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Regione Lazio: vitalizi a pioggia e pensione a 50 anni

Blitz nella notte: Commissione bilancio approva testo che prevede anche indicizzazione annuale degli stipendi di consiglieri e assessori su variazione costo della vita

ROMA – In Regione i tagli ai vitalizi alla fine vengono rinviati al 2015 «con una legge ad hoc» e gli assessori esterni ottengono un bel regalo di Natale: sono equiparati ai consiglieri eletti. A tutti spetta il vitalizio che scatta a 50 anni, senza l’aggravio di trattenute annunciato nelle scorse settimane, e solo dalla prossima legislatura a 60 anni.

Ma gli stipendi di consiglieri e assessori, in barba a quello che avviene per i pensionati con più di 1.400 euro al mese, «sono indicizzati annualmente sulla base della variazione del costo della vita accertato dall’Istat». Sono le modifiche più significative al testo presentato dalla Giunta Polverini e approvato nella notte tra giovedì e venerdì da Pdl, Udc, Lista Polverini e Lista Storace nella Commissione Bilancio del Consiglio regionale: l’emendamento, proposto da Franco Fiorito (Pdl), ha incassato il parere favorevole anche dell’assessore al Bilancio, Stefano Cetica, uno dei 14 assessori esterni della giunta Polverini a percepire il vitalizio.

Da lunedì sarà il Consiglio regionale che dovrà esaminare e votare la norma nell’ambito del Bilancio 2012, ma l’opposizione annuncia battaglia: «L’emendamento presentato di notte dal centrodestra è una inaccettabile forzatura nei confronti della quale i membri della Commissione Bilancio di tutte le forze dell’opposizione hanno espresso voto contrario in modo compatto», dicono in una nota congiunta Esterino Montino (Pd), Luigi Nieri (Sel), Vincenzo Maruccio (Idv), Angelo Bonelli (Verdi), Giuseppe Rossodivita (Radicali), Ivano Peduzzi (Fds), Giuseppe Celli (Lista civica Bonino), Luciano Romanzi (Psi).

Dal centrosinistra fanno anche notare che nel testo sui vitalizi «sono spariti dall’articolo 11 gli aggravi sulle trattenute della retribuzione, fissate dalla giunta al 32% contro il vecchio 27%, e all’8% contro l’1% per il Tfr». «La risposta ai costi della politica non si esaurisce soltanto con la giusta scelta di abrogare i vitalizi per le prossime legislature – sottolineano dall’opposizione – ma affrontando lo snellimento della riduzione delle Commissioni (oggi sono 20 ndr ), del numero degli assessori non eletti, riorganizzando il sistema societario che ancora è sovradimensionato e fissando un tetto per i compensi di dirigenti e manager della Regione».

La presidente della Regione, Renata Polverini, difende le modifiche al documento: «L’articolo sui vitalizi rimane nella sua forma identico a quello che è stato presentato dalla Giunta: il provvedimento è in linea con le indicazioni che ci eravamo dati in Conferenza delle Regioni e con il Parlamento. Se c’è qualche anomalia rispetto a questo si può intervenire. Abbiamo solo fatto una equiparazione sia rispetto al fatto che si arriverà a 60 anni, sia a quello che non ci saranno più i vitalizi, ma un regime previdenziale contributivo con l’innalzamento della percentuale di contribuzione pari a quella dei lavoratori dipendenti». Poi la presidente annuncia alle 4 di pomeriggio una marcia indietro sull’indicizzazione degli stipendi di consiglieri e assessori: «Credo ci sia stata una dimenticanza, sono stata informata. Siccome ci sono le pensioni bloccate per due anni, altrettanto va fatto rispetto al Consiglio».

E infatti un’ora dopo lo stesso Fiorito rettifica: «È opportuno che venga immediatamente bloccata l’indicizzazione Istat. In questo senso, insieme ai colleghi di maggioranza, Brozzi, Carducci e Storace, abbiamo presentato un emendamento correttivo che elimina per tutta la legislatura l’adeguamento Istat. Comunque presenterò in Consiglio una proposta che permetta a ogni consigliere o assessore di poter decidere se rinunciare completamente al vitalizio: vedremo chi lo farà…». Critiche da Enrico Gasbarra (Pd): «È un regalo dorato ad personam pensato e approvato da una maggioranza a cui piace vivere facile, senza alcun rispetto per i cittadini». Replica Alfredo Pallone (Pdl): «Dopo aver lasciato 25 miliardi di debiti, il centrosinistra è capace di fare solo demagogia».

17 dicembre 2011 – corriere.it

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