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Le assunzioni e il picco del 2015. Più della metà grazie agli sgravi. Veneto Lavoro: 36 mila posti aggiuntivi, il saldo resta positivo fino a marzo

«Il fatto che nel 2015 si siano contati 36.600 posti di lavoro dipendente in più, in gran parte proprio grazie ai contratti a tempo indeterminato, è un segnale incoraggiante e dimostra che l’emorragia occupazionale sembra essersi finalmente arrestata. Questo, però, non deve farci abbassare la guardia».

A parlare in questo modo è l’assessore alle politiche dell’occupazione del Veneto, Elena Donazzan, commentando i dati definitivi dell’agenzia regionale Veneto Lavoro sul 2015. Un anno contraddistinto dal grande utilizzo dell’esonero contributivo previsto dalla Legge di stabilità, ossia lo sconto sui versamenti Inps fino a 8.060 euro l’anno per il triennio successivo, a vantaggio dei nuovi assunti in pianta stabile, provenienti sia dalla platea dei disoccupati sia da personale con contratti a termine.

Su un totale di quasi 212 mila assunzioni e trasformazioni, rileva Veneto Lavoro, il beneficio fiscale è stato utilizzato in oltre 117 mila casi, più della metà. Oltre 72 mila di queste assunzioni hanno riguardato persone che avevano svolto precedenti contratti con la stessa azienda o che ne erano già dipendenti ma con rapporti a tempo determinato. Un’analisi del loro profilo medio rivela che si è trattato in prevalenza di cittadini italiani, con titolo di studio superiore alla media ed impiegati soprattutto in imprese dei settori del commercio e del metalmeccanico.

«Si tratta ora – prosegue Donazzan – di mettere le nostre imprese nelle condizioni di poter continuare a investire sul capitale umano, come hanno coraggiosamente dimostrato di poter fare nell’ultimo anno. E’ ancora presto per dire se gli effetti dell’esonero contributivo potranno durare nel lungo periodo. L’ipotesi più plausibile è che si siano rivelati utili per dare nuovo slancio all’occupazione. Le conseguenze positive potranno essere avvertite anche nei prossimi anni, ma da soli gli sconti Inps non bastano ed è necessario trovare un giusto equilibrio tra politiche passive e politiche attive del lavoro».

L’anno scorso, in Veneto, le assunzioni con contratti di lavoro dipendente sono state complessivamente 754.500 (+12% rispetto al 2014), a fronte di 717.800 cessazioni. Quelle a tempo indeterminato rappresentano il 19% del totale (146.600, escluse le trasformazioni), con una crescita dell’81% rispetto all’anno precedente e un saldo annuo di 63.200 posizioni di lavoro in più.

Per quanto riguarda il primo trimestre di quest’anno, come del resto ci si attendeva, Veneto Lavoro rileva una contrazione del saldo occupazionale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (40.400 contro 45.600), collegato alla diminuzione delle assunzioni del 12,7% per la sensibile riduzione dei benefici contributivi in vigore l’anno prima. Tuttavia, viene evidenziato, il saldo tendenziale a fine marzo 2016 risulta ancora positivo e pari a 33.800 posizioni di lavoro.

La crescita recente ha consentito il recupero dei livelli occupazionali persi nella seconda fase recessiva (2011-2014) ma, rispetto al 2008, la perdita occupazionale risulta ancora importante, mancando ancora 42.000 posizioni di lavoro per tornare ai livelli precedenti alla crisi.

Gianni Favero – Il Corriere del Veneto – 9 giugno 2016

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