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Casse dicono no allo scippo. Braccio di ferro col Governo

Braccio di ferro fra le casse di previdenza dei professionisti e il governo sulla spending review. Quest’ultima (legge 7 agosto 2012 n. 135), infatti, impone agli enti autonomi di versare allo Stato entro il 30 settembre il 5% dei loro risparmi sui consumi intermedi (percentuale che salirà al 10% dal 2013).

E sin dalla sua approvazione è risultata assai indigesta ai vertici degli istituti pensionistici che ormai da qualche anno si vedono ricomprendere (per via del loro inserimento nell’elenco Istat delle pubbliche amministrazioni) nelle misure di contenimento della spesa per gli enti pubblici. Pur non percependo alcun contributo dallo stato.

Così, i presidenti delle Casse aderenti all’Adepp (l’associazione degli enti di previdenza privati e privatizzati) hanno deciso di impugnare davanti ala magistratura le circolari ministeriali recentemente emanate ritenendo che non abbiano adeguate coperture di legge, laddove si prevede il versamento verso le casse dello Stato anche dalla parte di Enti privatizzati.

Enti che registrano entrate esclusivamente da versamenti contributivi. Con questo atto l’Assemblea dell’Adepp, riunitasi ieri pomeriggio, ha voluto ribadire «la totale contrarietà alla spending review essendo questa in netto contrasto con altre norme approvate precedentemente, a partire dalle leggi di privatizzazione.

Il provvedimento è incongruente e inapplicabile poiché non solo prevede il versamento di somme che andrebbero ad intaccare i montanti contributivi, sottraendo risorse destinabili solo agli iscritti e ai servizi a loro diretti, ma lede l’autonomia gestionale, organizzativa e contabile delle Casse».

Il documento diffuso ieri dall’Adepp guidata da Andrea Camporese riafferma che «gli Enti sono attenti ai processi di risparmio, in atto da tempo, e consapevoli che la sfida della sostenibilità a 50 anni richiesta dal Governo si possa vincere anche attraverso nuovi percorsi virtuosi».

Con la spending, lamentano gli enti, «in realtà si va in direzione opposta sottraendo risorse che creano una evidente disparità di trattamento, alla quale si aggiunge l’annosa questione della doppia tassazione». Intanto mentre in molti stanno ancora facendo i calcoli su quanto si dovrebbe versare allo stato, Cassa notariato ha già annunciato che accantonerà in apposito fondo interno i risparmi ma che da lì non usciranno

ItaliaOggi – 27 settembre 2012

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