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Le prime scadenze per il neo ministro Balduzzi: dal Patto per la Salute ai nuovi Lea

1a1a24_balduzziForte di un generale apprezzamento (Regioni, sindacati, professioni e politica), il neo ministro alla Salute avrà tuttavia ben poco tempo per godersi la nomina. Sul suo tavolo scadenze drammatiche con una sanità a rischio sostenibilit. Al neo ministro della Salute Renato Balduzzi si prospetta un’agenda di lavoro estremamente articolata. Prima di tutto la partita tutta da giocare con le Regioni per il Patto della Salute 2012, per il quale la manovra economica di luglio prevede una scadenza precisa: il 30 aprile del prossimo anno. Se entro quella data non ci sarà l’intesa sul nuovo Patto scatteranno infatti in automatico tutte le misure per il contenimento della spesa sanitaria previste dalla manovra.

Nuovi ticket, per i quali il ministero della Salute ha già preparato un dossier top secret per ridefinirne ambiti di applicazione e regime di esenzione.

Ma anche prezzi di riferimento per beni e servizi, tagli alla spesa farmaceutica ospedaliera e territoriale e tetto ai dispositivi medici.

Una partita difficile che Balduzzi giocherà con la supervisione dello stesso Mario Monti, in qualità di ministro ad interim dell’Economia, e che sarà decisiva per capire quale via prenderanno i rapporti tra Governo e Regioni mai stati così difficili come nel triennio del governo Berlusconi.

Al secondo posto figurano senza dubbio i nuovi Livelli essenziali di assistenza, attesi da quando il Governo Berlusconi cancellò quelli messi a punto dal ministro Livia Turco poche settimane prima della fine della legislatura. Un nuovo elenco richiesto a gran voce da molte associazioni dei pazienti ma anche dalle Regioni, per verificarne l’impatto in termini di sostenibilità economica. Nuovi Lea che non potranno non tener conto anche di quei nuovi bisogni di assistenza a cavallo tra sanità e sociale da sempre sottostimati a partire dalla non autosufficienza.

Al terzo posto c’è poi la sfida per dare un via definitivo al riassetto della medicina territoriale per il quale l’ex ministro Fazio aveva messo a punto un provvedimento, già discusso con i sindacati e al vaglio delle Regioni, per riformare l’art. 8 del dlgs 229 prevedendo H24, nuovo sistema di remunerazione per i medici e lavoro di equipe obbligatorio nelle strutture sanitarie extraospedaliere. Un contesto entro il quale dovrà trovare anche attuazione quella nuova farmacia dei servizi deliberata per legge ma mai attuata realmente sul territorio.

Ma Balduzzi avrà anche altre gatte da pelare. In Parlamento, dove giacciono diversi provvedimenti, dal governo clinico al testamento biologico fino al ddl “omnibus” del suo predecessore Fazio, per i quali bisognerà vedere quale sarà il possibile iter e soprattutto quali saranno le reali intenzioni del nuovo Esecutivo su tematiche (soprattutto governo clinico e testamento biologico) che fino ad oggi hanno diviso le forze politiche e gli addetti ai lavori.

Un impegno arduo, dicevamo, per il quale, il fino a oggi presidente dell’Agenas, potrà sfruttare tutta la sua esperienza della “macchina” ministeriale, essendo stato Capo ufficio legislativo alla Salute per diversi anni durante il dicastero Bindi. Anni caratterizzati soprattutto dal varo della riforma ter (Dlgs 529 del 1999), al quale lo stesso Balduzzi diede un contributo determinante presiedendo l’apposita Commissione ministeriale istituita per la messa a punto del provvedimento.

La notizia nella notizia, infine, è certamente quella del mantenimento dell’autonomia del ministero della Salute che, fino a pochi giorni fa, si dava per molto improbabile. Contro il suo accorpamento al Welfare si erano del resto schierati moltissimi osservatori e tutto il mondo della sanità. Una buona notizia per gli addetti e, consentitemelo, per i cittadini.

Cesare Fassari – quotidianosanita.it – 17 novembre 2011

Il ministero della Salute resta: Renato Balduzzi è il ministro

Il presidente del Consiglio Mario Monti ha comunicato poco fa la lista dei ministri del suo Governo che giureranno nel pomeriggio.

La Salute resta ministero e a dirigerlo è RenatoBalduzzi, attuale presidente Agenas. Balduzzi è stato Capo ufficio legislativo del ministro della Sanità con Rosy Bindi con la quale ha lavorato alla stesura della “riforma ter” (Dlgs 229) della sanità del 1999

Per Renato Balduzzi si tratta di «un incarico che accetto con grande senso di responsabilità. Voglio sottolineare come sia rilevante la decisione di mantenere l’autonomia del dicastero della Salute, che ha sempre dimostrato di poter esercitare un ruolo decisivo nel conservare e promuovere il diritto alla salute tra gli obiettivi prioritari dell’azione politica e legislativa.

Nella mia esperienza più recente quale presidente dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ente “terzo” tra il governo e le regioni, ho potuto verificare come sia fondamentale, per raggiungere l’obiettivo di migliorare il servizio sanitario nazionale, coniugare l’autonomia delle scelte regionali con la necessaria coerenza di sistema».

«Nel campo della sanità faremo una battaglia per una migliore qualità secondo le linee già presenti nella politica del nostro paese», ha aggiunto il neo-ministro uscendo dal Quirinale dopo il giuramento. «Sarà una battaglia contro gli sprechi – promette -. Una spesa minore non vuol dire sempre una migliore qualità».

Ecco il suo curriculum

Renato Balduzzi, attuale presidente dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari (Agenas), è nato a Voghera il 12 febbraio 1955, coniugato con tre figli, residente ad Alessandria.

Professore ordinario di diritto costituzionale nell’Università del Piemonte Orientale “A. Avogadro”, Facoltà di Giurisprudenza di Alessandria, dove insegna “Diritto costituzionale” e “Diritto costituzionale della salute e organizzazione sanitaria”.

Presso lo stesso Ateneo, è:

a) direttore del Centro di eccellenza interfacoltà per il management sanitario (CEIMS);

b) coordinatore del Dottorato di ricerca in “Autonomie locali, servizi pubblici e diritti di cittadinanza”.

Ha insegnato “Istituzioni di diritto pubblico”, “Diritto parlamentare”, “Dottrina generale dello Stato” e “Tecnica della normazione” nell’Università di Genova, Facoltà di Scienze politiche. Ha insegnato altresì “Diritto costituzionale italiano e comparato” nelle Università di Genova e di Torino; in quest’ultima Università ha insegnato anche “Istituzioni di diritto pubblico”.

Dall’anno accademico 2010-2011 è anche professore a contratto di Diritto costituzionale nell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Dopo aver conseguito nel marzo 1979 la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Genova discutendo con il prof. Lorenzo Acquarone una tesi sul tema “Il controllo della Corte dei conti sui decreti-legge e sui decreti delegati” (massimo dei voti e dignità di stampa), ha compiuto studi di diritto costituzionale europeo presso la Commissione della Comunità economica europea (1981-1982) e l’Istituto universitario europeo e di diritto costituzionale comparato presso l’Università di Paris X – Nanterre (1985-1986).

È stato professore invitato in Droit constitutionnel nell’Université de Paris-Val de Marne (Paris XII). Attualmente è professore invitato nell’Université du Sud – Toulon et Var (dove nell’a.a. 2008-2009 ha insegnato Droit parlementaire français) e nell’Université Paul Cézanne di Aix-en-Provence.

È autore di oltre centodieci pubblicazioni tra monografie, saggi specialistici e note a sentenza prevalentemente in materia di fonti del diritto, diritto regionale, diritto elettorale, ordinamento delle forze armate, diritti sociali e organizzazione sanitaria, diritti di libertà, giustizia costituzionale comparata, organi di controllo dell’Unione europea, diritto degli enti locali, drafting legislativo, biotecnologie.

È componente del Comitato scientifico delle riviste “Quaderni regionali”, “Amministrazione in cammino”, Politiche sanitarie”,”Dialoghi” e “Studium”. 2

È stato consigliere giuridico dei Ministri della difesa (1989-1992), della sanità (1996-2000) e delle politiche per la famiglia (2006-2008).

Esperto di diritto costituzionale della salute e di diritto sanitario, ha ricoperto l’incarico di. Capo dell’ufficio legislativo del Ministero della sanità dal 1997 al 1999, presiedendo altresì la Commissione ministeriale per la riforma sanitaria. Ha svolto attività di studio e consulenza giuridica in campo sanitario per conto delle Regioni Lombardia, Emilia-Romagna, Sardegna, Piemonte, Liguria e della Provincia autonoma di Trento. Tra il 2007 e il 2008 ha coordinato il “Libro bianco sui principi fondamentali del Servizio sanitario nazionale”, promosso dal Ministero della salute. È attualmente componente della Commissione per la programmazione sanitaria del Ministero della Salute e presidente del Nucleo di valutazione dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” di Novara.

Dal 2002 è responsabile dell’Osservatorio sulle politiche sociali e sanitarie del Centro di ricerca sulle pubbliche amministrazioni “Vittorio Bachelet” della Luiss “Guido Carli” di Roma.

Dal 2006 al 2010 ha presieduto il Comitato di Indirizzo dell’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Orsola-Malpighi di Bologna.

È presidente, dal febbraio 2007, dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Age.na.s, ente pubblico nazionale di ricerca e supporto al Ministro della salute e alle Regioni nel campo della salute e dell’organizzazione sanitaria).

Dal 1999 al 2002 è stato vicepresidente nazionale e, dal 2002 al 2009, presidente nazionale del Movimento ecclesiale di impegno culturale (MEIC, già Movimento Laureati di Azione Cattolica).

È componente per l’Italia dello European Liaison Committee di Pax Romana-Miic (Mouvement international des intellectuels catholiques) – Icmica (International Catholic Mouvement for Intellectual and Cultural Affairs).

È direttore, dal 2003, del bimestrale culturale “Coscienza”.

Ha fondato e diretto, dal 1989 al 1992, la rivista culturale “Nuova politeia”.

È iscritto all’Ordine degli Avvocati, foro di Alessandria, elenco speciale dei professori universitari a tempo pieno.

IL GOVERNO MONTI

Il presidente del Consiglio Mario Monti é anche ministro

dell’Economia.

Questi gli altri dicasteri:

Esteri: Giulio Terzi di Santagata

Interno: Anna Maria Cancellieri

Difesa: Giampaolo Di Paola

Giustizia: Paola Severino

Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti: Corrado Passera

Politiche Agricole: Mario Catania

Ambiente: Corrado Clini

Lavoro con delega Pari opportunità: Elsa Fornero.

Salute: Renato Balduzzi

Istruzione, Università e Ricerca: Francesco Profumo

Beni Culturali: Lorenzo Ornaghi

Queste le deleghe ai ministeri senza portafoglio:

Affari europei: Enzo Moavero Milanesi

Turismo e Sport: Piero Gnudi.

Coesione territoriale: Fabrizio Barca.

Rapporti con il Parlamento: Piero Giarda.

Cooperazione internazionale e integrazione: Andrea Riccardi.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, e segretario

del Consiglio dei ministri è Antonio Catricalà.

16 novembre 2011 – sanita.ilsole24ore.com

 

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