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Lavoro. Sul tavolo della riforma irrompe il pubblico impiego. Tra precariato, accesso per concorso, blocchi contratti e turn over

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Il convitato di pietra del pubblico impiego entra di fatto nel confronto sulla riforma del mercato del lavoro. Finora nessuno aveva evocato il tema, anche se i sindacati una riflessione sui possibili impatti della riforma su 3,5 milioni di statali l’hanno avviata da tempo. Ieri a chiarire che la revisione delle forme contrattuali riguarderà sia il lavoro privato, sia quello pubblico è stata Elsa Fornero. E la questione che si apre, in prospettiva, è tutt’altro che semplice se si pensa solo al delicatissimo nodo del precariato nella Pa, dove sopravvivono per esempio i co.co.co. (nonostante la riforma introdotta con la legge 30 e il decreto legislativo 276 del 2003). Oggi i contratti flessibili nel settore pubblico superano ampiamente le 400mila unità

Circa 230mila nelle amministrazioni centrali e territoriali (contando oltre alle collaborazioni anche gli interinali, i contratti a termine e le consulenze) e oltre 200mila nella scuola.

E il tema del precariato, per la Pa, si incrocia da sempre con quello dell’accesso al lavo ro standard che, tranne alcune riserve di legge, non può che avvenire per concorso (articolo 97 della Costituzione).

La trasposizione nel pubblico di norme contrattuali tipiche del privato non è mai stata automatica, anche perché in ogni occasione si sono sempre dovuti tenere d’occhio i vincoli di finanza pubblica Ora però la questione è aperta e si tratterà di capire quale posizione assumerà il ministro della Pa e della Semplificazione, Filippo Patroni Griffi. Un tavolo con Elsa Fornero è stato aperto dopo il varo della riforma pensionistica di dicembre (Dl 201/2011) per capire in che modo i nuovi requisiti impattano su un comparto caratterizzato dal parziale blocco del turn over e dallo stop al rinnovo dei contratti fino al termine del 2014. Il ministro ha aperto un confronto con i sindacati per tentare un’applicazione estensiva e unitaria del modello contrattuale a tutta la Pa e per rilanciare la contrattazione di secondo livello. Temi che si intrecciano con le prossime scadenze sulle riduzioni degli organici previste dalle ultime manovre, la spending review (articolo 1 del Dl 138/2001), la stretta sulle province e l’unificazione delle funzioni essenziali nei comuni minori; tutti cantieri che in prospettiva potrebbero determinare esuberi sui vecchi organici.

Il Sole 24 Ore – 16 febbraio 2012

Riforma lavoro, via al negoziato. Fornero: articolo 18 per ultimo. Stretta uso scorretto contratti flessibili

Si è chiuso l’incontro a Palazzo Chigi tra Governo, sindacati e associazioni degli imprenditori. Il ministro Fornero ha chiesto alle parti di rivedersi lunedì 20 febbraio presso la sede del ministero del Lavoro. L’ordine del giorno saranno le revisioni sugli ammortizzatori sociali. Nessun prendere o lasciare da parte del Governo nella procedura di riforma del mercato del lavoro. In arrivo sanzioni e controlli per colpire l’uso non corretto di forme contrattuali flessibili. Il tema della “flessibilità in uscita” è all’ordine del giorno. Il ministro del welfare, parlando alle parti sociali ha proposto di affrontare l’articolo 18 come “ultimo punto” da approfondire, viste le divergenze sull’argomento. Ma è chiaro a tutti che il negoziato “vero” è partito oggi.

Ma la leader della Cgil, Susanna Camusso, ha affermato che per il sindacato non esiste il tema dell’art 18. Il governo e le parti sociali «dovranno mostrare ragionevolezza. Dovranno essere all’altezza della situazione, dovranno trovare soluzioni invece di fare storie», dice il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni al termine dell’incontro a Palazzo Chigi. Bonanni ha confermato che la discussione sulla «flessibilità dal lavoro in uscita» verrà affrontato come ultima questione. «Vogliamo discutere di flessibilità in uscita alla fine – ha detto in conferenza stampa – siamo interessati a una riforma vera. Non vogliamo inquinare la discussione. Per questo ci dovrà essere ragionevolezza da parte delle imprese, del governo e dei sindacati. Spero saremo all’altezza della situazione».

Comunque il ministro del Lavoro ha inoltre spiegato che i criteri fondamentali del governo per le ridefinizione dei contratti sono: “La preservazione della flessibilità e l’eliminazione degli abusi, cioè contrastare l’uso improprio”. Elsa Fornero ha detto che non ci sarà «nessun aut aut» del Governo sulla riforma del mercato del lavoro ma anche che deve essere chiaro che il tema del riordino dei contratti e delle flessibilità in entrata è subordinato a quello delle flessibilità in uscita. Il ministro del Lavoro poi ha chiesto alle parti sociali di rivedersi lunedì prossimo al ministero di via Veneto per affrontare il capitolo ammortizzatori sociali e fare il punto sugli argomenti al centro della riforma del mercato del lavoro toccati oggi al tavolo a Palazzo Chigi.

Il Governo sarà «severissimo» e non avrà «nessuna tolleranza sull’uso improprio del contratto di apprendistato da parte delle imprese. Soddisfatti i sindacati su questo punto. «C’è la conferma» da parte del governo di lavorare sull’apprendistato perchè diventi il «canale principale per dare occupazione ai giovani». Questo «è un passo importante. Ci soddisfa, è motivo di conforto». Così il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, al termine del tavolo con il governo sulla riforma del mercato del lavoro: «Finisce la letteratura deviata», aggiunge. «Si avvia un negoziato che parte con il piede giusto», dice Susanna Camusso, parlando in conferenza stampa a palazzo Chigi. Si sta lavorando per dare risposte «’ai giovani del nostro Paese per il loro ingresso nel mondo del lavoro», continua Camusso.

15 febbraio 2012

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