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Le pagelle dei direttori generali delle Ulss. L’appello unitario di Cgil, Cisl e Uil per la riforma. Intanto in Consiglio è guerriglia nelle commissioni

Tutti promossi. Ma non tutti sono andati benissimo. Anzi: qualcuno è stato sonoramente bacchettato dai suoi sindaci. Stiamo parlando dei direttori generali delle Usl, delle Aziende ospedaliere e dello Iov, anno 2015, dunque prima che il governatore Luca Zaia procedesse con gli accorpamenti e i commissariamenti.

La giunta regionale ha approvato ieri le valutazioni riferite al raggiungimento degli obbiettivi, che spaziano al rispetto dei livelli essenziali di assistenza e dei vincoli di bilancio alla riduzione delle liste d’attesa. Un giudizio composito, che attiene per il 75% alla giunta, per il 5% alla commissione Sanità e per il restante 20% alle conferenza dei sindaci. Ebbene nella top-three troviamo il dg di Venezia Giuseppe Dal Ben, il commissario dello Iov (e segretario della Sanità) Domenico Mantoan e l’ex dg di Belluno Pietro Paolo Faronato. In coda, invece l’ex dg di Vicenza Ermanno Angonese, quello di Legnago Massimo Piccoli e, in ultima posizione, l’ex dg di Padova Urbano Brazzale (tutti in ogni caso sopra la sufficienza, anche se nessuno di loro è stato confermato nell’ultima tornata di nomine). Tra i giudizi dei sindaci, che vedono molti dg premiati col massimo dei voti, spicca la bocciatura dell’ex dg di Bussolengo Alessandro Dall’Ora, che incassa appena 7/20. Un voto, spiegano in Regione, dovuto alle tensioni scaturite tra Usl e Comuni dopo la sospensione di alcuni screening oncologici. Neppure Dall’Ora è stato poi confermato a fine 2015. E ora toccherà alla commissione consiliare esprimersi. Nel frattempo, sempre in tema sanità, va sottolineato l’appello unitario di Cgil, Cisl e Uil affinché il consiglio proceda con l’approvazione della riforma sanitaria (i sindacati chiedono anche la convocazione degli Stati generali della sanità) mentre hanno finito per ripercuotersi sulle commissioni le tensioni scatenate martedì dalla decisione del presidente Roberto Ciambetti di ricorrere al «canguro», con le opposizioni che chiedono a gran voce, in virtù della lettura stringente del regolamento, l’invalidazione di tutte le commissioni svoltesi ieri a cui si sono rifiutate di prendere parte.

Ma.Bo. – Il Corriere del Veneto – 22 settembre 2016

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