell’80% della superficie catastale).

Clienti-fornitori.
Va in pensione lo “spesometro” per gli acquisti oltre tremila euro ai fini Iva, mentre torna l’elenco clienti-fornitori. “L’obbligo di comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva per le quali è previsto l’obbligo di emissione della fattura – si legge nel testo – è assolto con la trasmissione, per ciascun cliente e fornitore, dell’importo di tutte le operazioni attive e passive effettuate”. Per le operazioni senza obbligo di fattura “la comunicazione telematica deve essere effettuata qualora le operazioni stesse siano d’importo non inferiore a 3.600 euro, comprensivo dell’Iva”. L’elenco clienti-fornitori, cancellato dal governo Berlusconi, prevede che tutte le aziende e i professionisti debbano comunicare all’Agenzia delle Entrate le fatture emesse o pagate. Il meccanismo, che sembrerebbe accettato anche dalle categorie interessate, sostituisce lo “spesometro” che pesava sui consumatori finali. 

Fuga di capitali. Giro di vite sulle sanzioni per le esportazione illegale di capitali all’estero che sono notevolmente aumentate negli ultimi mesi. La bozza del provvedimento sulle semplificazioni in materia fiscale e contro l’evasione esaminata dal consiglio dei ministri prevede che in caso di violazione della normativa valutaria la sanzione passa dal 5 per cento al 30 per cento. Se si trasferisce denaro in eccedenza rispetto alla soglia prevista dalle norme, la sanzione sale dal 20 per cento al 40 per cento; se l’eccedenza è superiore a 10 mila euro, si va dal 5 per cento al 20 per cento se è inferiore a 10 mila euro. Multe più salate anche per le sanzioni in materia di infrazioni alla disciplina delle accise. Le sanzioni da 258 a 1.549 euro vengono innalzate a “da 3 mila a 30 mila euro”.

Interinali. I lavoratori interinali saranno equiparati ai loro colleghi “dipendenti” all’interno della stessa impresa nella quale prestano il lavoro. Lo prevede un decreto legislativo approvato sempre ieri dal Consiglio dei ministri per favorire l’inserimento e il reinserimento delle persone in cerca di prima occupazione. Il provvedimento modifica le disposizioni della legge Biagi sul lavoro interinale. In particolare, viene ribadito il principio che per tutta la durata della missione i lavoratori dipendenti dell’agenzia hanno diritto a condizioni di base di lavoro e di occupazione che non possono essere complessivamente inferiori a quelle dei dipendenti di pari livello dell’impresa in cui si presta lavoro, a parità di mansioni svolte. Viene regolamentato anche l’orario di lavoro, lo straordinario, le pause, i periodi di riposo, il lavoro notturno, le ferie e i giorni festivi.

repubblica.it – 25 febbrario 2012

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